VinciRobin

Il concorso

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Vincitore newsletter del 09/08/14

 

Un caso disperato

Le indagini di Kenzo Tanaka non portarono a nulla e infine il caso fu riassegnato a noi. La congiura dei fisici era rognosa perfino per l’intelligence nipponica. Parole come avanguardia e materialismo avevano sconvolto l’Europa, che mirava a una crescita etica per una lenta ripresa. Altro motivo per rimpatriare Tanaka. «Questione di tariffe, commissario Marè», disse Rocco. «Vero, i giapponesi si fanno pagare bene. Noi, invece, al solito stipendio. Orfani di vento, ci chiamano. Gente che vale zero. «Gli impiegati pubblici… dovrebbero licenziarli da piccoli!», diceva sempre Rocco. Ci saremmo risparmiati parecchie noie.

Le mariage au musée fu il primo locale che visitammo, forse frequentato dai congiurati. Ci andavo le domeniche con Gadda, prima che gli sparassero in quell’ultima capanna dove cresceva il Bosco del Grande Olmo. Prendemmo un tavolo e una bella indiana seminuda iniziò a esibirsi. Era la Pupilla della Tigre e danzava La solitudine del cigno nero. «Che spettacolo, commissario Marè! Il Paradiso sulla Terra dev’essere questo!» Come se dovesse dirmelo lui. Ordinammo.

«Una scodella di busécca per il commissario Mezzasalma», urlò il cameriere. Mi chiamava così dai tempi del cadavere dimezzato. Lo guardai storto. «È normale, commissario Marè», fece Rocco, ridendo.

Quando uscimmo, arrivò una soffiata dal solito informatore,il fante di cuori, un tipo che veniva da Oltremente e ci aveva aiutato nel caso dell’omicidio laterale. Ci fornì l’indirizzo di una libreria. Si chiamava Libri da morire e aveva l’odore delle case al ritorno dalle vacanze. Dentro spiccava uno strano volume, The shadow of the demon. L’ombra del demone, titolo azzeccato per quel negozio. Il proprietario, Mr. Arkadin, ci salutò con un certo nervosismo. Veniva da Balarm e scriveva storie napoletane, ma non sapeva nulla della congiura.

La seconda soffiata era sibillina: Primo maggio – Il pozzo. Ecco, adesso un prete per chiacchierare del caso m’avrebbe fatto comodo, ma dopo la scomunica mi guardavano male. Per loro ero già all’Inferno, dove la fiamma e la cenere erano la mia punizione divina. Niente, qui ci voleva l’ispettore Derrick. La Merkel me l’avrebbe prestato? C’era solo un modo per scoprirlo.

“Gentile Germania…”