VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitori Giugno 2003

 

Nicola

La fine della sofferenza

Ci sono posti di new tokyo tre (l’ultimo tentativo degli uomini di costruire una megalopoli universale dopo la distruzione dei due precedenti esperimenti nel 2025 e nel 2070) in cui nessuno, se non completamete pazzo o completamente disperato, oserebbe avvicinarsi. Una di queste zone è sicuramente il deserto dei Tassili, l’ammasso informe di edifici cadenti e discariche abusive lasciato dagli imprenditori della megalopoli dopo l’apertura dei nuovi satelliti industirali artificiali, veri e propri pianeti di fabbriche che orbitano attorno alla terra per poter inquinare anche la parte più esterna di quella che una volta veniva definita “atmosfera”. Gli unici rimasti ad abitare quella zona erano i più disadattati, i diseredati, coloro che per i loro misfatti rischiavano pene talmente alte da fargli preferire di vivere in un inferno, essi erano chiamati “Il popolo degli abissi” quelli che avevano il coraggio di vivere nell’abisso della loro disperazione; ed era tra loro che Robin, il cacciatore di taglie, doveva andare a cercare la sua ultima preda. Spinto solo dal desiderio di ricevere la sua ricompensa e potersi finalmente comprare del wisky decente dove annegare il suo dolore, Robin era partito alla scoperta dei Tassili con la speranza di trovare un posto al buio dove nascondersi in compagnia del suo fucile e aspettare la sua vittima, Troy Underwood, per stampare col piombo la parola “fine” sul suo corpo. Forse non si aspettava di trovare in fretta ciò che definiva la sua fonte di guadagno, ma sicuramente non si apsettava di essere trovato prima lui da lei, e il suo stupore fu ancora più grande quando sentì il freddo della canna di una pistola appoggiarsi sul suo lungo collo. Giusto il tempo di capire che era di Troy Underwood la mano che premeva il griletto, prima che il freddo piombo gli facesse abbandonare il luogo della sua soffernza. “Ora hai visto anche tu cos’è l’inferno del nostro scontento” replicò Troy prima di abbandonare il cadavere.

Cesare

Il nostro primo film

Alla scoperta del Tassili. Infine scelsi questo film. Non perché mi interessasse l’archeologia, ma Il popolo degli abissi l’avevo già visto. Quanto a L’inferno del nostro scontento, a giudicare dal titolo non mi sembrava adatto per quello che sarebbe dovuto essere il nostro primo incontro da soli. Ci eravamo visti sempre con amici a dei concerti e due volte ad un pub.
Scelsi io. Gli telefonai io. Feci tutto io. Marco mi piaceva ed ero certa di piacergli, ma era troppo imbranato per prendere l’iniziativa. Così feci io il primo passo. Studiai a lungo quello che gli avrei detto per telefono. “Ho due biglietti per un film” mi sembrava troppo demodé e poco credibile. Decisi per: “Che ne diresti di andare a vedere un film assieme?”, ma poi gli dissi: “Stasera vado a vedere un film. Vuoi venire con me?”. Mi venne così. Non mi chiese che film. Mi rispose solo: “Sì”.
Quando entrammo era già iniziato. Trovammo a stento un posto al buio. Il film raccontava di una spedizione archeologica nel deserto del Tassili. ma non era quello che mi interessava. Iniziai ben presto a carezzare la mano di quell’imbranato che mi piaceva tanto. Impiegò un po’ di tempo prima di stringermi forte la mia. Allora mi feci coraggio. Mi voltai verso di lui, gli misi un braccio intorno al collo e lo trassi lentamente verso di me. Da quel momento vidi solo più con la coda dell’occhio quel deserto, che non seppi mai in quale parte del mondo si trovasse.

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