VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitore newsletter del 10 agosto 2017

 

Vorrei scrivere un racconto

L’idea iniziale è quella di scrivere un racconto che si legga in 3 minuti e 40 secondi, magari usando
come protagonista L’uomo che tagliava le linee a metà che, a cavallo de Il vento di Tatura,
andasse alla ricerca di Quelli che stanno nelle tenebre.
Magari questa avventura potrei farla partire dall’Andergraund, durante il BIanNARIO di Bullets e Papir (Bulli e Pupe rivisitato, ovviamente).
Ecco: diciamo che Cento di queste coppie danzano durante uno strano Sconcerto cubano (un
brutto concerto a Cuba ovviamente) e… e… no, non va da nessuna parte sto racconto.
Partiamo in maniera Diversa: “La donna che faceva crescere gli alberi, che poi era semplicemente Una ragazza degli anni Quaranta, Con la luce dentro agli occhi e di Etica cristiana, deteneva il segreto de La verità muta Sulle ali degli angeli del fango e, percorrendo Sentieri di luna,…”.
No, niente anche qui.
Diciamoci la verità: se io fossi un’autrice di best-seller, anzi, L’autrice di best-seller, partirei a
raccontare Lo strano caso della marroca scalza che, impegnata a Risalire il fiume, andava alla
ricerca de Il violinista di mezzanotte.
E invece io non sono un’autrice e L’impostore che è in me me lo ricorda mostrandomi Il volto
nascosto della violenza: “Scemo!” esordisce “Il banco delle autorità se ne accorgerebbe
immediatamente e la denuncia che ne scaturirebbe (che poi sarebbe Il male minore visto che
mentirei persino sul sesso, dato che sono un maschio) sarebbe L’ultimo pensiero.”
Ma buttarmi a raccontare la Storia dei Guglielminetti? O immaginare Se il vecchio Sinbad
tornasse alle isole… No, dai, non è credibile, Dalla sponda sottile del sud dove vive ora non lo
schioda più nessuno.
Va bene, ci rinuncio: Scatole cinesi di pensieri affollano la mia testa.
Però, in fondo in fondo, forse sta tutto qui: i pensieri sono auto che ti permettono di viaggiare
sulle strade della fantasia, Storie fra tante che non devono necessariamente portare da qualche
parte.
Alla fine il segreto di un buon scrittore è usare i pensieri per viaggiare il più lontano possibile:
Cogito ergo SUV dunque.