VinciRobin

Il concorso

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Vincitrice newsletter del 20 ottobre 2017

 

Annotazioni dal mio diario: doppio insuccesso

L’affare Moreau si è appena concluso. Sto osservando l’ingrandimento di una foto che ritrae Veronica, il musicista e l’introvabile nota di accredito bancario placidamente stesi al sole dei Caraibi. Quella donna ha dimostrato carattere e destino ha voluto che il tarlo del male mi abbia colto il giorno della sua fuga.

A proposito di donne che tirano con l’arco e giocano con il cuore, di Tilde e il violinista nessuna notizia dalla notte in cui ha abbandonato me e Yuki, detta Braciola, il suo pincher taglia XS.

Quando decideva di gettare la maschera e di eludere i tranelli di verità che le tendevo, sorrideva ed era come vedere un fiore rinascere dalla neve, come trovare il biglietto valido per una sola corsa nel posto più bello del mondo, là dove l’eccezionalità della regola non faceva scandalo e altre storie bastarde come la nostra erano la normalità.

Era una gustosa follia la nostra, un’eterna ricreazione lontano dal mondo, in cui la sola cosa di cui dovessimo preoccuparci era il peso della rugiada che bagnava i nostri vestiti e l’abilità con cui i giocolieri delle bolle di sapone cullavano i nostri sogni, prima che un soffio di bora scura spazzasse via tutto con la semplicità del gioco di un bambino distratto.

Leggevamo i racconti delle campagne della luna, ci soffermavamo su passi del Diario di bordo del viaggio del Beagle, recitavamo sonetti e strofe, rimpiangendo con amarezza il manoscritto scomparso di Siddharta, bruciato nel nome della fede a Otranto nel 1480, e cantavamo la canzone di Jungi, l’angelo caduto da Marte, mentre sulla parete il ritratto in ombra di Josè e della foglia che lo incontrò, cangiante come i colori e le stagioni, sembrava indicare la strada più breve per il posto della vita e della morte.

I pensieri di Braciola riguardano essenzialmente l’andare a spasso e fare pasti regolari, quindi il principio di esclusione mi fa dedurre che non soffra per la mancanza della padrona, perlomeno non quanto me.