Luoghi del Delitto

Città e territori teatro di delitti e misfatti sono i protagonisti della collana insieme a personaggi che il pubblico, storia dopo storia, può imparare a conoscere, riconoscere e amare. Attraverso le inchieste e la personalità del detective di turno i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni. Ogni volume è arricchito da un'introduzione che vuole offrire un ritratto curioso e accattivante del luogo del delitto e dei suoi abitanti, raccontandone paesaggi, caratteri e tradizioni.


Torino

Torino: Alessandro Gioppo

Alberto Lasco è innanzitutto un brav’uomo, nell’accezione più tradizionale del termine.
È un uomo dai valori antichi e solidi, permeato da una certa timidezza e disilluso dalle asperità della sua tormentata vicenda personale.
È al tempo stesso un soldato, un combattente iniziato nei plotoni dei corpi speciali alla violenza e alle situazioni di estremo pericolo.
Come tutti i figli della crisi ha problemi economici che lo costringono ad accettare lavori occasionali e che lo spingono a reinventarsi professionalmente quale “detective”.
Non ha telefono cellulare né automobile. Non per scelta.
Alberto Lasco è l’antitesi del personaggio, la nemesi dell’eroe. È un uomo che dimostra quotidianamente tutti i peggiori difetti della propria fallace natura.
È una versione patetica del “Corvo” di Brandon Lee.

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Milano

Milano: Matteo Caffettani

Sovrintendente della Squadra Mobile, l’investigatrice Simona Calabria è una pugliese trapiantata a Milano. Dopo la separazione dal marito che la tradiva, vive con la madre e la figlia Veronica, barcamenandosi tra la sua famiglia di sole donne e il lavoro di cui avverte il peso e la responsabilità, soprattutto dopo l’assegnazione alla Mobile. L’omicidio Bonavita è il primo caso importante in cui è coinvolta e ci si butta a capofitto, commettendo anche un’imprudenza che rischia di risultarle fatale. È una donna attraversata da dubbi e insicurezze, travolta dagli eventi, che subisce anche una sorta di fascinazione malefica dalla coreografia delle scene del crimine, una donna fragile ma che in fin dei conti si rivelerà più forte e risoluta dei colleghi maschi.

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Valsolda: Emiliano Bezzon

Non appariscente ma estremamente intrigante, furba e intelligente, affascina gli uomini ma sa anche entrare in profonda sintonia con le donne: questa è Giorgia del Rio, quarantacinquenne psicologa di coppia che si reinventa ‘investigatrice senza licenza’.
Poco più che venticinquenne, di folgorante bellezza a cui si uniscono capacità e determinazione che intimidiscono: questa è Doriana Messina, capitano dei carabinieri con alle spalle grandi successi investigativi.
Ma che cosa avranno mai in comune queste due donne così diverse per età, professione ed esperienze?
Lo si scopre ben presto seguendole nell’indagine che quasi per caso le vedrà affiancate, in una alleanza che le porta a diventare la coppia investigativa più affascinante e micidiale che ci sia.

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Roma

Roma: Giuliano Fontanella

Diego Spada, ex marito, ex alcolizzato, dongiovanni. Temerario, scaltro di lingua e di mani, ma con grande inventiva e intuito. Elementi che gli permettono di immaginare connessioni e verità che ai più sfuggono. Il suo appartamento è in via Vespucci, e l’ufficio poco distante, via Franklin, nella zona dell’ex Mattatoio.

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Valle del Sele e l’entroterra napoletano: Vito Briamonte

Mario Porcelli, con oltre trent’anni di onorata carriera alle spalle, assomiglia un po’ a Elio Zamuto, l’attore siciliano protagonista di molti film poliziotteschi degli anni ’70, di cui ha visto e rivisto tutte le pellicole. Mai troppo attento alle cariche formali, refrattario ad ogni impostazione prestabilita, ama muoversi con libertà, infilando qua e là espressioni di dialetto, come quando parla con il suo amico, e subalterno, l’ispettore Montefusco. Negli anni non ha mai subito un’archiviazione dalla Procura: un record e un avvertimento per tutti quelli che finiscono nel suo mirino. L’incontro con la ‘Donna dell’arco’ segnerà per sempre la sua carriera. Pronto a non fermarsi all’evidenza, per protendere perennemente a ciò che si cela dietro le apparenze, Porcelli sarà costretto a scegliere se giustificare e proteggere una pericolosa criminale o fermarne la nera furia vendicatrice. Cosa sceglierà?

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Bagnaia, Viterbo e Ronciglione: Maria Delfina Tommasini

Il commissario Bruno Mascioli per risolvere i casi si affida all’intuito e alle premonizioni del suo coinquilino: un pesce rosso. Non disdegna, poi, di utilizzare le voci che spesso circolano nelle città di provincia, dove ognuno pensa di sapere tutto di tutti; chiacchiere che, ben edulcorate, lo aiutano a scoprire la verità. È un attento osservatore e tutte le sue analisi partono dalle estremità. Ha come hobby la borsa di Milano e, ogni mattina, dà una scorsa alle notizie finanziarie per tenersi aggiornato. Ha un figlio, fotografo freelance, e una sorella molto pressante; è affettuosamente legato alla fornaia del posto, la Rosina, anche se, nonostante l’attrazione, è reticente nello spingersi oltre l’amicizia. Certo, all’inizio, ha mal digerito il fatto di essere stato trasferito in una questura di paese del centro Italia, Bagnaia, frazione di Viterbo, ma a poco a poco è riuscito a integrarsi piacevolmente tanto da farsi coinvolgere nel tifare per la squadra locale.

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Novara: Ruggero Marchesan - Guido Raineri

Andrea Paradiso è l’investigatore privato alle prime armi, trentatreenne alto, biondo, affascinante ma, per il suo tragico passato amoroso, preferisce tenersi lontano dal mondo femminile. L’ambizione e la passione per il suo lavoro lo spingono ad affrontare indagini al di fuori della sua portata. Aiutato da un pizzico di fortuna, l’incoscienza prevale sempre sulla ragione.
Enrico Bonaterra è l’amico fraterno di Andrea nonché il suo fidato aiutante, ventottenne scugnizzo napoletano verace con occhi furbi e penetranti. Ottiene sempre ciò che vuole grazie alla sua caparbietà ed è in perenne conflitto con suo padre, il commissario. Anche nel suo caso, l’incoscienza prevale sulla ragione.

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Contise: Marica Petrolati

A cercare di risolvere il mistero di Contise è un manipolo di stimati cittadini. Non c’è una figura preminente che incarna un modello di investigatore, ma una serie di persone impegnate in un’indagine corale. Ognuna di esse aggiungerà un tassello al mosaico, fino a che il quadro non risulterà finalmente chiaro. Allora il maresciallo Fusco arresterà il colpevole.
A portare avanti l’indagine troviamo il sindaco, il bibliotecario, il geometra e l’operaio comunale, il parroco, il becchino e il medico condotto del paese. Ognuno di loro – membri dell’accolita dei contisani – a volte in maniera goffa e fortuita, a volte in maniera brillante, grazie anche alla ridda di chiacchiere che fa da sfondo alla vicenda, contribuisce al dipanarsi della matassa. Un pezzetto di spago ciascuno.

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Torino

Torino: Mauro Saglietti

Il protagonista è un uomo di 45 anni, non ha un nome con cui essere chiamato e forse non vuole essere nemmeno ricordato. Sente di avere già dato e ricevuto tutto, da una vita vissuta alla giornata, in una banale normalità. Un uomo tormentato dal passato, che torna a visitarlo quasi tutte le notti, senza spiegazione. L’incontro con Jenny, coetanea ed ex collega, cinica e spigolosa, con la quale si crea una rispettosa antipatia, dà il via ad un viaggio proprio in quel passato mai dimenticato. Scoprono, così, di essere legati da una tragedia che li unisce che, nonostante le loro scintille reciproche, li porterà a sfidare cose più grandi di loro per arrivare alla inquietante verità, nascosta anche alla logica.

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Roccaventosa: Giuditta Di Cristinzi

Sandro Costa è un giovane ispettore di polizia di origini napoletane. È stato uno scugnizzo spavaldo, sempre in giro per i quartieri della città, con la sigaretta in bocca e il pallone tra i piedi. Ma la guerra e la prematura perdita del padre gli hanno fatto mettere la testa a posto. Lasciata la strada, si diploma a pieni voti ed entra in accademia. Dopo un primo difficile incarico in Sicilia durato tre anni, è trasferito sul “continente”. È fidanzato con Maria, dirimpettaia nel vicolo ove entrambi sono nati. Ha “occhi neri e intensi e grandi mani possenti”. Sandro sa di essere un bel ragazzo, e il successo che ha con le donne ne è la dimostrazione. Le occasioni, infatti, non gli sono mai mancate, né a Napoli da ragazzo, né in seguito con il fregio della divisa. Acuto, determinato, scomodo, caparbio, fiuta il delitto e il colpevole, che segue come una preda fino ad acciuffarla, anche se in un’ingrata corsa contro il tempo come nel caso di Roccaventosa.

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Genova

Genova: Simone Leoncini

Jacopo Maris è entrato in polizia quasi per caso. A spingerlo la necessità di un lavoro e un’inquietudine limacciosa che lo induce a cercare un senso, proprio nei territori in apparenza più ostili.
Ora, dopo anni di strada si ritrova catapultato alla Squadra Mobile, suo malgrado a fare i conti col dolore e con la morte. Al suo fianco il vicecomissario Sansalone, un energumeno capace di lasciar trasparire lati inattesi. E poi Ester, la sua fidanzata che dirige un centro sociale per ragazzi messi alla prova, con la quale è impossibile non mescolare l’amore e i casi. Un appartamento in via del Molo, che condivide con il suo grosso gatto Camillo, rari amici e qualche bicchiere a rendergli meno aspre le giornate. Un commissario pieno di dubbi, introspettivo e randagio, nemico delle facili morali e delle ovvietà.

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Laghi prealpini - Isola di Kos: Fortunato Marcovicchio - Massimo Parma

Angelo Colantuono è un ispettore di polizia specializzato nel settore tecnico-scientifico, con esperienze nel campo investigativo, da poco pensionato. Molisano trapiantato al nord, è mosso da una grande curiosità e intuito, da un alto senso di giustizia e dall’avversione per i giochi di potere e le “miserie” umane dei suoi superiori. Ha un carattere indipendente e modi schietti, talvolta burberi, che lo rendono scomodo. All’inizio della carriera è stato estromesso da un caso di omicidio che, rimasto insoluto, entrerà più volte in altre indagini sino a quando l’ispettore non s’avvicinerà alla soluzione.

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Napoli

Napoli: Alferio Spagnuolo

Giulio Salvati è uomo semplice, sempre alla ricerca della verità e dopo anni di esperienza per le strade della città che ama sa ormai distinguere con arguzia la menzogna dalla sincerità. Ostinato ma spesso insicuro delle sue decisioni, che considera valide solo dopo un confronto costruttivo con i suoi colleghi. Il tormento per la perdita del figlio di appena un anno e l’abbandono della moglie lo rendono talvolta stressato più del necessario, desiderando delegare molti compiti ai suoi compagni per cercare di allontanarsi dall’angoscia che più volte lo assale. Ama rilassarsi con una crema preparata artigianalmente in erboristeria massaggiandosi le tempie fino a giungere a volte a stati di concentrazione che lo portano lontano, là dove l’immaginazione altrui non riesce ad arrivare, e nella maggior parte dei casi a intravedere la soluzione dei casi che sta affrontando, interpretando la sua stessa ansia

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Gorizia - Nova Gorica: Elena De Vecchi

Esploreremo quei monti a piedi, lungo i sentieri e le trincee della Grande Guerra, e da lassù ammireremo il panorama, l’Adriatico, da una parte, le Alpi Giulie dall’altra. Mi porterà nella meravigliosa valle del Vipacco a visitare i castelli di Kromberk e Branik e poi un piccolo museo dedicato alle aleksandrinke, coraggiosissime donne di un tempo di cui non sapevo nulla. Ma il posto che mi farà vedere immediatamente, prima ancora di posare le valigie, è la piazza della Transalpina con la bella antica stazione. Gorizia era detta la Nizza austriaca, per l’eleganza delle sue vie e dei suoi parchi e per il clima mite. Vorrei visitare anche la Sinagoga e poi la tomba di Michaelstaedter, nel cimitero ebraico. A Nova Gorica si respira un’altra aria, un’aria assai vitale. Mi incuriosiscono le città nate dal pensiero di un architetto, in questo caso Edvard Ravnikar.

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