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copertina

Tra sogno e finzione

Autore: Giorgio Moio
Pubblicato nel 2020
Pagine 104
ISBN 9788872745861
€ 10

 

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Il Libro

Questo volume raccoglie quattro racconti, uno diverso dall’altro non solo per una differente punteggiatura che non è tradizionale. Il primo racconto (“La finestra”) si svolge in un sogno dove la figura materna è centrale avvolta da un’aria poetica e allegorica; il secondo (“Dove la terra trema”) racconta, con personaggi inventati ma in luoghi reali, un fatto veramente accaduto: la vigilia del bradisismo del 1970 a Pozzuoli, in provincia di Napoli. Il protagonista è un professore di matematica di nome Apicella (nome comune nel napoletano) che si reca a casa di un suo giovane allievo, Cesare (un giovane che ama studiare anche la geologia e la sismografia), per una lezione di matematica. Il giovane non è in casa, è stato arrestato per procurato allarme: non si comprende bene se per una fortunata preveggenza o per uno studio preciso, qualche giorno prima che accada, prevede l’arrivo del bradisismo. Ovviamente tutti lo prendono per matto. Sullo sfondo l’autore ci presenta la vita e i luoghi del Rione Terra che in pochi giorni sarà evacuato e abbandonato per anni; il terzo racconto (“L’equivoco”) è una storia d’amore tra un giovane e una donna matura (oggi si direbbe una milf). L’incontro si svolge in una stazione ferroviaria dove il protagonista è in attesa di prendere il suo treno che non prenderà mai. Anche qui, la fiction si conforma con un fatto veramente accaduto: la tragedia ferroviaria avvenuta sulla tratta Corato-Andria nel 2016 (una delle tante); ed è anche l’occasione per fare il punto sulle deficitarie linee ferroviarie in particolare del sud. L’ultimo (dal titolo “Conclusione”) è un omaggio alla nostra Costituzione che l’autore ha scritto durante i festeggiamenti per i suoi 70 anni, prendendo di mira, con attacchi anche crudi, un politico qualsiasi partorito dalla cattiva politica che pensa soprattutto ad arricchirsi alle spalle del popolo, riscrivendo a suo modo i primi 12 articoli. È quasi una guerra dichiarata contro la politica affarista e ladruncola, dove il popolo serve unicamente come merce di scambio. Divertente quanto tragica la conclusione: la Costituzione, secondo l’autore, è diventata una topa di fogna dove un po’ tutti approfittano per i propri tornaconti: tanto nessuno se ne accorge.