VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitrice newsletter 03/02/09

 

L’altra faccia della luna

Carmela suonò due volte, come ogni giorno. Sentì ciabattare fino alla porta: il rumore ormai familiare di un corpo trainato da un paio di vecchie pantofole. Entrò nel buio della stanza e, come ogni giorno, andò a sedersi sulla sedia vicino alla finestra, nell’unico angolo rischiarato da deboli scaglie di luce. Lui, con passo incerto, si avviò verso la direzione opposta e sparì nel suo abituale cantuccio in ombra. Niente per caso. Carmela non conosceva il segreto di Socrate, ma in paese giravano molte voci: nel suo tentativo di spingersi fino in capo al mondo, aveva perso la ragione ed era tornato per starsene chiuso in quelle tre cupe stanzette; dopo la regata mortale di Saint-Philibert, il poverino non voleva più vivere e in giro non si faceva più vedere; mille versioni e altrettante avventure che tiravano in ballo viandanti e viaggiatori, donne bellissime e luoghi inventati, come La Tierra de los Caìdos. “Oggi cosa mi porti?”, domandò Socrate a quella premurosa donna illuminata. “Tonno in scatola, pane casalingo e una confezione di caffè. Fra la posta, insieme ad altra robaccia, ho trovato una copia della rivista “Frasario per giovane designer”. Venendo qua, ho incontrato il padrone di casa.
Dice che non gli importa se non puoi pagare, i conti in rosso non sono affar suo; dice che vuole casa libera entro un mese e che puoi cominciare a portare la tua roba all’ Hotel miniera. Forse, il Cardinal Tomaso potrebbe aiutarti a trovare una sistemazione più economica”, osò suggerire Carmela. Socrate esordì: “Conosco morte, vita e miracoli del Cardinal Tomaso, quell’uomo è un verme! Su questa terra, il gioco di squadra è solo un abbaglio, non serve la grande manovra a tenaglia per sconfiggere il nemico. Dobbiamo correre da soli e cadere nel fango per varcare il nostro traguardo: questo è il lato buffo del rugby e della vita”. A quel punto, Carmela schiacciò l’interruttore della luce. Fu quel gesto improvviso e fulmineo che rivelò l’arcano segreto: rannicchiato in un angolo, stava un uomo smarrito con il viso sfigurato, un meraviglioso dipinto svelato.
“Non dovevi farlo! Sono un mostro!”, balbettò quella bocca storta. “Il migliore dei mostri possibili”, disse Carmela senza paura d’amare la faccia nascosta della luna.