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Chiara Prezzavento Somnium Hannibalis
L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue |
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Il luogo è Apamea, l’anno il 191 avanti Cristo.
Annibale Barca vive da esule alla corte seleucide, avvolto in un alone di leggenda, dubbio e amarezza.
Il Re di Siria, Antioco III il Grande, sconfitto in una sconsiderata campagna contro Roma, si rivolge proprio al vecchio generale che aveva predetto inascoltato il disastro, e per tutto un pomeriggio e una notte d’estate lo interroga impietosamente sui suoi sogni pericolosi, sulla vittoria e sulla sconfitta.
In cerca di ragioni per la sua disfatta, il Re troverà invece una storia fiammeggiante e tormentosa, senza respiro, colma di sangue, di battaglie, di sogni e di solitudine, una storia sulla guerra, il destino, la paura e il prezzo che si paga per la gloria.
Chiara Prezzavento
La storia è conosciuta, il taglio meno. Annibale è un ragionatore, un manipolatore, un depressivo… chi l’avrebbe mai detto?
La seconda guerra Punica raccontata da dentro, con le battaglie, il potere, la crudeltà, la nostalgia e delle descrizioni che “vedi”.
Caterina Tocci · 19 luglio 09
Protagonista affascinante, descritto con un taglio originalissimo che ne mette in risalto dettagli ed aspetti poco conosciuti.
La forza di questo romanzo è che trasforma la storia in narrazione con naturalezza e garbo.
Complimenti
Armanda Occelli · 20 luglio 09
Interessante lo studio introspettivo dei due dialoganti: le emozioni sono rese in maniera vivida e verosimile. Colpisce il minuzioso scandaglio delle differenti mentalità orientali, messe costantememente a confronto con quella occidentale. La storia è nota e il finale anche ma, per come è presentato e raccontato, non si può non parteggiare per l’io narrante.
Federica Gemmi · 24 agosto 09
..bello, originale e affascinante…intrigante l’idea di questo colloquio, per nulla scontato il dipanarsi della storia…piacevole …da consigliare
marcello Colombo · 15 febbraio 10