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Senza scontrino non si esce

copertina

Senza scontrino non si esce

Autore: Flavia Todisco
Pubblicato nel 2015
Pagine 152
ISBN 978-88-6740-529-9

 

Archivio

 

 

Il Libro

«C’è chi nasce con i calzari ai piedi, non come segno di distinzione e nobiltà, ma come destino, poiché lo attendono tutte le strade e i vicoli del mondo; sarà lunga, infatti, la sua vita, perché saranno lunghi i suoi cammini. Uomo o donna, che nasca, avrà dentro di sé una certa irrequietezza da mobilità e la sentirà fremere, ogni qual volta si soffermerà e sosterà in un luogo per più di qualche calare del sole; allora non avrà scelta: raccolta la sua vita in uno zaino, si metterà per la via.»

Senza scontrino non si esce è una raccolta di ventidue racconti, che si articola seguendo il fil rouge dello “scontrino” che, loro malgrado, tutti i bizzarri protagonisti delle vicende narrate si trovano a dover pagare, per uscire di scena, per sottrarsi, il più delle volte rocambolescamente, a una situazione difficile o, semplicemente, per evolversi e superare una fase della loro vita. Alcuni pagano lo scontrino per rifuggire da una situazione bislacca, altri hanno un appuntamento con il destino, altri ancora sono equilibristi della vita che, con nonchalance e ironia, compiono una piroetta, saltano un ostacolo e poi si ripresentano sul palcoscenico della vita con rinnovata energia e sempre molta autoironia.

 

Rassegna stampa

Radio Loggione ha intervistato Flavia Todisco durante il festival Buk di Modena (18 febbraio 2017)

“Ho terminato appena pochi minuti fa Senza scontrino non si esce, raccolta di ventidue racconti partoriti dalla penna florida di Flavia Todisco. Io credo che Calvino avrebbe molto apprezzato un’allieva ricettiva come lei tra i banchi di Harvard, durante le ‘lezioni americane’ che purtroppo mai poté tenere causa prematura scomparsa. Perché il libro di Flavia ha il dono del ‘togliere peso alla struttura del linguaggio e al racconto’, esattamente come suggeriva il ligure nel saggio sulla leggerezza. Ci ho messo meno di un’ora e mezza a completare la lettura, e questo può voler significare solo una cosa: che oltre ad essere leggero, è uno scritto pure piacevole, molto piacevole. Storie piccole, spesso altamente surreali ma sempre con una morale di fondo. Morale che non c’entra nulla col moralismo, perché il moralismo è posticcio, mentre le fiabe made in Flavia suggeriscono piuttosto al lettore di riscoprire la sincerità, nei rapporti interpersonali come con se stessi. Se Calvino non ha mai avuto come allieva la Todisco, invece gli allievi della Todisco hanno la fortuna – non da poco – di un’insegnante da cui c’è solo da imparare. Chapeau.”
Francesco Mattana
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“ In Senza scontrino non si esce, uomini e animali coesistono sullo stesso piano, tutti uguali dinanzi madre natura. Non ci si meraviglierà quindi, se un tale Pedro Ramon Xavier Gutierrez, troverà la giusta vendetta da colui che anni addietro gli tolse la vita in un epico scontro tra un gabbiano e un piccione, o se il gatto Evaristo, amante del palcoscenico, diventerà realmente una star sventando un furto in una villa.”
Claudia Forcignanó – Intanto leggo
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“Un libro interessante, particolare, suggestivo in alcuni tratti intenso e sempre capace di coinvolgere il lettore.”
Laura Bassutti – Palriamo di Libri
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“Sono tematiche tratte dalla vita quotidiana, e dall’osservazione della realtà circostante, quelle che vengono analizzate in questa raccolta, deformate sotto la lente del paradosso. Eventi surreali, dove subentra il gusto del grottesco a lasciarci di stucco. Prerogativa di questa autrice è sorprendere il lettore, con storie “crude”, che in un primo momento hanno il potere di allontanarci, di far sembrare tutto “altro da sé”, perché davvero improbabili. Ma, a mano a mano che ci si addentra nella lettura, si capisce che in realtà possiamo identificarci in questi personaggi – le cui storie sono portate agli estremi – molto più di quanto si potesse immaginare.”
Oubliette Magazine
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“…sono tutti così, assurdi divertenti e divertiti, i protagonisti dei ventidue racconti racchiusi in Senza scontrino non si esce, una raccolta gustosa e folle di Flavia Todisco, insegnante di lettere che con la scrittura di diverte da morire.”
Lello Gurrado – AlBuonLibro
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“Alcune storie potrebbero trovare posto in qualche ballata da canzone d’autore. Perchè qui troviamo anche la passione per le parole, per il loro significato e per quello che possono significare nei meandri della vita.”
Marco Favero – Vettenuvole
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“I racconti di Flavia Todisco hanno la forza delle storie semplici e universali, allo stesso tempo. Attraversate da una sottile vena di surrealismo che è la vita. Il palcoscenico che prima o poi bisogna lasciare. I protagonisti sono bambini, madri, anziani, eroi di ogni nazionalità e genere. Anche animali che erano uomini e che una legge di contrappasso ha trasformato in volatili.”
Gianluca Garrapa – Satisfiction
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“Senza scontrino non si esce è domanda: autentica, civettuola, persino, con la sua istanza di risposta, con la sua capacità di strappare al cuore l’unico istante da carpire alla mente.
E in questo ‘viaggio’, Flavia pare indicarci la via… astuta trasformista della parola, vive il tormento tra materiale e spirituale con la consapevolezza che niente va mai perduto: né traccia, né impronta, né segno alcuno e se anche ciò accadesse, sarebbe solo per ridisegnarsi nel rispetto del proprio e altrui destino prendendo atto che laddove tutto sembra essere effimero, niente lo è.”
Cristina Raddavero – Dicta Mundi
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“C’è sempre un prezzo da pagare per le proprie scelte, piccole o grandi che siano: è il simbolico “scontrino”, senza il quale non si può venire fuori da alcune situazioni. Ce lo dimostra Flavia Todisco, poetessa e scrittrice di narrativa, in una raccolta di ventidue brevi racconti, dove i protagonisti si trovano in situazioni paradossali generate, a volte, dalle loro stesse piccole manie, oppure da scelte di vita sbagliate…”
Valeria Savio – Il Dialogo di Monza
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Interviste

“Il rapporto di ‘distanza’ o di somiglianza tra esseri umani e animali mi ha sempre affascinata, soprattutto perché attraverso la contrapposizione o la ricerca di affinità tra uomo e animale si intraprende un discorso importante legato alla nostra identità umana, che da una parte è estremamente legata a loro e dall’altra se ne distanzia. Anni fa poi ho fatto un lungo viaggio in Tibet e da lì posso tranquillamente affermare che è cambiato in gran parte il mio modo di osservare il mondo. Credo che noi siamo anime transeunte, la nostra presenza in questa vita è finalizzata allo ‘scioglimento di un nodo’, ogni volta diverso e che non veniamo al mondo sempre attraverso sembianze umane.”
L’undici
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“D: Che differenza c’è tra l’insegnare e lo scrivere?
R: Si tratta di due azioni e professioni altrettanto belle e stimolanti, tuttavia molto diverse. L’insegnamento consiste nella trasmissione di saperi e strumenti tecnici, unita al lavoro di analisi e interpretazione, finalizzato all’attribuzione di senso a ciò che ci circonda. E’ un’attività ermeneutica, basata sulla collaborazione fattiva tra chi apprende e chi insegna.
Scrivere è un’attività creativa, spesso solitaria, che comporta ascolto, concentrazione, raccoglimento e disciplina. E’ anche questa un’attività ermeneutica, perché, comunque, chi scrive cerca sempre di attribuire senso all’umano esistere e lo fa attraverso la scrittura, che gli consente di analizzare e interpretare la condizione umana.”
Katya Fortunato – Vivo perché leggo
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“La scrittura è anche e soprattutto culto della parola, venerazione e sovranità della parola in ogni sua componente, sia sul piano del suono e della musicalità, sia sul piano dei significati.
La scrittura è pertanto ricerca costante e sperimentazione. E’ un viaggio con un biglietto di sola andata, che proprio per questo permette di scoprire meravigliosi mondi e di approdare in luoghi a noi ignoti, fino al momento della loro epifania letteraria.”
Parliamo di Libri
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“La parola è sempre stata ed è tuttora sovrana e sacra per me. Questo è il mio assioma, la mia certezza, la mia passione più vera e profonda.”
Riccardo Mainetti – Recensioni Librarie in Libertà
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