VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitori Ottobre 2003

 

Cesare Bianco

La pozione

“Il Viagra, no. Non volevo prenderlo. Non avrei neppure osato parlarne col mio medico”.
“Allora come hai fatto?”.
“Avevo letto che su un settimanale di Dundee, il Daily sun, si parlava di un rimedio portentoso. Così l’agosto scorso sono andato in Scozia. Mi sono tuffato in biblioteca ed ho sfogliato tutte le annate di quella rivista. Nulla. Forse avevo sbagliato città. Poi ho scoperto che in Inghilterra c’era una località con lo stesso nome. Mi sono fiondato là, ma del Daily sun neppure l’ombra. Ero disperato. Evidentemente la memoria mi aveva tradito. Forse la città della Scozia era giusta, ma la rivista sbagliata.
Ho fatto il viaggio a ritroso in Inghilterra e Scozia. Tornato a Dandee ho scoperto che esisteva un altro settimanale locale: il Daily moon. Dopo qualche giorno ho trovato un articolo: Memorie di un cuoco di un bordello spaziale. Era quello che cercavo, riportava la ricetta giusta”.
“Bordello spaziale? Che nome strano!”.
“Era uno dei tanti locali sorti durante il regime iperliberista di Margaret Thatcher. Qui gli scozzesi sfogavano la loro rabbia per dover subire un destino così crudele. Il cuoco, di cui non ricordo il nome, trovò un rimedio per allieviare le loro sofferenze. Ti traduco la formula in italiano: ‘Versare in una pentola mezzo litro di tè verde. Aggiungervi pepe, cannella, noce moscata, zenzero e zafferano. Far riscaldare dando alle fiamme tre volumi. I libri da ardere sono: Emmanuelle, di Arsan, Il delta di Venere, di Nin, Storia di O, di Réage. Bere tutto di un fiato. Recarsi al paese più vicino. La più bella del villaggio sarà tua’”.
“E tu? Hai bevuto la pozione? Ha funzionato?”.
“Fa un po’ schifo, ma funziona. Purtroppo non te ne posso parlare in un racconto di venti righe. Pazienta. Sto per pubblicare un ampio volume sui suoi effetti nella collana dei libri neri della Robin Edizioni”.

Ste

Era la più bella del villaggio, su questo non c’erano dubbi. Era ben valsa la pena di affrontare la traversata della Manica,e poi quel viaggio a ritroso in Inghilterra e Scozia,per ritrovarla. Mica facile,da quando la Terza Grande Crisi Energetica aveva definitivamente sepolto ogni residua possibilità di viaggiare con mezzi a motore. E pensare che lui aveva trascorso quasi tutta la vita nelle stazioni orbitanti, e oggi le memorie di un cuoco di un bordello spaziale (eh sì, anche gli astronauti e gli astro-coloni hanno bisogno di mangiare e scopare,che credete?) apparivano pura fantascienza. Ma ancora più fantasmatica appariva l’epoca che persino lui ricordava vagamente,e di cui Lei (Essa?) era forse l’ultima prova rimasta. Ancora stentava a credere a quanto era accaduto: il nome sussurrato dallo sconosciuto moribondo (“Bradbury…..ricordati di Ray Bradbury!”: ma chi l’aveva ucciso, e perché?); quel nome lo aveva tormentato per notti e notti, poi la folgorazione, il ricordo di una lontanissima adolescenza, la frase apparsagli in sogno …...Come,come aveva potuto dimenticare? Libri…... forse sulla Terra ne esistevano ancora, dovevano esistere… ed era tornato, anche se sapeva bene cosa lo aspettava: O forse no: nelle colonie nessuno immaginava tanto orrore. Deserti immensi, arroventati, mortali; clan tribali in lotta per un pozzo d’acqua torbida, violenza e morte…..e buio. Notti di buio primordiale, assoluto; notti di morte. L’unica speranza era andare verso nord. Ma anche così,non avesse incontrato gli Adoratori della Luce…... Ed ora era lì,nel luogo più sacro e misterioso del pianeta, che neppure le ultime devastazioni avevano cambiato;quei menhir di pietra avrebbero ancora assistito alla nascita di una nuova civiltà: una civiltà alimentata dall’unica,vera,fonte di Luce, che gli uomini nella loro follia avevano dimenticato…..eccola,l’immensa pira, la più alta e bella di tutto il villaggio: migliaia di libri, raccolti con amore e dedizione….risentiva le parole del Maestro: “Gli uomini del passato dicevano che questi libri erano per loro fonte di Luce….ma noi non capivamo, finché costui non è giunto ad illuminarci. Non temeremo mai più il Buio!”...Beh,ebbe un lampo di legittimo orgoglio: lui solo era stato Eletto per riportare all’umanità la Parola della remota divinità chiamata Bradbury: “LIBRI DA ARDERE”!