Biblioteca del Tempo

Fabio Baldassarri

Le particelle di Dio

ovvero la Consorteria del Sacro Segreto

pagine 260
euro 14,00
genere: Romanzo storico
pubblicato: 2013
ISBN 978-88-6740-286-1


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Il libro

Può un antico segreto della chiesa cambiare per sempre la vita di qualcuno? Nel borgo di Terra Murata l’incontro tra la studentessa Giami e il giornalista Leo accende il fuoco di un incendio che si alimenterà di amore, intrighi e delitti.
La trama del romanzo si snoda tra le case color pastello, le macchie di lentisco, la spiaggia di Corricella e le antiche mura della biblioteca abbaziale. Poi, i fili di una storia che appare fuori dall’ordinario, ma è puntigliosamente documentata, si riannoderanno – passando per l’austero palazzo del Santo Uffizio – nella Roma papalina in cui le voci di un’epoca remota non cessano mai di riecheggiare.
Centrale risulterà il rimando alla tragica vicenda di Giordano Bruno e decisiva l’azione di Giami e Leo.
Alla fine non sfuggiranno all’attenzione del lettore alcune coincidenze e, dopo le sorprendenti dimissioni di Benedetto XVI, persino certe allusioni.

Fabio Baldassarri

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04.01.14 – Stellette corrispondenti alle valutazioni pervenute alle principali librerie on-line in meno di un mese: si va dalle tre stellette di Mondadori (23 valutazioni) alle tre e mezzo di Feltrinelli (50 valutazioni) alle quattro di IBS (233 valutazioni) alle quattro e mezzo di Amazon (388 valutazioni). Come si vede, le stellette crescono con il crescere delle valutazioni (si presume, cioè, con il crescere del numero di coloro che esprimono un giudizio dopo aver acquistato e letto il libro). Segno buono, no?
http://www.ciao.it/Le_particelle_di_Dio_ovvero_la_consorteria_del_Sacro_Segreto_Fabio_Baldassarri__4393861

Fabio Baldassarri · 4 gennaio 14

Notiziario del comune PIOMBINO OGGI
Anno XLIV n. 1 Marzo 2014-03-15
Articolo di Laura Pasquinucci

LE PARTICELLE DI DIO
Amore, intrighi e un antico segreto…

‘Le particelle di Dio ovvero la Consorteria del Sacro Segreto’ è il titolo di un nuovo libro di Fabio Baldassarri (Robin Edizioni), recentemente presentato a Piombino dal prof. Davide Puccini e dall’assessore alla cultura Ovidio dell’Omodarme nell’ambito degli incontri di promozione libraria organizzati dalla Biblioteca Civica Falesiana. Conosciuto per il suo impegno nella politica e nell’amministrazione locale (è stato tra l’altro presidente della provincia di Livorno e sindaco di Piombino), da alcuni anni l’Autore si dedica con successo all’attività letteraria: ha pubblicato alcune opere di saggistica (i due volumi dedicati all’antifascista Ilio Barontini) e narrativa (‘L’albero del pepe rosa’, ‘Tra la falce e il martello’), tutte caratterizzate da una cifra stilistica accurata, dalla scelta del linguaggio alla precisione descrittiva, e da una grande attenzione alla struttura del testo, sulla quale si sviluppano i contenuti mai banali della storia. In questo senso, il libro rappresenta senza dubbio il frutto più maturo e originale finora uscito dalla sua penna di scrittore. Difficile incasellarlo in un genere preciso: se l’invenzione letteraria è ambientata nel presente, dove si muovono i personaggi principali (la studentessa Giami e il giornalista Leo), esiste un secondo piano della narrazione che si svolge nel passato, dal quale emergono fatti e personaggi storici. Solo alla fine si scopriranno i legami tra i protagonisti e quale regia superiore si celi dietro la loro storia d’amore. La vicenda, ambientata nell’isola di Procida, si sviluppa come un ordito che si compone piano piano, tra atmosfere noir e avventurosi inseguimenti. Ma l’azione non deve trarre in inganno. La trama filmica avvincente che tiene alta l’attenzione del lettore, con continui passaggi temporali e colpi di scena, è in realtà il pretesto per guidarlo verso contenuti storici e filosofici più profondi, che rivelano gli studi e le ricerche compiute dall’Autore per la stesura del romanzo: il rapporto mai risolto tra materialismo e spiritualità, un tema che affascina e che forse più di ogni altro ha caratterizzato non solo l’evoluzione del pensiero occidentale ma anche il corso della storia umana, come un unico filo conduttore che lega le dispute filosofiche del mondo greco e romano agli scritti dei padri della Chiesa, la cultura scolastica medievale alla rivoluzione scientifica del Seicento, sviluppandosi lungo gli scenari metafisici, ideologici, politici, etici e religiosi che hanno accompagnato attraverso i secoli la contrapposizione tra anima e ragione, alla ricerca di un equilibrio possibile. Sarà questo il vero, sacro segreto, che si scoprirà alla fine. – Laura Pasquinucci

Laura Pasquinucci · 15 marzo 14

COSTA ETRUSCA
Periodico di informazione, attualità e cultura
Anno 2014 n. 20 Marzo-Aprile-Maggio
Articolo di Emilio Guardavilla

Secondo romanzo di Fabio Baldassarri LE PARTICELLE DI DIO… “ovvero la Consorteria del Sacro Segreto”, così prosegue il titolo del secondo romanzo di Fabio Baldassarri, al suo esordio nella fiction nel 2010 con “L’albero del pepe rosa”, e prefigura al lettore una vicenda plausibilmente intricata e misteriosa; ricca di suspense e rapide svolte narrative orchestrate con somma maestria e rinvigorite da una solida base storiografica. In effetti, le trame che si svolgono nell’incantevole paesaggio di Procida nei suoi scorci più suggestivi dapprima e nei luoghi di culto della Città Eterna in un secondo tempo, non disattendono certe aspettative. Al contrario, il dipanarsi del plot coinvolge in una lettura attenta e concentrata, focalizzata necessariamente anche sugli episodi di apparente secondaria importanza. Una tempistica studiata con cura e l’attenzione riservata dall’autore all’apparato descrittivo porteranno all’epilogo di una storia dalle sembianze straordinarie. L’intero racconto è pervaso dai rimandi a un’epoca remota e suggestiva, discutibile e discussa senza esclusione di colpi nel corso dei secoli: la sua epoca inebria e condiziona l’appoggio e l’interazione dei personaggi principali, la studentessa Giami e il giornalista Leo, coinvolgendoli in un groviglio di passioni amorose e delittuose dalla piacevole risoluzione. Il riferimento alle dimissioni del Pontefice Benedetto XVI avrà il potere di suggestionare il lettore nell’interpretazione di pregresse allusioni e coincidenze. Fabio Baldassarri, ha trascorse esperienze nel giornalismo come corrispondente de L’Unità e, dopo aver lavorato nella pubblica amministrazione e nell’industria, in politica come sindaco di Piombino e presidente della provincia di Livorno.

Emilio Gaurdavilla · 19 marzo 14

INTERVISTA

Salve, le va di raccontarsi un po’ ai nostri lettori?

Sì, ma parlerò prevalentemente dell’attività di scrittore, anche se ne avrei ben altre da raccontare. Difatti ho lavorato nella industria e nella pubblica amministrazione. Ho ricoperto cariche elettive come sindaco di Piombino e presidente della provincia di Livorno. Ho operato per anni nel settore delle public utilities nella regione Toscana. Ma il primo amore, lo confesso, resta la scrittura… che non ho mai abbandonato: da corrispondente di provincia per un grande giornale (l’Unità), a biografo di uno dei più straordinari esponenti della Resistenza (Ilio Barontini), fino alle ultime prove di narratore. E poi sono stato un lettore onnivoro di storie altrui. Potrei dire che la mia vita è stata un viaggio dentro le storie che ho scritto e dentro le storie che altri hanno scritto.

Dal giornalismo al romanzo, due mondi così diversi?

Ma no! Non sono poi così diversi. Intanto perché in entrambi questi mondi correrebbe l’obbligo di scrivere bene, altrimenti si è cattivi giornalisti come si può essere cattivi scrittori. Poi perché a volte – l’ho messo anche nel prologo del libro ‘Le particelle di Dio’ – capita di leggere storie rispetto alle quali è lecito domandarsi cosa c’entrino modalità di lettura che sono tipiche più della cronaca che del romanzo… e può capitare persino di domandarsi cosa c’entri la storia con un genere che dovrebbe basarsi soprattutto sulla immaginazione… ma la riposta è chiara, se soltanto si conviene sul fatto che non di rado storia e cronaca coesistono e permettono al narratore di esporre gli avvenimenti non solo in termini di interpretazione, ma anche di immaginazione. Se poi ciò sia davvero utile e fecondo, è cosa che si può verificare solo caso per caso. Cioè leggendo.

Quanto c’è di autobiografico nel suo libro?

Tutto e nulla: tutto nel senso che ogni libro è autobiografico in quanto, alla fin fine, non può che essere frutto della tua esperienza e sensibilità personale, della tua cultura e persino dell’ambiente da cui provieni e in cui vivi o hai vissuto; nulla perché di tutto quello che direttamente o indirettamente ti riguarda o ti ha riguardato, sarà sempre una riedizione, una rielaborazione. Sono convinto, cioè, che anche quando un racconto è esplicitamente autobiografico, è raro che riesca a riprodurre i fatti per come ‘oggettivamente si sono svolti’ anziché come ‘soggettivamente li hai vissuti’. Si può cercare di essere verosimili – questo sì – ma può capitare di dover raccontare l’inverosimile e, se la verosimiglianza la si può abbastanza facilmente riscontrare, l’inverosimile può essere davvero di difficile digestione. Poi ci sono le coincidenze, le curiosità, il caso, le probabilità e, come dicevo poc’anzi, la potenza dell’immaginazione.

Come mai la scelta di intrecciare secoli e vicende apparentemente così lontane tra loro?

Forse se il papa o l’antipapa del Concilio di Costanza non si fosse chiamato Baldassarre Cossa, e a un mio antenato del castello della Sassetta non fosse stato assegnato come patronimico lo stesso nome di quell’illustre personaggio, non avrei mai scritto ‘Le particelle di Dio’. E forse non l’avrei scritto neppure – o non l’avrei scritto nello stesso modo – se un bel giorno non avessi messo piede nella antica abbazia dei Cossa di san Michele in Procida, o nel battistero in Firenze dove c’è il sarcofago dell’illustre procidano realizzato da Donatello. Ed è altrettanto vero che, se tutto questo non si fosse intrecciato con il fascino trasmessomi dal prof. Michele Ciliberto (con il suo ‘Il teatro della vita’) per Giordano Bruno, e le idee del Nolano non avessero trovato un certo riscontro nelle scoperte del filologo contemporaneo prof. Giovanni Semerano, con tutta probabilità avrei pensato e/o scritto altro. Però, non direi tutto il vero se non ammettessi che la scintilla da cui è partita ogni cosa la si deve al fatto che, alcuni anni fa, scoprii che Angelo Roncalli detto il ‘papa buono’, nel 1958 salì al soglio pontifico scegliendo lo stesso nominativo pontificale del vituperato papa o antipapa Baldassarre Cossa: Giovanni XXIII.

Ci parli un po’ del suo mondo letterario. Quali sono i suoi autori e libri preferiti.

Non è facile perché, l’ho già detto, sono stato un lettore onnivoro. A volte penso che se mi fosse mancato qualcosa da leggere mi sarei arrangiato con l’elenco del telefono. Non mi domandi perché. E’ sempre stato così. Non ho mai avuto bisogno di cercare una risposta in quanto, molto semplicemente, non credo abbia senso interrogarsi su quello che ti piace e di cui puoi godere illimitatamente senza fare del male a nessuno (c’è sempre una libreria o una biblioteca nei dintorni e, oggi, ci sono anche le piattaforme digitali). Credo che la mia stessa passione per la scrittura non derivi da altro che dal piacere per ciò che altri hanno scritto. In fondo vorrei imitare i tanti scrittori che hanno accompagnato la mia esistenza. Vuole dei nomi? Tutti gli scrittori che parlano di viaggi: da Salgari a Conrad, da Chatwin a Kerouac (memorabile l’incontro negli anni ’60 con ‘On the road’). Ma i primi libri di viaggio, per me, restano l’Iliade e la Divina Commedia perché da lì capisci che ogni libro può essere un viaggio: per le strade del mondo o per le strade dell’anima e, a volte, tutte e due le cose insieme. E del resto cos’altro è il bisogno quasi patologico di Simenon con cui attraversa le disgrazie delle vite altrui per strappare loro il velo dell’ordinarietà, o la cura con cui Proust torna sul passato per rendere percepibile il particolare mondo cui è appartenuto? Potrei fare altri nomi, naturalmente, ma forse basterà sapere qual è stata la mia lettura più recente. Ebbene: ieri sera ho chiuso l’ultima pagina de ‘Il corpo’ di Daniel Pennac con sincero appagamento. Ovviamente mi sono sempre occupato del corpo, delle sue potenzialità e dei suoi limiti, ma ora che con il crescere degli anni intuisco il ridursi delle potenzialità e l’accentuarsi dei limiti, il viaggio che Pennac impone al protagonista del libro nel tempo e nei meandri del suo stesso organismo, suggerisce con quanto distacco e ironia si possa affrontare l’unico viaggio, il più semplice ma anche il più faticoso, che dura tutta la vita : dovunque tu sia stato o tu sia, qualsiasi cosa tu abbia fatto o tu faccia, con chiunque tu sia stato o tu sia, che si sia trattato di una vita lunga o di una vita breve. Il tuo personale, inimitabile e irripetibile viaggio.

RECENSIONE
Da giovane corrispondente del quotidiano L’Unità alla politica, passando per l’amministrazione e l’industria, lui è Fabio Baldassarri, autore che ha all’attivo già diverse pubblicazioni. Lo scorso anno arriva il suo secondo romanzo, Le particelle di dio, ovvero la Consorteria del Sacro Segreto, edito per la casa editrice Robin, nella collana La Biblioteca del Tempo, e acquistabile online al prezzo di €11,90.
Il romanzo, preceduto da L’albero del pepe rosa, ha come protagonisti la studentessa Giami e il giornalista Leo, un incontro casuale che accende il fuoco della passione tra i due protagonisti, attorno ai quali ruota la vicenda e la trama del romanzo.
“Giami e Leo, una chellerina romana e un sottaniere fiorentino, si conobbero a Procida nel bar della piazza più importante di Terra Murata [...] La nostra storia potrebbe cominciare dal momento in cui Leo e Giami si raccontano qualcosa circa i sepolcri visitati per dare via alle loro indagini: quello che contiene le spoglie del cardinale Bellarmino nella chiesa dedicata a san’Ignazio di Loyola in Roma, e quello che contiene le spoglie di Giovanni XXIII nel battistero di san Giovanni in Firenze“.
La narrazione si sviluppa su due piani narrativi e temporali: il presente in cui prendono vita le vicende dei due protagonisti e il passato dal quale riemergono personaggi e fatti storici.
La storia tra i due innamorati si svolge a Procida, “tra le case color pastello, le macchie di lentisco, la spiaggia di Corricella e le antiche mura della biblioteca abbaziale”.
Poi un antico segreto della Chiesa cambierà per sempre le loro vite. Una storia fuori da ogni logica, vicende documentate, che si intrecciano e riaffiorano, un salto indietro nel tempo che riporta il lettore nella Roma papalina “in cui le voci di un’epoca remota non cessano mai di riecheggiare”.
Centrale sarà, inoltre, il rimando a un’altra vicenda e un altro importante personaggio storico: Giordano Bruno. Le censure, i libri e le colpe attribuite dall’Inquisizione. Fino all’ardua condanna, scritta nelle pagine di storia e fatta rivivere con maestria dalla penna di Fabio Baldassarri:
“Il residuo del palo arse più a lungo del resto, e si poté notare che ai frammenti di una corda cui fino a poco prima era legato il condannato, restava appeso poco più che niente: ovvero poveri resti di ossa annerite. Ci fu persino chi frugò fra le ceneri in cerca di un anello o di qualsiasi cosa fosse rimasta intatta: sciacalli che se la sarebbero portata via senza pietà, ma che non trovarono nulla, nemmeno i resti di un rosario o di una piccola croce nascosta. Di Giordano Bruno restava nell’aria l’insostenibile odore di carne bruciata, e lo sdegno di qualsiasi persona avesse avuto animo e coscienza per riflettere sull’atroce delitto che era stato appena compiuto in nome e per conto di Nostro Signore Gesù Cristo“.
Intrighi, passioni, salti temporali e l’abile penna di Fabio Baldassarri conquisteranno il lettore, intrappolato nelle pagine di un romanzo tutto da scoprire e leggere d’un fiato. E allora? Cosa altro aspettate? La macchina del tempo è là, pronta per rapirvi e farvi viaggiare nel tempo, il flusso canalizzatore è già in moto.

Giusy Casciaro · 29 aprile 14