VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitrice newsletter del 22 dicembre 2011

 

I piaceri e i dispiaceri di Trottapiano

A Trottapiano li conoscevano come Porgy & Bess gli inseparabili, i ragazzi più vivaci del paese.
«I dentisti… dovrebbero devitalizzarli da piccoli!» dicevano i vecchi, infastiditi dal rumore. I due formavano un bel gruppo con Rebecca e Rowena, con Erla Closter e gli altri coetanei. Combattevano la noia delle serate estive come potevano. Bess era un narratore nato: si era inventato la storia di uno schiaccianoci innamorato per compiacere le ragazze, quella del doppio Marlow, una sorta di Dr Jekyll and Mr Hyde, e il racconto Il meraviglioso mondo di Oz, in cui Ozma, regina di Oz, veniva esiliata nel regno nero dei lontanmorti per aver rubato i diamanti dell’Arciduca. Spesso facevano tardi ascoltando le confessioni di Claude e i racconti di Efriel, che era l’ospite fisso delle loro serate. Quando erano allegri intonavano Nella nuova fattoria ia-ia-oh!, rivisitazione satirica della nota canzone. A volte Porgy si estraniava: improvvisamente lontano, il silenzio si impossessava di lui, giochi di ombre sul suo viso; c’era puzza di morte allo stagno putrido. Bess passò l’ultima estate dell’adolescenza girando l’Italia; tornò con lo scritto: Il libro del respiro, un diario italiano. Disse: «Osservavo gli aeroplani a Brescia, quando i miei occhi videro una stella cadente. Espressi il desiderio di scrivere». Tornato, seppe dell’omicidio a Lorient. Porgy era stato incastrato dall’identificazione biometrica, ma non fu preso. I giornali titolarono:* “L’uomo che si sciolse come neve al sole”* perché prenderlo si era rivelato impossibile, come scattare istantanee di un invisibile, magari in bianco e nero. L’ultima libertà di Porgy fu di scrivere a Bess, col suo gergo colloquiale: “Kissenefrega se mi credono colpevole, io sono innocente!”. Da quel giorno vagò senza mai avere un punto d’attracco. Bess scrisse il romanzo Nacque al mondo un sole, luci e tenebre di un alchimista, che lo rese famoso. Li chiamarono per anni il killer e il professore.