Robin&sons

Claudio Salone

Sul limitare: il gatto al tempo dei Greci e dei Romani


pagine 312
euro 28,00
genere: un saggio
pubblicato: 2018
ISBN 9788872741481


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Il libro

Volume a colori

Disponibile anche in ebook

«La cultura greco-romana, che in fondo non ha mai del tutto dimenticato le sue radici nomadiche, pastorali e guerresche, tra i due più comuni animali presenti oggi nelle nostre case, il cane e il gatto, sembra aver di gran lunga preferito il primo, relegando il secondo in una zona d’ombra che si è allungata attraverso molti secoli.»

Dopo aver affrontato in termini generali la questione delle origini e del processo di domesticazione, si traccia qui un itinerario per quanto possibile esauriente all’interno delle fonti antiche, letterarie, artistiche e archeologiche, nel tentativo di dare un volto a una creatura umbratile e sfuggente, persino nel suo nome e nella sua identità, cioè a dire al gatto nel mondo greco-romano. Nell’ultimo capitolo vi è poi una sintesi, in forma di domande e di risposte, delle questioni principali trattate nel testo.
Mai al centro di interessi economici maggiori, come il bestiame domestico, né protagonista di nobili imprese accanto al suo signore e padrone, come il cane o il cavallo, il nostro felino è restato, si può dire per tutto l’evo antico, sulla soglia della casa dell’uomo, sempre esitando tra il dentro e il fuori, tra il mondo selvatico e il mondo antropizzato, tra un passato ferino e un futuro incivilito.
Questo suo essersi fermato sulla “porta carraia” ha fatto del gatto il simbolo senza età delle inquietudini, delle paure e delle diffidenze umane, ma al tempo stesso ne ha altresì alimentato quel fascino, quella irresistibile malia che da sempre promana dai suoi occhi, in cui, nei versi immortali di Charles Baudelaire, “un pulviscolo d’oro, come sabbia finissima, cosparge vagamente di stelle le sue mistiche pupille.”
Claudio Salone