Luoghi del delitto: La Valle di Caino

Lorenzo Calza

La commedia è finita


pagine 336
euro 12,00
genere: Gialli | Thriller | Noir
pubblicato: 2009
ISBN 978-88-7371-486-6


Foto di copertina: Roberto Zaghi

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Il libro

Algo Lenzi, ex-reporter di guerra in pensione, si trova a indagare sulla misteriosa catena di delitti che insanguina una famiglia di ceceni immigrati in Italia. Con l’aiuto di Luca – amico fidato ed eccentrico – e della moglie Bea, s’immergerà in una realtà torbida, dai risvolti oscuri. Applicherà all’indagine la grande esperienza maturata nei territori di guerra di mezzo mondo. Sulla sua vita incombe un’ombra funesta. Dietro un indizio se ne cela sempre un altro, e un altro ancora, in un gioco a incastri, costellato di vittime e carnefici, che apre sempre nuovi scenari. Fino alla scoperta della verità finale…
A volte, la verità è un boccone amaro da digerire!

Illustrazioni di Roberto Zaghi

Disponibile anche in ebook

Lorenzo Calza

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Pur essendo un’ ” opera prima” , La Commedia è finita stupisce, in positivo, per l’originalità e la tenuta della trama, sempre sorretta da una scrittura personalissima e felice: fatto raro, lasciatemi dire, in un mercato editoriale sempre più povero di proposte di sostanza.
Va da sè che, in una società dove il catalogo è tutto, il passo obbligato sia quello della classificazione del genere. E qui, troviamo la prima difficoltà, nel senso che, come capita a tutti i buoni libri, anche questo sfugge ad ogni etichetta.
Tanto per cominciare, NON è soltanto un noir. So di dare un dispiacere all’autore, con cui condivido la passione per Chandler, Hammet e Mc Bain, ma inserire la sua opera solo in questo filone sarebbe deviante per il genere tutto e riduttivo per il romanzo in particolare. Ai toni blues da provincia ed all’algido distacco a cui ci ha abituati Massimo Carlotto, tanto per fare un nome IL nome Lorenzo Calza risponde con una scrittura evocativa, franta, sospesa, massimamente coinvolgente; alla galleria di antieroi che tappezza le pagine del noir – bruciati, perdenti, cinici, bastardi dentro e fuori- si contrappongono personaggi mai delusi, Algo Lenzi su tutti, un moderno cavaliere senza macchia e senza paura, colto nella fragilità della sua umanità e nella forza della sua coerenza; anche il basso continuo del lacerante dramma privato del protagonista è giocato tutto sulle corde dell’emozione, in un’analisi piscologica che di nuovo tende a creare legami scoperti con il lettore, rivelando la presenza di un confine ancora troppo netto tra Bene e Male, che, se segna un punto a favore dell’ impegno sociale del libro e del forte senso etico dell’autore, non fa che rafforzare la mia personale convinzione sul noir italiano- e cioè che, da noi, scrittori “neri” non ci si nasce, per niente. Al massimo, ci si diventa, ma il prezzo da pagare è davvero così alto che, in tutta onestà, nno mi sentirei di augurarlo a nessuno.
Tuttavia, è escluso che “La commedia è finita” sia un giallo, almeno non nel senso tradizionale del termine: il colpo di scena finale c’è- eccome , se c’è- ed il plot narrativo è solido, portato avanti con una sicurezza e una misura che non si ritrovano nei tanto osannati giallisti dell’ultima ora. Ma l’autore non getta al lettore il guanto della sfida ed anzi, semmai, lo disorienta, ora spiazzandolo con flash back improvvisi , inserti documentaristici , pigli da reporter d’assalto, ora creando personaggi vivi e vividi, che nulla hanno a che fare con i ruoli stereotipati dei protagonisti del genere più codificato del mondo. e infrangere le regole del giallo non è cosa a cui si possa rimediare facilmente…
Infine, non è neppure una spystory, alla le carrè o alla forsyth, per intenderci, nonostante il tema di schiacciante attualità e la documentazione accurata e precisa.
Ovviamente, a questo punto, vi starete tutti chiedendo che cos’è e quanto dovrete ancora penare perché ve lo dica: in realtà, ve l’ho già detto all’inizio. La Commedia è finita è, molto semplicemente, un bel libro. Anzi, un bel romanzo, dove scrittura, trama e ritratti dei personaggi si compenetrano in una felice mescolanza di colori e di generi, in un ritmo narrativo ben calibrato, con una riuscita alternanza fra i toni concitati dei colpi di scena e i tempi lenti di cammei introspettivi di rara compostezza, dove l’autore (che da anni sceneggia un famoso fumetto) dà davvero il meglio di sè.
Il libro si legge d’un fiato , ma le emozioni non si esauriscono con la parola fine: perché gli interrogativi che solleva oltrepassano gli effetti tranquillizzanti della risoluzione finale e finiscono proprio dritti nelle piaghe del nostro tempo, lasciando un retrogusto amaro e malinconico, sospeso fra un de profundis per una coscienza civile sempre più umiliata ed offesa e la speranza di incontrare ancora qualcuno che, come i protagonisti del libro nella finzione e i dedicatari dell’opera nel dramma della loro realtà, sappia ancora tener duro, contro tutto e contro tutti.
E’ chiaro che, se fossimo in un mondo perfetto, Lorenzo Calza non avrebbe dovuto bussare a varie porte, prima di trovare chi gli aprisse. anzi, per dirla tutta, visto che viviamo dove viviamo, scordiamoci che La Commedia è finita abbia l’onore delle vetrine di Feltrinelli o vinca lo Strega o che Lorenzo venga recensito, dal d’Orrico di turno, come “il miglior scrittore che abbiamo oggi in Italia”. Personalmente glielo auguro ( e lo auguro anche ai suoi editori che, pur con pochi mezzi, hanno confezionato un prodotto pregevolissimo per grafica, impaginazione, qualità cartacea e non ultimo, l’onestissimo prezzo di copertina), ma non mi faccio grandi illusioni, purtroppo. resta comunque la soddisfazione di una buona lettura e la fondata speranza che, in futuro, l’autore possa offrirci altri appuntamenti del genere: il che, di questi tempi, non è poco.

alessandra · 23 febbraio 09