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copertina

Sassolungo

Autore: Carlo Zanzi
Pubblicato nel 2020
Pagine 272
ISBN 9788872746028
€ 14

 

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Il Libro

“La sera, dopo cena, Luigi era davvero sfinito e sperava di andarsene a dormire al più presto, Marco invece desiderava parlare con lui. Si misero comodi in una saletta con divani bassi. Gli altri ospiti per lo più parlavano in tedesco.
“Andiamo fuori, è meglio” disse Luigi.
“Come vuoi.”
_Si sedettero su due sedie di plastica bianca, le posizionarono in modo da poter leggere i colori del tramonto sulla pietra del Sassolungo. Il giallo intenso a poco a poco si scuriva, diventava un giallo ramato, che metteva in risalto le rughe della pietra. Lo stesso colore, insieme al bianco, era quello di una lunga nuvola sfrangiata, che partiva dalla cima come un pennacchio di fumo e si scioglieva nell’azzurro intenso.
“Che spettacolo” disse Luigi._
Il nipote volle sapere dal nonno qualche storia della sua vita, gli chiese della guerra, del fascismo. Luigi non parlava volentieri di quegli anni, della sua fede tradita, del suo adattarsi, nella dimenticanza di un entusiasmo che aveva illuso una generazione, quando i capi avevano approfittato dell’ingenuità dei ragazzi.”

Romanzo di formazione, Sassolungo è la storia di Luigi Frigerio, che si snoda fra il 1910, data della sua nascita, e il 1987, momento importante della sua vita. Non inganni il titolo: non si tratta di un romanzo ambientato prevalentemente in montagna, anche se le Dolomiti sono presenti, con il loro fascino. La vicenda narrata, che scorre nel gioco di realtà e fantasia, storia ed invenzione, è ambientata soprattutto a Varese, descritta nella sua evoluzione da prima della Grande Guerra agli anni Ottanta. La grande storia è però solo accennata, di sottofondo. Carlo Zanzi ha scritto un romanzo familiare, dove emerge il rapporto fra i nonni e i nipoti, fra Battista (padre di Luigi) e il nipote Bruno, e fra Luigi e il nipote Marco. Storie d’amore, di tradimenti, la passione per la montagna, i patimenti della guerra, gioie e dolori, abbracci e incomprensioni…
Nella prima parte è frequente nei dialoghi l’uso del dialetto varesino.

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