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Mirko Mignone Il coinquilino
Foto di copertina: Giliola Chisté |
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La vita di Alessio, guardia giurata in un centro commerciale, è appesa a un filo. Lui lo ignora, ma lo sconosciuto con cui divide l’appartamento è un consumato serial killer che ha iniziato a uccidere a soli quattordici anni: spinto al crimine dall’idea del delitto perfetto, assassinò a colpi di martello due coetanei e ne dispose il corpo a formare una croce. Fu quello il primo giorno in cui si sentì vivo, e decise che non sarebbe stato l’ultimo.
Ora la sua furia omicida è diretta verso un unico bersaglio, Alessio. Vuole annientarlo, sterminare i suoi affetti, a cominciare dalla fidanzata, Francesca, che viene soffocata e crocefissa al letto, con la scritta “ti odio” incisa sul torace. Inutile l’intervento della polizia, le indagini brancolano nel buio e non riescono a fermare la carneficina in atto.
Ma chi è questo pazzo assassino che si eccita a squartare le sue prede, a guardarle morire in una lenta agonia?
Un thriller grandguignolesco consigliato solo agli stomaci più resistenti.
Mirko Mignone
Opera prima di un promettente giovane scrittore genovese, Il coinquilino è uno di quei romanzi che si legge davvero “tutto d’un fiato”. Lo stile è asciutto, essenziale, senza nessuna facile caduta nel sensazionalismo. L’assassino si comporta da perfetto assassino e l’autore è bravo a descriverne al meglio le turbe. Un lettore perspicace potrebbe identificare anzitempo il sorprendente finale ma questo non inficia assolutamente l’ottima dinamicità della storia. Unici nei (facilmente scusabili): la debolezza di alcuni dialoghi e la descrizione banale di alcune azioni quotidiane dei protagonisti.
In sostanza un libro che vale la pena di leggere.
Federico Bailo · 22 gennaio 08