A cura di Luciana Montagnani
Il romanzo Notti russe narra di alcuni giovani che si riuniscono per nove notti a casa di un amico più anziano, Faust, che legge loro dei racconti da un antico manoscritto. L’opera è costituita quindi sull’alternarsi, mai casuale, di dialoghi e di racconti-parabole, che formano un insieme solo all’apparenza frammentario, ma in realtà organico e ben strutturato. Dramma delle idee, che si muovono al suo interno con una logica quasi musicale, contrappuntistica, questo romanzo filosofico, definito “uno dei libri russi più intelligenti che siano stati scritti”, assicura al suo autore, dopo decenni di immeritato oblio, il posto non secondario che gli compete nel pur ricco panorama dell’Ottocento russo.





