VinciRobin

Il concorso

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Vincitore newsletter del 3 novembre 2009

 

Katerina von Stein era una donna come molte altre. Divorziata, sulla cinquantina e ancora affascinante. Alcuni raccontano che prima di quel giorno conducesse una vita più che normale. Le piacevano le lunghe camminate, le borse, le scarpe e il bagno rosa. E altri racconti la descrivono come una donna tranquilla, forse un po’ solitaria, dopo l’abbandono del marito.
Ma un giorno, in una settimana d’estate, cambiò: indossando la sua maglia preferita, si accorse di avere il braccio avvizzito. E da quel giorno si promise di ripartire da zero, di dimostrare a se stessa di essere ancora una donna attraente.
Così divenne esibizionista, a pagamento. I treni notturni, in giro per l’Europa, divennero il suo tremolante palcoscenico.
Il quaderno rosso che portava con sé era il suo compagno di viaggio, sul quale appuntava ogni sua tappa, ogni battaglia vinta. Ogni persona a cui si avvicinava con il suo impermeabile e chiedeva se volesse vedere una sua esibizione. Segnava tutto minuziosamente: “Tratta Berlino-Monaco = 15 fermate, 2 persone”, “Parigi-Lione = 27 fermate, 8 persone”, “Transiberiana = 32 fermate, 15 persone”. E così, per un anno circa, ogni sabato notte saliva un treno diverso, senza biglietto e ritorno a casa sua.
Nonostante le iniziasse a piacere, all’improssivo smise. Sembrava che Katerina e la sua guerra contro quel braccio, fossero arrivati al capolinea. Sembrava che Katerina la sua guerra l’avesse vinta. Ma il richiamo della notte e delle sue performance era troppo forte: la faceva stare meglio esibirsi per i suoi “spettatori”. E così ricominciò. Treno dopo treno, passeggero dopo passeggero.
Fino a quel giorno. Fino a quel treno: 11 fermate, 12 persone, un solo viaggio, senza ritorno questa volta. Dopo qualche carrozza, la signora von Stein, si fermò improvvisamente. Pensò: “Strana la vita, quando meno te l’aspetti reincontri l’ultima persona che volevi vedere”. Si trattava di Juan de Mairena, il suo ex marito, scappato diversi anni prima con una sua fan dopo essere diventato uno scrittore famoso, e lasciando Katerina con il cuore infranto. Se ne stava seduto là, in uno scompartimento del treno a leggere uno dei suoi libri preferiti: “Il testamento di Pericle”. L’assassinio come una delle belle arti prevede quel pizzico di follia che lo contraddistingue. E così, sopraffatta da tutto il male che Juan le aveva “donato”, Katerina decise di ricambiargli il favore, concedendogli il riposo degli angeli.
La storia finì sul giornale. Del viaggio in Italia per la signora von Stein, resta solo il ricordo dei passeggeri e una sola compagna di viaggio: la morte. Dell’autore, così come di Katerina, non è rimasta più traccia, tranne quel foglio tutto accartocciato con su scritto “Somnium Hannibalis”, titolo del suo ultimo romanzo, forse best-seller che nessuno leggerà mai.