VinciRobin

Il concorso

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Vincitori Aprile 2004

 

Valentina Viviani

14 Aprile 1787

A Pedro Ignatio Cuma de Valladolil, Viceré delle Indie Occidentali

Vi scrivo in qualità di comandante in seconda del vascello Parador, facente parte della flotta di Sua Maestà Carlo III, Re di Spagna.
Mi rivolgo a Voi a proposito di un grosso problema che, assumendo il comando, mi sono trovato davanti. Un delitto in eredità che già il mio predecessore, il colonnello Marcelo Hysago, purtroppo deceduto durante questa traversata, non riuscì a risolvere. Ne avrete sentito parlare, sui bollettini ufficiali o nei salotti mondani: il “caso Schmolling” ha scosso gli animi di tutti. La misteriosa morte di Aletonga, il moro, il valletto personale del ricchissimo banchiere Duca di Schmolling che compiva il viaggio sul Parador, tormentò i giorni e le notti di Hysago finchè costui, pazzo, all’altezza di Capo del Gelso caduto si gettò in mare per placare gli angosciosi incubi.
Ora a me risolvere il caso, chiamando a raccolta la Ragione e le conoscenze che la mia professione di medico mi ha fornito. Avendo avuto la possibilità di esaminare il cadavere non appena fu scoperto, nella sua cabina, ed avendo avuto cura di annotare tutte le mie osservazioni, mi sono persuaso che l’unico vero assassino del moro sia… il moro stesso. Ritengo, infatti, sia stata la vita umida e sconnessa di Aletonga – se comprendete ciò che intendo: la condotta di dubbia moralità, le insalubri abitudini e le erbe che mescolava e distillava – a condurre il moro verso il regno delle ombre.
Con questa missiva credo che il caso possa dirsi concluso. Non appena torneremo in Spagna, presenterò formale richiesta di essere esonerato dal comando.
I miei più rispettosi omaggi

Cap. Javier Alberto Sanchez Guado

 

Roberto Colantonio

Schmolling guardava in alto. Al suo fianco, un poliziotto illustrava il caso, consultando spesso il suo taccuino. agente? Non ha altro su quel suo notes che io dovrei sapere?> L’ispettore fece un gesto di fastidio: Aspettò qualche istante, sperando che il superiore lo illuminasse. Ma questi aveva assunto un’aria da gatto sornione. Quella piantaccia lo assorbiva enormemente. Schmolling lo zittì gentilmente prendendolo per un braccio: Lei ha la buona abitudine di fare un’abbondante colazione, la mattina? Mi accompagni, per piacere. Il pane caldo, la mattina presto. Non si immagina neppure.>