VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitore Maggio Giugno 2007

 

Alessandro Romeo

Alex Fangio si stava spremendo le meningi ormai da giorni per cercare di risolvere l’indagine. Dopo il delitto in casa Proust erano saliti a quattro gli omicidi a danno di giovani donne commessi in città recentemente. L’ultima vittima, la signorina Rea Proust, era una studentessa di Scienze all’università; venne assassinata mentre stava leggendo il saggio “Effetto albatro”. L’unico indizio nelle mani degli investigatori era il biglietto che l’assassino lasciava ogni volta sul luogo del delitto, senza alcuna impronta ma con la firma “Mr. Arkadin”, sempre con una grafia differente. In un normale pomeriggio al commissariato, Alex, appena rientrato dalla pausa pranzo, trovò il suo collega Borsalino, un diavolo per cappello intento a leggere la rubrica di narrativa sul giornale. Alex osservò distrattamente la pagina ma la sua attenzione venne richiamata dai titoli dei libri recensiti e dal fatto che si trattasse sempre di autori che parlano di donne. Strappò la pagina dalle mani del collega che, per non far torto al suo soprannome, si infuriò come un diavolo richiamando il commissario e tutto l’ufficio. Alex spiegò delle iniziali degli autori di quei romanzi. Il libro “Costanza e la controra” era scritto da Mario Rossi, MR, e Costanza era una delle donne assassinate, insieme a Maddalena e le altre. C’era poi un libro di Alessandro Romeo, AR, uno di Kristian Antonov, KA, uno di Donato Innocente, DIN. Con le loro iniziali si poteva comporre la firma “Mr. Arkadin”, tutti questi autori parlavano di donne e le loro opere appartenevano alla collana “Il ballo delle streghe”. Fu grazie a questa fortunata intuizione che i carbonai della morte vennero catturati. Il commissario si complimentò con Alex dicendogli che la fortuna è un talento e lui rispose “È normale, commissario Marè. Ci vuole anche fortuna”. Alex prese un po’ di ferie e partì per dimenticare gli orrori visti per il suo lavoro, cercando un po’ più d’azzurro a Cuba.