VinciRobin

Il concorso

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Vincitrice Newsletter del 27 aprile 2010

 

“Apri gli occhi, Nick”, la voce di Giuseppina, la governante che lui chiamava affettuosamente Apina per i suoi perenni grembiuloni giallo-neri, lo risvegliò con un tono per nulla rassicurante. Un brivido caldofreddo gli scivolò lungo la schiena. In meno di dieci minuti aveva chiaro il quadro della situazione: il mistero del parroco scomparso, la tonaca strappata rinvenuta sulla rive del lago, l’impronta mancina stampata nella sabbia a pochi passi. Se la scomparsa d’un prete pareva la suprema blasfemia o, peggio, l’errore del creato, accanitosi su un bersaglio incongruente, il detective Malerba capì che in questo caso non era così semplice. Unico depositario del segreto del religioso, gli fu chiaro che questa sparizione era certo una sfida alle Erinni, più che a Dio. Lui, infatti, sapeva che dietro la maschera del mite parroco di periferia si nascondeva un uomo con un passato di sangue. L’aveva conosciuto per caso oltre vent’anni prima, quando la magia delle terre desolate l’aveva allontanato dall’Italia e, stregato dalle steppe, si era trattenuto per oltre sei mesi in Russia, in un luogo noto a molti come la valle delle fate. Era lì che aveva incontrato per la prima volta Ivan il terrorista: l’unico uomo che assemblava un ordigno e raccontava la bella storia di Orlando innamorato e poi furioso con la medesima facilità. Ascoltandolo ricordare i suoi giorni indimenticabili italiani e narrare dell’unica donna che avesse amato in gioventù, allora non aveva saputo rifiutargli una promessa, che, ora che l’altro era partito per un viaggio senza ritorno, doveva mantenere. Mentre lo sguardo oziava sul manifesto stinto del festival “Roma Noir 2009”, che galleggiava vicino a riva, la mente correva veloce di là dall’acqua. Nick doveva partire per ritrovare quello che il finto prete definiva il tesoro. Sommerso dalla responsabilità volle lasciare in fretta l’isola: in valigia soltanto la lettera che il terrorista gli aveva consegnato anni prima. Unica in grado di spiegare alla figlia di Ivan chi fosse davvero suo padre, una volta che lui l’avesse trovata.