“Divina” è un libro di racconti che rivela, come già nel romanzo “Virginia, o: que puis-je faire?”, la piena consapevolezza stilistica, espressiva e critica dell’Autore che si muove a proprio agio e con esiti che ne illuminano il talento (essendo il Nostro innanzitutto poeta, saggista e traduttore) in diverse forme di scrittura. Cinque racconti scolpiti, rotondi, contemporanei, anche caustici, abili nel catturare la tensione di chi legge e molto ben scritti. Il racconto non è un genere italiano, sempre considerato minore contrariamente alle grandi letterature europee – dalla nouvelle alla short story e alla povijest russa – cardine invece del saper scrivere. Con questi racconti egli ci invita a fare i conti con “bellezza” e “dannazione”: estremi che caratterizzano le “figure” protagoniste di questi quadri volti a condurci, attraverso allegorie e simbolismi, in una riflessione attenta ed efficace sulla Vita. L’Autore mette in scena una ricognizione implacabile di esistenze e di esperienze che, nel rifiuto di indulgere a conformismi di sorta, ne rende universale il contenuto reso anche nel “corpo a corpo” che P. M. Rocco ingaggia con la scrittura e con il suo potere.
Intervista sul Resto del Carlino





