Nei pressi di Venezia in un’epoca che sa di Ottocento, sfumata nel contorno storico prima che divenga costrizione per il gioco narrativo, prende vita il viaggio, o ritorno, di un vegliardo dal giovane ardore e di una donna. È lo sfibrarsi della memoria che innesca l’inquietudine del protagonista, spingendolo sin dove la realtà si confonde con il folklore, la verità con la suggestione, il ricordo con l’eterno. Il nonluogo che vuole raggiungere è leggenda, ma per lui quel posto lontano dallo spazio e dal tempo prende il nome di speranza, l’ultima speranza possibile. È il paese delle lanterne grigie la meta dei due viaggiatori, estremo avamposto del ricordo, per le cui strade deserte gli amanti vivono in eterno fra i viluppi dell’addio l’ultima notte d’amore.
Un amore finito è un amore dimenticato.





