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Una vita non basta

copertina

Una vita non basta

Memorie da una metamorfosi
Autore: Luciano Minerva
Pubblicato nel 2013
Pagine 250
ISBN 9788867401895
€ 14

 

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Il Libro

“I confini tra ciò che è umano, animale, vegetale e minerale non sono netti come sembrano. Formano la trama di un unico tessuto di cui noi stessi facciamo parte. Ma per comprendere questo, ora lo so, una vita non basta.”

“Quel giorno, l’ultimo della mia prima vita, quella umana, l’ho nella mente come se l’avessi appena vissuto. Cerco di capire se avevo qualche alternativa, se quel percorso che mi ha portato in fondo al mare, verso quest’altra vita, era inevitabile. E non so rispondere.”

Una caduta in mare e Lorenzo, vent’anni ancora da compiere, attraversa il confine tra una vita e l’altra e si trasforma in polpo. Una nuova sensibilità animale integra la sua memoria umana: prigioniero in una vasca d’acquario, si sente libero grazie all’eco delle storie ascoltate da ragazzo e all’abilità di trasformarsi virtualmente in ogni altro.
Il suo amore per la misteriosa Greta percorre due vite: dopo averla ritrovata scopre il dono della preveggenza e acquista popolarità universale come “polpo Paul”.
Storie di minatori e di solidarietà, miti e racconti dell’isola d’Elba, leggende dello sport mondiale, suggestioni letterarie compongono un mosaico in cui realtà e immaginazione si fondono come le sue due esistenze.
La storia è narrata attraverso la voce poliedrica del protagonista, le lettere di sua madre scritte e non spedite e gli articoli di un giornalista testimone delle imprese di Lorenzo e di Paul.

Illustrazione di copertina di Ilaria Bochicchio

Versione ebook

Disponibile anche in ebook con le illustrazioni originali di Ilaria Bochicchio elaborate appositamente per la versione elettronica:

Interviste

L’autore intervistato su Rai Sport il 1° luglio 2013
Vai al video sul sito Rai.TV

Intervista di Darwin Pastorin per Quarta rete tv

Recensioni e commenti d’autore

Un libro metafisico, di sport, di calcio, di sogni, di fantasie, di mare e di miniere. […] Tutto in 240 pagine, raccontate a tre voci, il giornalista, la madre del ventenne, il polpo, magnificamente rette tra sogno e realtà da Luciano Minerva, oltre 40 anni tra giornalismo e saggistica, dalla carta stampata alla Rai, e al suo primo romanzo. Da leggere.
Augusto Frasca – Il tempo
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“La potenza del libro è nella sua struttura narrativa poetica, capace di commuovere in maniera incontenibile tra le righe delle lettere scritte e mai spedite della madre del ragazzo. […] Luciano Minerva ci dice che, per capire la differenza tra l’umano e l’animale, forse Una vita non basta. La bellezza del suo polpo non è una presunta capacità divinatoria, quanto la necessaria dimensione umana.”
Emanuele Santi – Left-Avvenimenti (l’Unità)
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“Luciano Minerva chiama ottopensiero da octopus – il modo di ragionare divergente che ha sperimentato nella scrittura del suo primo romanzo, Una vita non basta. Giornalista sportivo e culturale, qui racconta una storia che intreccia la leggenda mediatica del «polpo dei mondiali», la creatura dei mari cui i tifosi si affidavano nel 2010, e quella di un giovanissimo portiere elbano, la storia appassionante dei minatori dell’isola e le leggende classiche che, intorno all’Elba, si addensano. Un singolare e bell‘«ottoromanzo» appunto.”
Maria Serena Palieri – l’Unità
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“Portiere talentuoso si nasce, polpo si diventa. Battuto un record di imbattibilità, il n.1 di una squadra dell’Elba vola dalla strada in mare e si fa cefalopode che sa pronostica gli esiti di una partita di calcio. La storia di Paul, il polpo elbano che in una squadra tedesca “indovinò” il Mondiale di calcio 2010, è un libro bellissimo di Luciano Minerva: Una vita non basta è il tema, inquadrato nella storia di miniera dell’isola e nelle storie dell’uomo e dell’animale, con respiro vasto e psicologia concentrata.”
Gianpaolo Ormezzano – Tuttolibri, 19 ottobre 2013

“Quella di Paul è una favola moderna che racconta come sia possibile superare i confini tra i mondi, affrontando le metamorfosi che ci fanno paura. È una favola in cui una scienziata e una sirena possono essere la stessa persona e in cui un piccolo polpo, impacciato dalle sue otto braccia e dai suoi due cuori, danza e si inchina nel buffo tentativo di comunicare agli umani la sua solitudine ed il suo amore. È una favola dove pensare con i piedi, come un calciatore dovrebbe fare, non è una cattiva attitudine, ma semplicemente un altro e più intenso modo di essere.”
Germana Fabiano

“Grazie, Luciano, per aver scritto questo libro.
Il polpo Paul diventò famoso per le sue profezie, ma il tuo polpo è un profeta alla rovescia: la sua memoria annuncia ricordando, e il suo linguaggio, il linguaggio del silenzio, dice tacendo.
Ti chiedo di ringraziare da parte mia il polpo che tanto mi ha insegnato sulle profondità del mare, della terra e del tempo.”
Eduardo Galeano

Non  vi sono esseri umani trasformati in polpi nelle Metamorfosi di Ovidio, il libro più fortunato, insieme all’ Odissea, che l’antichità classica ci abbia lasciato. Nell’unico passo nel quale viene citato un polpo, l’animale serve per comporre una similitudine: quella del figlio di Ermes e Afrodite cui la ninfa amata si avvinghia «come il polipo che cattura il nemico» (III, 365), prima che entrambi si  trasformino nel corpo unico di Ermafrodito, insieme maschio e femmina. Ci ha pensato Luciano Minerva a colmare la lacuna, mettendosi nei panni del poeta classico e narrandoci la prodigiosa metamorfosi di un ragazzo, giovane speranza del calcio, in un polpo, un polpo famoso, il polpo Paul.”
Francesca Rigotti

“Più un polpo al cuore che un polpo basso. Il polpo è il filo conduttore, la metamorfosi del giovane portiere Lorenzo che si trasforma cadendo in mare e finisce lontano dalle acque di casa, a far da pronosticatore durante il mondiale di calcio del 2010. Ma i fili più robusti e visibili sono due: il cuore e la memoria. La memoria umana che il ragazzo Lorenzo, detto la Piovra per la sua abilità nel parare, trasporta nella seconda vita, nel suo corpo con più tentacoli. Le memorie di quelli che ha conosciuto, dei vecchi: il lavoro duro nelle miniere , le lotte per il salario e la dignità, la repressione, la solidarietà, il tutto sorretto da precise ricerche storiche. Tante vite, nel cuore della terra e nel cuore del mare (Jacques Mayol, che all’Elba decise di morire) per una narrazione a tante voci che forma un coro umanissimo e dolente, asciutto e forte. Se questo è il primo romanzo di Luciano Minerva possiamo solo aspettare, con la giusta impazienza, il secondo.”
Gianni Mura