A cura di Claudio Salone
Questa antologia di novelle di Theodor Storm, ordinata secondo un criterio cronologico, da Marthe und ihre Uhr del 1848 a Alter ego del 1886, comprende sia testi che compaiono per la prima volta in italiano, sia altri di non più facile reperibilità, a differenza di lavori più noti, quali Immensee e Der Schimmelreiter. L’itinerario che vi si traccia non vuole definire uno sviluppo della narrativa stormiana, nel corso del quale “il bozzetto sentimentale diventa racconto di salda architettura. La rassegnazione volge in tragedia. L’elegia si fa dramma” (E. Pocar), bensì offrire al lettore la possibilità di accedere “liberamente” alla ricca tavolozza espressiva di Storm, intrisa di lirismo anche nelle raffigurazioni più realistiche della quotidianità minuta, che sa essere umoristica, drammatica, aperta al mondo delle fiabe e delle leggende popolari. Lo scrittore è considerato tra gli esponenti maggiori del “Realismo poetico” (poetischer Realismus), una corrente sviluppatasi soprattutto in area germanica dopo il 1848 come sostanziale ripiegamento dagli ideali “eroici” del Romanticismo alla ricerca di una “normalità interiore”, dominata dalla nostalgia e dal ricordo, in cui l’eroicità sta nel compiere il proprio dovere di esperire con consapevole dignità il mistero insondabile dell’esistenza. I suoi temi si concentrano sulla dimensione privata, sulla rappresentazione realistica dell’esistenza borghese, di ambienti quotidiani, con particolare attenzione alla vita familiare e sociale. Quando affronta le grandi questioni politiche e sociali, Storm lo fa senza intenti rivoluzionari o denuncia esplicita, in una temperie ancora tipicamente Biedermeier. Il consapevole frammentismo dell’ispirazione stormiana, nella sua confessione di impotenza nel tracciare grandi quadri storici in cui “tutto si tiene”, apre con evidenza ai futuri sviluppi dell’impressionismo e del simbolismo europeo.





