VinciRobin

Il concorso

A chi manderà il racconto breve (max 20 righe) contenente al suo interno tutti i titoli dei libri annunciati nella nostra newsletter, e che risulterà essere il preferito dalla redazione, invieremo una copia di ognuno dei suddetti libri (tutte le spese sono a nostro carico).

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Vincitore Maggio 2004

 

Fabio Di Marco

Le “favole” di nonno Tonio

Le pagine dell’ultimo numero di “Provincia Granda” erano quasi tutte dedicate ai macabri reportage sul misterioso delitto in casa Yourcenar, un immigrato peruviano trovato impiccato nella cascina ove abitava da quando si era stabilito a Carrù lavorando come lavapiatti nel famoso ristorante “Il trionfo del Bollito”. La sua attenzione, però, fu catturata da un curioso riquadro nella “Pagina dei lettori”: < La “Figlia di Giove” desidera salutare i vecchi contrabbandieri – Nordest Hotel – Padova – 25 Aprile 2003 – Chiamare lo 0497508511 >.
Sembrava il bigliettino di una caccia al tesoro, ma nella mente di Antonio quel nome evocò emozioni remote mai cancellate. Come fotogrammi di un’opera neorealista riemersero i ricordi del quindicenne gracilino che durante la Guerra di Liberazione, accompagnato dalla fedele vecchia bicicletta, lasciava Levaldigi per avventurarsi lungo le impervie e pericolose strade monregalesi. Valicava il Nava carico di lardo e farina, giunto ad Imperia li convertiva nel prezioso olio d’oliva e poi ripercorreva l’itinerario al contrario. Dietro quel nome di battaglia aveva riconosciuto la piccola staffetta di Ormea che aveva offerto rifugio a quei 35 chili di brividi e paura risparmiati dalle pallottole dell’ennesima pattuglia tedesca. Dopo aver raccontato di nuovo a figli e nipoti i contorni di quell’epica vicenda, che ogni volta si coloriva di particolari, si decise a telefonare al numero indicato. Il figlio di Aurora, questo era il suo vero nome, costernato rispose che era troppo tardi, il tumore era stato più veloce del suo desiderio di riabbracciare gli amici di un tempo. Quante cose avrebbe voluto dirle, quanta strada avevano percorso da allora senza incrociarsi, pensava Antonio. Poi quell’annuncio e la speranza. La gratitudine sarebbe rimasta nel suo cuore e, forse, in quello delle nipoti rapite dalle sue “favole”.