VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitrice newsletter del 31 luglio 2016

 

«…Anima o Le limitate possibilità dell’azione…» e insiste così la madre a ragionare su tutte queste sue fissazioni filosofiche di cui non mi frega niente. Intanto mi rimbombano nella testa le vocine stridule delle bimbe. «Lellakemi» continuano a ripetermi Alesia e Matilde ed io continuo a non capire, confusa dalle parole della madre, dalle urla e dalla voglia mortale di andare via. Lellakemi? Ma che significa? Neppure mettere insieme tutte le indagini abusive di Marlòve, l’ivestigatore precario mi potrebbe aiutare. «Ti stanno chiedendo “Gabriella, ci chiami?”» La voce di là arriva a salvarmi insieme al suo padrone, il signor Macaroni, che ha smesso di curare le piante in giardino. Probabilmente si è arreso nel cercare di rendere feconde le piante selvatiche con quel metodo strano dei 5 colpi sulla foglia di platano che chi cavolo ha capito è bravo! Alla vista del padre, la madre smette finalmente di parlare, le gemelline smettono finalmente di interessarsi a me, e cercano di farsi prendere in braccio entrambe. La scelta del padre, a questo punto, deve essere bene oculata per non farlo sprofondare in un pericoloso naufragio. Non posso sopportare anche le urla della bambina non scelta, «certo che vi chiamerò», rispondo, e intanto penso “il tempo tra di noi oggi è finito, meno male!”. Mi faccio pagare, inserisco i soldi tra le pagine del mio libro preferito vaghi presagi e misteriose certezze di Arturo Coiba (detto il Puro), ed esco dalla casa dal nauseante profumo di muschio. Le gemelline mi hanno fatto rimpiangere addirittura Anny e Kaleb e il ciclo del mago di Oz vol III che gli ho dovuto leggere per tutto il giorno.
Tutti questi edifici in costruzione! Penso mentre attraverso le strade del nuovo quartiere della città “Il Paese delle nuvole”. Baby sitter, che lavoro di merda! Che ha detto la mamma di queste? «Le braccia dei bambini sono come le ali dell’angelo». Il riflesso del male direi! Il bambino dei Rain non aveva le ali, questo è certo! Mentre apro la macchina un brivido mi percorre la schiena e sono sicura, farà nebbia, li ho sentiti tutti nelle mie ossa i dodici segni del suo arrivo. Troppo tempo ormai che faccio questo lavoro! Mi sono stancata! Soprattutto dei genitori, tutti strani! Ore intere ad ascoltare i ricordi di un mercante di quadri che non so nemmeno più come si chiama. Per non parlare dell’esperienza religiosa in carcere dell’Americano, che mi ha raccontato tutte le avventure di Christofer Bellew, detto Smoke, nel Klondike (simpatico questo Smoke, ma l’Americano si inventa tutto! Come quando mi ha parlato di una rosa rossa per Carolyn che Ottavio, il timido le fa trovare tutte le mattine nella casetta della posta, e una volta non ha fatto attenzione alle omonimie pericolose e la rosa se l’è ritrovata quella racchia zitellona del terzo piano che, facendo finta di esserne stizzita, ha mostrato il fiore a tutto il palazzo dicendo: «questo mistero è grande». Massì, forse questo non se l’è inventato!). Hanno tutti voglia di straparlare questi ricconi che sanno come consumare i soldi e non sanno come consumare il tempo. I buoni del tesoro contro i cattivi del tesoro, ecco cosa è diventato questo mondo! Sono in macchina, giro la chiave, ingrano la marcia. No, le gemelline io non le voglio più rivedere, altro che chiamare! Vado via.