VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitori Dicembre 2003

 

Ste

Salve. Mi chiamo Missy P. Ma, nonostante abbia appena sentito qualcuno dire che il triste corteo funebre che mi scorre davanti è “il funerale di Missy P.”, non sono affatto morta. Semplicemente, ho realizzato il più bello dei miei sogni di bambina: ora sono lunga 5 cm, e mi sto tranquillamente cullando in un guscio di noce… non indovinate? Sono diventata la Regina delle Fate! Ma poiché come “umana” avevo la sfortuna di essere un’ereditiera orfana, quegli squali dei miei parenti hanno subito dimostrato, codice della vita italiana alla mano – o codice civile? li confondo sempre, ma il codice civile non è quello che insegna la buona educazione? sì, sì, è così! – dicevo che quelle iene hanno dimostrato che, insomma, nel mio caso non bisognava aspettare dieci anni per la dichiarazione di morte presunta: tanto, anche se fossi viva – dicono – non potrei certo amministrare il mio patrimonio, psicolabile e tossicodipendente come sono… pazzi saranno loro! E ora non mi drogo più, perché ho trovato qualcosa di infinitamente migliore: un condizionatore cerebrale totale! Sapete, quello di Matrix? Un’équipe dei migliori scienziati l’ha realizzato appositamente per me, ed ora posso fare tutti i “viaggi” che voglio, non mi risveglierò mai! Che m’importa se il mio corpo è in una cella frigorifera? Io vivrò migliaia di vite, una più fantastica dell’altra! Ora bevo la mia goccia di rugiada mattutina poi farò un giro su una farfalla poi… ma che succede?!? Miss P., mi sente? Abbiamo avuto un increscioso inconveniente: un improvviso black-out causato dall’imprevedibile caduta di un abete svizzero ha fatto saltare anche la minicentrale che alimentava il condizionatore; lo so, eravamo attrezzati ma c’è stato un inspiegabile cortocircuito: dev’essere una questione di contatto. Lei ora si sta scongelando, ma al termine dello scongelamento sarà invecchiata di circa 500 anni: sa, questa è l’età media delle fate…

 

Cesare Bianco

Ritorno all’infanzia

Un guscio di noce è un mondo. Il mondo dell’infanzia. Andavo a raccogliere noci con mia nonna, in un campo vicino alla nostra vigna. Solo quelle già cadute a terra. Tornavamo i giorni successivi e ne trovavamo altre. Non aspettavo lo schiaccianoci di casa. Cercavo di romperne alcune durante il ritorno. Con delle pietre, ma anche con le mani. Tornavo a casa con i palmi ammaccati e doloranti. Era il frutto che mi piaceva di più. Con le metà dei gusci che rimanevano intatte costruivo delle barchette, che facevo galleggiare su una bacinella, sognando il mare che non avevo ancora visto.
Lasciata la campagna, ho preso l’abitudine di tenere in una tasca dei pantaloni due mezzi gusci, incollati tra di loro. Una noce intera, vuota. E’ una questione di contatto. Quando la mano percorre la rugosità del guscio, ritorno alla mia infanzia, con la nonna, in campagna.
Anche ora, durante il funerale di Missy P., mia zia alla lontana, tengo in tasca una noce vuota e la sfioro con le dita.
“Togli la mano dalla tasca – mi dice Anna, a voce bassa, ma con tono imperioso. – Non conosci il galateo, il codice della vita italiana? Sembri un barbaro, venuto dalla campagna”.
Non le do retta. Sono tornato all’infanzia, mentre la mia vecchia zia scivola ignara nella tomba, senza alcun ricordo in tasca.