VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitore Novembre/Dicembre 2007

 

Alberto e il prezzo del presagio
di Stefano Capezzuto

«Ebbrodiblu!» urlò Alberto, scattando dal cuscino con un sobbalzo. «Ci risiamo » esclamò Meles, il coinquilino etiope, entrando nella stanza con giornale e caffè. «E’ da quando hai la febbre che ti svegli gridando parole senza senso: quella di ieri era *“Serendipità”*». «Ho fatto una strano sogno. Ero in un deserto con Anna e procedevamo per mano, sorridendo. Ad un certo punto traevo da una tasca le copertine strappate di alcuni libri e un nido; io mangiavo le copertine ed Anna gettava *il nido nella sabbia*». E, con profetica serietà, aggiunse: «La lotta di uno spirito libero contro i nemici del sogno è un’attività faticosa, Meles; e questi spiriti senza rumore non sembrano volermi dar tregua». «Ascoltami: è questa gravidanza che ti sta rovinando. Sei un bravo ragazzo, chi te l’ha fatto fare di avere un figlio a vent’anni? Ti leggo le notizie, dai; in prima pagina c’è una bella trilogia di meteore, elefanti e carillon: “In risposta ai disordini urbani il premier ammonisce: L’anarchico che cade nelle mie mani deve aver litigato con la vita se continua a essere anarchico”, “Delitto in casa Colette: interrogato il maggiordomo”, “Indagine nel casinò di Saint-Quay-Portrieux dopo il grave furto di ieri”. Improvvisamente il suono del telefono lo interruppe. «E’ Anna» riferì Meles «la bambina è nata». «Quando torna?» Meles sbiancò e non rispose. «Cos’hai?» «Alberto, non so come dirtelo: la bambina.» «E’ malata? » «No, è nera» Alberto non disse nulla per qualche istante, poi chiese: «Come l’ha chiamata? » «Sahara.». I due stettero un po’ a guardarsi, finchè Meles non ruppe il silenzio: «Alberto, mi conosci, io.» «Vammi a prendere la tachipirina, per favore». Rimasto solo, con febbricitante sereno sdegno, si disse: “Le coppie, intrecci di vite non convenzionali sull’orlo di verità inconfessabili”.