VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitrice newsletter del 14 maggio 2015

 

Io e la mia attuale Nemesi, quando eravamo Semplicemente bambini eravamo amici. Allora ci chiamavano I cercapatria, sempre in viaggio. Un giorno ci avventurammo Fino al Mar Nero per incontrare I lettori di manoscritti. Mi sentivo Il turista apprendista nelLa terra dei Kalinga. In una notte con La luna crescente ero in cerca di Viole’ con intento Nobile e non solo quando ricevetti Un invito a caccia. Le mie uniche prede furono dei fossili di Microsauri. Ci guidarono poi fino ad una tenda in cui ci aspettavano diverse persone, una sembrava Il diavolo creatore.Se questa è una donna” mi disse il mio compagno di viaggio “Io sono l’amante dell’imperatrice”. Si fermò Nelle immediate vicinanze ma alla giusta Distanza di sicurezza.E cambia passo il tempo, ma i Demoni sconfitti non possono tornare a galla”. Ci disse, solenne. Rimasi molto perplesso da questa affermazione, mi diede da riflettere per parecchio tempo quando tornammo a casa. Prima ero Un detective a Rio e continuamente mi dicevano “Hai perso, Commissario Marè”, “Troppi morti, Commissario Marè”. Stufo mi trasferii in Italia dove conobbi un ragazzo. “Ormai sono nato ma non posso morire” mi dissi, anche se quasi Morii per la bellezza di Wenkis. Prima faceva Il sarto, ora lavorava con me alla Torino Squadra Omicidi, ma la sua passione era La Roma di Spalletti. Spesso mi raccontava della sua ex: “c’era stata Solo una storia d’amore per Mary Lester” diceva “e non ero io!” Amore… Questa parola mi fece tornare in mente un libro in cui si spiegano Le regole dell’amore: Il manuale del trombamico doc, secondo cui Nessuno ha il diritto di chiamarsi amore. Ma oggi non avevo tempo di ascoltarlo, dovevo andare a un processo. L’avvocato non ottenne Nessun compromesso per Zarotti perché I paradossi di un bugiardo vengono sempre a galla. Tornai in ufficio tranquillo, masticando una Machine Gum, giustizia era stata fatta.