Libri da scoprire

Roberto Pardini

Più o meno nel frattempo


pagine 144
euro 10,00
genere: Narrativa italiana
pubblicato: 2009
ISBN 978-88-7371-475-0


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Il libro

Andrea è uno studente in giurisprudenza, gentile e un po’ timido, che ama osservare la strana umanità che abita il suo condominio. Mary è una ragazza madre, sola; soffre di allergia ed è innamorata di suo figlio, il piccolo Occhiblù. Peppe è il portiere del palazzo, siciliano e sempre in lotta, armato di lupara e antica saggezza. Le loro vite si incrociano nel cortile del palazzo, sulle scale e nell’androne. Personaggi di un cosmo pittoresco e un po’ folle, fatto di quotidianità, di amori e perdite, di crescite e cambiamenti, raccontati attraverso lo sguardo di un piccolo osservatore. In bilico tra reale e fantastico, nascono e vivono le vicende di questi esseri pittoreschi in cerca di un equilibrio, di una risposta alle proprie esistenze, dentro e fuori da questo strano condominio.

Roberto Pardini

 

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C’è molta poesia nel testo di Roberto Pardini e soprattutto molta poesia nelle descrizioni, nelle allegorie, nelle similitudini.
Riflessioni e pensieri si susseguono metricamente, armoniosamente inseriti nel racconto e,in sintonia tra di loro, danno corpo ad una lunga e interminabile ode. E’ l’ode alla vita, alla natura, agli esseri umani, che, seppur rappresentati dai personaggi di un piccolo condominio, racchiudono in sé vizi e virtù universali. La loro vita scorre tra sogni,speranze,gioie e dolori, in una normalità comune a tutti gli uomini ma mai banale, perché sono proprio le piccole cose a diventare grandi se c’è introspezione, se c’è analisi, se c’è un
garbato chiedersi perché. Ecco allora che la presenza dell’acqua, come continua costante e comune denominatore di sogni, di pensieri e di
intime riflessioni, trova ragione e forza esplicativa.
Il rivolo
d’acqua che trova sempre la strada, il fiume che scorre comunque e che riesce anche a portar via l’edera, pur così fortemente
abbarbicata al muro e il mare infine, che si estende nell’immenso tra passato e presente dove ognuno di noi guida la propria nave…Ecco
quindi, per sintetizzare, io credo che si debba riconoscere
all’autore l’abilità nell’arte del dire, dello scrivere, che riesce a comunicare e ad ispirare, rendendo l’elemento prosa, talvolta così fluido e musicale da trasformarlo in poesia. Mi sento, quindi, di fargli i migliori complimenti e di ringraziarlo sinceramente
per averci fatto dono di così belle pagine. Auguri e al prossimo libro!

Carlo

carlo · 28 aprile 09

Domandarsi il perchè delle cose, le cause di certi comportamenti, i motivi dei certi stati d’animo, nostri e di chi ci sta intorno. Scavarli fino in fondo. E farlo con delicatezza, in punta di piedi, quasi chiedendo il permesso, avendo timore di disturbare. Una morbida, quasi piacevole tristezza, che si alterna, bilanciandosi abilmente con l’allegria di certi personaggi e le situazioni surreali che ci accompagnano in una storia che in parte è anche la nostra e che sicuramente è di tutti coloro che ci circondano. Mi resterebbe il desiderio di conoscere meglio i protagonisti e le loro storie: a quando il secondo volume ALL’INCIRCA SUPPERGIU’ ? PS. ma “Peppe che si perde come un coglione alla metro” è autobiografico ? (mi ricorda tanto Giovinazzo). Con stima.

Igor · 28 aprile 09

Ciao Roberto. Ho finito il libro. Molto molto bello. Con sfumature surreali come improvvisazioni jazz dentro un brano melodico.
Un bacio. Caterina

Caterina · 28 aprile 09

....davvero delizioso il tuo libro….. tenero, leggero, acuto….letto in poche ore mi ha riportato indietro di molti anni ….al mio condominio….alle persone conosciute e non…..a fatti e fattacci…alle risa e alle chiacchiere….e poi come ha detto mia figlia con un bellissimo finale… e di questi tempi non e’ poco…Con simpatia e stima.

rosalba · 28 aprile 09

Un ottimo libro, poetico, delicato e introspettivo su quel piccolo mondo che abbiamo ogni giorno vicino ma che ci sfugge.
Un libro che emerge dall’anonimato perché vero, reale, scritto bene, senza leziosità, ma con semplicità che è la dote più grande per uno scrittore.
M.C.

Massimiliano Coccia · 28 aprile 09

sei un grande non vedo l’ora che tu ne scriva un altro…....se tanto mi da’ tanto…......il buongiorno si vede dal mattino!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Amalia · 28 aprile 09

sei un creativo intelligente, l’ho sempre pensato e ho voglia anche di dirtelo senza ‘fronzoli’. Ma non ho ancora letto il tuo libro, è solo un problema di tempo,ormai la mia vita è talmente incasellata che anche andare in libreria devo programmarlo. Ma promesso che domani ci farò un salto. Il video è molto stimolante, incuriosisce….BELLO!.... Mariarosaria

mariarosaria · 28 aprile 09

Carissimo Roberto :)
..da quando ho letto la 4° di copertina del tuo libro ho una voglia irrefrenabile di leggerlo… voglia che venerdì pomeriggio mi ha spinto a fare il giro dei feltrinelli e mel del centro alla disperata ricerca…

Ora che mi dici che lo trovo sicuramente a Boccea ne approfitterò subito .. :) Ma che bellooo!!!

sara · 28 aprile 09

Caro Occhiblu’, ho appena finito di leggere il tuo libro, un racconto semplice, ma non banale, ironico, malinconico, scorrevole, alto nei pensieri dove ci ritroviamo un po tutti e dove un po’ tutti ritroviamo
almeno uno dei personaggi che affollano il racconto, che ha attraversato le nostre vite nei nostri condominii o sui posti di
lavoro, insomma e’ come una foto nei nostri album.La tua sensibilita’ in alcuni punti mi ha fatto sobbalzare, come quando muore la Madre di Andrea, li un dolore mi si e’ infilato nelle unghie e mi ha fatto sanguinare, un dolore conosciuto, lontano e
presente. Anche i messaggi dovremmo infilarci sotto le unghie non credi? per non distogliere l’attenzione. Si un dolore condiviso, mi
sembra quasi di conoscerti da molto tempo.
E poi con quale dolcezza descrivi tua madre, ti viene voglia di voler essere quella penna bic al centro di quel vortice morbido dai
riflessi rossicci.Certo il tuo racconto e’ pregnante anche di un forte pessimismo,
no anzi, direi amarezza nell’osservare quegli uomini che hanno smesso di spiegarsi le cose e si dimenticano le domande che contano di piu’.
Uomini affannati verso il nulla, in un pianeta alla deriva. Meglio navigare a vista alla ricerca di un porto sicuro, non credi?
E’vero al caffe’ non gli frega niente di questi patimenti e se ne esce come sempre borbottando nei riti quotidiani, ma ad un cuore
attento e vigile non sfugge che per fortuna, e condivido il tuo slancio, l’acqua sa sempre dove andare e sceglie senza dubbio la via
migliore. Ci bagna e ci asciuga ed e’ cosi’ rassicurante ascoltare il suo fluire incessante e deciso. Sai anch’io da giovane, come te amavo osservare le persone che
passavano e immaginare le loro vite, ora non piu’, il mio cuore e’meno leggero, ma ti confido un’ultima cosa, anch’io le ho sentite, sì le foto, quando ridono forte.

Sempretua Amica Simo

Simonetta · 28 aprile 09

Non servono tante parole per ritrovarsi un mondo piccolo fatto di cose grandi… di pensieri intensissismi ed insistenti, di paure sempre più avvicinabili, di sogni sbiaditi che prendono consistenza, di sentimenti che sbocciano seminando la vita…di vite che esistono perché s’incontrano. Buona lettura!
“PIU’O MENO NEL FRATTEMPO” cercatelo nelle vostre librerie affezionate!!!

miriam · 28 aprile 09

Mi hai strappato molti sorrisi e anche momenti di commozione che è molto di quello che puoi aspettarti da un romanzo. Bravo hai scritto molte belle immagini e belle riflessioni. Il resto a voce

riccardo · 28 aprile 09

Vorrei dirti qualcosa e fare il punto, mentre leggo con piacere la raffinatezza del tuo linguaggio. I racconti, (perché di racconti si tratta) non finiscono con la banalità che di solito s’immagina già sin dall’inizio.
Particolare la cura (forse spontanea) dell’incipit.
Ma non ho finito e ti dirò e (forse) scriverò di te.

devo firmare beppe

Beppe · 28 aprile 09

”...certo Riccardo Mei è Riccardo Mei…. la sua voce rende preziosa qualunque notizia…ma le frasi che scorrevano ieri sera e che hanno scolpito i nostri cuori e le nostre menti sono il frutto di una persona ancora piu preziosa… grande Roberto!”

Letizia

letizia · 28 aprile 09

Libro questo di Pardini che non si lascia affascinare da banalità o svolte cuoe e misteriose nel raccontare.
Ma affascina per il linguaggio di unomo perduto fra la semplicità e le bellezze del mondo fatto di normalità.
E’ quella che oggi s’è perduta che un tempo, non molto tempo fa, ritrovavamo vecchi o bambini, nei cortili grandi o piccoli che fossero, Vi si condividevano figli ed emozioni.
La sofferenza oggi, specie nelle grandi città, è quella di vivere in condomini, incontrarsi negli ascensori, guardare per terra, evitando gli occhi del proprio condomino.
E la solitudine dell singolo, solo e umano che vorrebbe e potrebbe bussare ad ogni porta del palazzo e mettersi a disposizione dell’altro.
Questo il racconto breve intenso e ricco di grande poesia. L’uomo, i protagonisti sono persone nella norma con le proprie angosce e sogni. Non travolti dallo stupidario delle tivvu’ dove invece sembra indispensabile essere privo di parola, di sogni, di educaziioni o di godimento della vita quale essa è: poesia.
Da vivere tutta e d’un fiato ma soprattutto da condividere.
La figura di Maria si stacca dalle altre? no, neppure questo sembra concederci l’autore, tutti in egual modo, nei propri limiti o disperazioni sono protagonisti del romanzo di una attualità sconcertante.

beppe costa · 29 aprile 09

Bel libro, corto quanto basta, lungo quanto serve, breve come la vita, facile come respirare. Ma nel frattempo….duro come la vita, lungo come un sospiro, breve come l’amore e soprattutto schietto. Sincero e candido come la visione di un bimbo. O come quella di un eterno fanciullo.

Milton · 29 aprile 09

Ho avuto modo di leggere e recensire questo libro godibilissimo. Una scrittura “colorata” “fotografica” che permette di calarsi a pieno negli ambienti e nelle situazioni descritte.
I personaggi vengono fuori dalle pagine e vengono a trovare i vostri ricordi e li riportano alla luce.

Emilio · 29 aprile 09

Un libro molto ben scritto, semplice e fantasioso al tempo stesso, con gradevolissime venature surreali, garbato e toccante.

caterina intelisano · 29 aprile 09

Ci sono diversi motivi per comprare, leggere e diffondere PIU’ O MENO NEL FRATTEMPO, elenco quelli che secondo me sono i principali:
1° è scritto da un mio caro amico
2° la copertina è decisamente carina, allegra ed accattivante
3° è piccolo, si legge bene la sera comodamente sdraiati a letto
4° è una lettura fresca, piacevole, scorrevole e veloce
5° ogni lettore trova un pezzettino di storia in cui riconoscersi
6° è presentato da un video veramente bello
7° è raccontato da una voce meravigliosa

Bravo Roberto

Maresa

maresa · 29 aprile 09

Attraverso il racconto di situazioni semplici e quotidiane, tipiche di un micro-cosmo condominiale, il libro cattura l’attenzione e l’interesse del lettore e riesce a tramettergli sentimenti ed emozioni. Questa è la vera forza del libro: descrivere la quotidianità e saperne cogliere comunque il suo fascino. Dal libro si ricava anche una morale:......”la felicità si trova nelle cose semplici e nelle persone a noi vicine,... anche nell’ambito di un condominio”.
Massimo

massimo · 29 aprile 09

....davvero delizioso il tuo libro….. tenero, leggero, acuto….letto in poche ore mi ha riportato indietro di molti anni ….al mio condominio….alle persone conosciute e non…..a fatti e fattacci…alle risa e alle chiacchiere….e poi come ha detto mia figlia con un bellissimo finale… e di questi tempi non e’ poco…Con simpatia e stima.
Eleonora

eleonora · 29 aprile 09

Più che un romanzo un album di scatti fotografici. Che riproducono la realtà dei nostri tempi ma anche di ricordi di infanzia.
Legati bene e con una scrittura innovativa e fresca che nasconde tanto altro…tra le righe.

Una cifra stilistica da coltivare…anzi da mantenere allenata, visto che è già stile.

Cristina

cristina · 29 aprile 09

un bel libro,complimenti all’autore,di facile lettura ma sopratutto rispecchia un pò la realtà;dalla ragazza abbandonata ,al coatto e anche il ragazzo perbene un pò il figlio che tutti vorrebbero,Io lo letto e lo consiglio a tutti.cmq Roerto sei un grande…...
Chiara.29 aprile 2009

Contaldo Chiara · 29 aprile 09

Un Autore capace, ironico, spontaneo e credibile. Una realtà che travalica le variabili spazio temporali e contribuisce a farci perdere nei meandri della propria memoria…che dire? Un meraviglioso ritratto di vite ed emozioni.
A Rob i miei più vivi complimenti!

Gloria · 29 aprile 09

Il ladro di orchidee diceva che siamo cio’ che amiamo.
Il linguaggio, l’espressione, i singoli umani racconti del libro esprimono l’amore dello scrittore per tutto cio’ che e’ vita, tutto cio’ che ci coinvolge in un sogno armonico e melodico… quasi musicale.
A volte, dalle note distorte, puo’ nascere una melodia.

Pino (Capo Giuseppe) · 30 aprile 09

il libro è molto bello perchè, oltre ad essere scorrevole e ricco di storie comuni relative al vivere quotidiano, evidenzia il rispetto per la vita di tutte le persone.
a quando il prossimo?

francesco

francesco positano · 30 aprile 09

Sarà l’acqua, il suo fluire sempre presente, la sua capacità di trovare sempre l’equilibrio… ma la cosa più bella di questo libro, tra la sua comicità a cavallo tra verosimile e assurdo e la poesia di tante eccezionali normalità è la sensazione di pienezza che solo l’equilibrio su tutti i piani in una produzione letteraria (e non solo) può dare. “Più o meno nel frattempo” è la dimostrazione che la leggerezza non si raggiunge svuotando, ma trovando la pienezza; la pienezza che si trova in buon sapore, in una fragranza ristoratrice, piuttosto che in un pasto esagerato, per capirci. Grazie!

Marco Cascianelli · 3 maggio 09

Anche io avrei voluto abitare in un condominio ai confini della galassia…
il mio è semplicemente ai confini della città ed è pieno di sconosciuti…

Il libro scorre veloce come l’acqua ed è piacevolissimo immergersi nelle storie che contiene.

Consigliatissimo!!!

Bruno · 6 maggio 09

Complimenti, per la leggerezza calviniana con la quale Roberto Pardini affronta le storie che si intrecciano in questo condominio-microcosmo. Gli avvenimenti più tragici diventano momento catartico così come la normale quotidianità suggerisce riflessioni più profonde sul vivere tra gli altri e con gli altri. ‘le rughe che ci affiorano sul viso sono gli sguardi delle persone che incontriamo’ scriveva Milan Kundera ed è in questa relazione tra noi e l’altro che risiede l’anima di questo delizioso libro.
In bocca al lupo.
Cricco

cristiano · 7 maggio 09

Ho letto il libro di Roberto Pardini ed è stato un bel momento. Ne ho apprezzato la chiave evocativa, che costruisce piani di realtà che si scontrano, incontrano, si sovrappongono. Generano emozione.
Un piccolo libro dove s’intuisce subito una buona mano e tanta attenzione ai piccoli spostamenti del cuore, direbbe Gaber.
Direi all’autore di pensare al prossimo, forse lo sta già facendo rimettendo in moto tutti sensori di cui dispone.

In bocca al lupo.

Stefano

Stefano Di Pietro · 8 maggio 09

In questo libro si ascolta la voce del vento. . .
un vento che accarezza noi tutti,
noi uomini e noi donne,
un vento che racconta delizie e tragedie,
segreti e verità,
un vento che soffia inesorabile
verso luoghi ordinari
ma intensi,
come sono le nostre vite,
sempre appese,
tra un caffè ed un pensiero,
tra un luogo ed un’ amore,
tra panni stesi e baci . . .
In questo libro si ascolta la voce della vita . . .

Sergio · 8 maggio 09

Piacevole e leggero, pur facendo riflettere sulle cose serie e pesanti della vita. Sembra scritto da un giovane entusiasta e vitale.

giuseppe · 13 maggio 09

Un libro leggero, che sai già dove andrà, ma non per questo non ci vai con lui; opera prima seguita, speriamo, da un’opera seconda…

danbaz · 17 maggio 09

Io l’ho letto in tre ore e poco più. Peccato poteva durare di più e regalarmi ancora analisi attenta e profondità rara. Ma la scelta della brevità è la sua cifra giusta. Come quelle buone pietanze che non ti appesantiscono, ma che saziano quanto basta la tua fame di sapere. Una bella esperienza che consiglio a tutti. Giovani soprattutto. Visto che i protagonisti sono miei coetanei.

Scrivine ancora, io li leggerò ancora

giovanni · 19 maggio 09

Ma come si fa a non amare una scrittura così evocativa?
Io ci ho provato, da prevenuto quale sono…senza tuttavia riuscirci e mi ha catturato dalle prime pagine.
Tutto torna in questo romanzo e torna come si deve. Un lieto fine che non è però che la continuazione di nuovi finali possibili. Dove l’armonia è solo apparente e dove nuovi drammi e piccole gioie sono ancora avvenire.

Bellissimo, commovente, intenso, sincero e vero come pochi sanno fare.
L’autore dimostra una mano fertile, molto lucida e moderna, con una scrittura innovativa ricca di sleng giovanili ma anche di antiche saggezze.
Quelle giuste intendo, quelle che ci fanno vivere.

Sono già in primafila per il secondo. Attendo

mauro · 19 maggio 09

Inutile ho dovuto rileggerlo per forza. Certe pagine sono poesia pura e quindi non conta che già sai il finale. Mi aiuta a rilassarmi e fare pace col mondo.
Dite che sto esagerando?

Allora provatelo e poi mi direte.

renato · 19 maggio 09

Caro Roberto,
“più o meno nel frattempo” mi ha davvero emozionata, l’ho letto tutto d’un fiato e anche dopo averlo terminato i personaggi continuavano a vivermi tutt’attorno. Ho riso, di cuore mentre lo leggevo, e in altri momenti, magari subito dopo, mi trovavo a riflettere su tante cose.

Come ogni libro che mi colpisce, non riescoa fara a meno di condividerlo con i miei amici e mi sono trovata più volte a nominarlo. Mi piacerebbe regalarne alcune copie a degli amici. Lo trovo in tutte le librerie?

Sono davvero contenta della tua idea di scambiarci i libri, è entrato nella mia top dei libri che mi sono piaciuti e che hanno lasciato un segno, penso davvero che tu sia molto bravo, attento e capace di lasciar scivolare la fantasia ad improbabili realtà,

a presto

Mariella

mariella · 17 giugno 09

Mi hanno consigliato questo libro e devo dire che l’ho iniziato un pò perplessa….come dire..ora scrivono tutti! Invece l’ho trovato bello, profondo, divertente, un campionario di umanità vera e a noi vicina.
E’ scritto veramente bene e spero non sia l’unica fatica letteraria dell’autore

Susanna · 23 luglio 09

Una scrittura frizzate, leggera, giovanile, tanto che non si direbbe del suo autore leggendone le note biografiche…
E non si direbbe del suo autore anche quando in alcuni passaggi cogli una delicatezza e una sensibilità quasi femminili.
Sul fronte tecnico, mi sono piaciuti i personaggi “descritti” dal loro quotidiano agire (in particolare con la protagonista femminile, delineata in poche righe nelle prime pagine, l’autore trasmette tutta l’ansia, le paure, ma anche l’amore in un semplice quadro “esterno/terrazzo”) e la narrazione “spezzata”.
Intendo dire che, specie in una piccola comunità come è un condominio, quotidianamente ascoltiamo/assistiamo a frammenti di vita altrui, poi continuiamo nella vita nostra e di quelle intrusioni involontarie rimane solo un ricordo sospeso, incompleto e, per questo, incomprensibile e facile all’oblio.
L’occasionalità, però, non fa necessariamente di quegli incroci qualcosa di superfluo: se anche non fosse un meccanismo di scrittura ricercato, io l’ho trovato “perfettissimo” per esprimerlo.
Per chiudere, l’unica nota dolente: il finale tutto rose e fiori.
Ma è veramente così ottimista Roberto, o ha voluto strizzare un occhio ad un mercato femminile, secondo stereotipi editoriali?
E forse questa domanda potremmo girarla alla compagna di sempre, Rosalba…

Raffaella

raffaella · 3 agosto 09

L’ho comprato e l’ho lasciato in bella vista per qualche tempo. Ho atteso il momento giusto per leggerlo. Quel momento è arrivato quando a maggio con le prime giornate di sole sono riuscita ad andare sulla spiaggia del lago, con quel bel silenzio interrotto da poche voci e dal rumore calmo dell’acqua. Ho trascorso così alcune tranquille ore di lettura accorgendomi, come mai prima, che quando il lieve rumore dell’acqua del lago si fermava le foglie degli olmi alle mie spalle, sollecitate dal vento, producevano un tintinnio del tutto simile ad una tenue, fresca pioggerellina. Bello il momento, bello il libro che mi aveva preso …ma non mi sono accorta, tra lago, pioggia e foglie, che avevo preso anche troppo sole. Acquaaaa!
Attendo il prossimo (...stavolta con la crema solare)!
Stefania

Stefania · 1 settembre 09

Il libro è molto gradevole nella lettura, con un pizzico di ironia che si alterna a descrizioni poetiche. Leggero nell’insieme, ma con spunti alla riflessione su ciò che l’universo umano, nella sua infinita varietà, può esprimere.
Un piccolo gioiello da leggere.

Liliana Arena · 5 febbraio 11

Un libro pieno di emozioni ma anche di realtà, intelligente e divertente. Fin dalla prima riga ti fa venire voglia di divorarlo.

caterina · 5 febbraio 11

HO LETTO CON CURIOSITA’ QUESTO LIBRO, MI HA APPASSIONATO, E CREDO CHE OGNIUNO DI NOI PUO’ RISPECCHIARSI IN UNO DEI PERSONAGGI.
AMARO E DIVERTENTE, COME LA VITA. BRAVISSIMO ROBERTO A DESCRIVERE LE EMOZIONI E COGLIERE L’ATTIMO, UN ATTIMO CHE DURA PER SEMPRE.

SABRINA 7 FEBBRAIO 2011

SABRINA COPPOTELLI · 7 febbraio 11

Un gran bel libro.
Piccolo e prezioso come solo i diari che ti accompagnano nella crescita sanno essere.
Un libro da tenere a portata di mano.
Da riaprire e riprenderne qualche capitolo.
Un libro su cui scrivere, dal quale prendere appunti di “indagine condominiale”, per poi espandere la ricerca, all’osservazione attenta e anche un po’ ironica del nostro villaggio che abitiamo.
Roberto Pardini è un attento e intelligente osservatore prima che scrittore; sensibile, ironico, romantico e sognatore.
Un libro da regalare secondo me, come simbolo e invito alla serenità quotidiana data dall’attenzione alle piccole cose, dei dettagli sfuggenti che spesso, quasi sempre fanno la felicità di chi, fortunato, li coglie.

hi-gore · 7 febbraio 11