VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitore Marzo Aprile 2007

 

Alessandro Romeo

Ras Tafari Diredawa e il fiore reciso erano un connubio indissolubile da molti anni. Come voleva ormai la tradizione, il Ras celebrava l’inizio della primavera con un rito propiziatorio per la sua tribù, da lui inventato, che consisteva nel tagliare un fiore del suo giardino personale per depositarlo sulla tomba del padre insieme a delle foglie di alloro. Gli occhi di Luca osservarono con grande attenzione la singolare cerimonia, per lui tanto bizzarra da sembrare le trompe-l’oeil pur essendo davvero reale, almeno quanto aveva visto al Mustang, un regno tibetano proibito nel quale era riuscito ad entrare grazie alla sua curiosità ed al suo coraggio durante uno dei suoi straordinari viaggi. Da quando si era iscritto al circolo Ufficio Mondi Smarriti, frequentato da avventurieri in cerca di emozioni presso i luoghi più remoti della terra, le sue inclinazioni di viaggio erano cambiate completamente e si era così trovato immerso in avventure sconvolgenti come durante il viaggio di Viggio che li portò ad assistere a terribili storie d’amore e di crudeltà presso il lago del diavolo, dove un sacerdote di una ormai remota e quasi del tutto scomparsa civiltà sudamericana sacrificò la sua donna al suo dio uccidendola con la prima pietra preziosa emersa dal lago dopo le ricerche effettuate dai suoi discepoli. Durante i suoi viaggi, Luca sviluppò anche un senso originale dell’umorismo, probabilmente a causa delle insolite esperienze divenute per lui ormai ordinarie, tanto da ritenere lotte sociali e innovazioni socio-politiche nelle campagne italiane divertenti come fossero una commedia. In fin dei conti forse proprio alle commedie all’italiana tipiche dei nostri luoghi pensava Luca quando, rivolgendosi al suo inseparabile amico Viggio, diceva: “Dai amico mio, fammi ridere, raccontami ancora di quella volta in cui tuo nonno utilizzò per la prima volta la 500 appena comprata finendo dritto nel pollaio!”.