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Gianni Andrei Il lago del diavolo
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Un ricordo giovanile spinge Ruggero, uomo ormai maturo, a risalire una valle alpina, custode da secoli di un segreto terribile. È chiamato a risolverne i misteri, investigando tra storie antiche, leggende medievali e arcani avvenimenti, fino a essere coinvolto, insieme ad altri personaggi, in un intenso confronto tra il Bene e il Male, che destinato a concludersi in modo drammatico.
Gianni Andrei
E’ tanto coinvolgente da essere letto tutto di un fiato. Ricco di artistiche pennelate di colore, di suspance, di raffinato gusto ti lascia la gioia di averlo letto.
carlo · 13 marzo 07
Un grande Gianni Andrei con un romanzo avvincente in cui lo scontro tra il Bene e il Male (che fortunatamente passa anche attraverso l’incontro tra Ruggero e Isolde) viene fatto rivivere con estrema naturalezza ,dal medioevo fino ad oggi, in uno stupendo scenario alpino in cui l’ignaro eroe
buono e guerriero quasi dimentica di aver guerreggiato coltivando il solo desiderio di superare i suoi sogni per rientrare nella sua abituale e tranquilla esistenza.
All’Autore l’invito a continuare questa gradevolissima narrazione.
(Sergio)
sergio · 19 marzo 07
Da tempo non leggevo una storia così avvincente!
Splendidi i paesaggi e i colori descritti, emozionanti i sentimenti dei personaggi, in un linguaggio scorrevole e incisivo.
La lotta tra il bene e male si intreccia ottimamente con l’amore fisico e spirituale, in modo da coinvolgerti a riflettere profondamente.
Ottimo soggetto per una fiction televisiva o per un film.
alessandra · 2 aprile 07
Come accade in un’illusione ottica, molto spesso appare meraviglioso ciò che è assolutamente semplice, quotidiano, “normale”. E questo è lo spirito, l’essenza del libro di Gianni Andrei: come scrive anche l’autore della prefazione, Marco Testi, in questo romanzo la battaglia “epica” fra il Bene e il Male si risolve in giochi di sguardi, di gesti, tanto semplici quanto profondi. Il tutto in un’ambientazione bellissima, descritta con maestria e precisione, anch’essa troppo meravigliosa per sembrare vera. Anch’essa realmente esistente.
“Il lago del diavolo” è una storia avvincente, di quelle che restano dentro per molto più tempo di quello che ci vuole per leggerle.
Andrea · 2 aprile 07
...e se una storia scritta in poco più di 160 pagine si potesse anche vedere? Come un dipinto, intendo. Attraverso le accurate descrizioni dei colori, delle luci, delle ombre… degli spazi e dei vuoti… della maestosità della Natura e della solennità di paesaggi spesso nascosti all’occhio sfuggente dell’uomo.
...e se la stessa storia si potesse anche sentire? Nel silenzio delle vallate… nella quiete di un’Abbazia o nella voce serena di un vecchio frate… nell’eco del risveglio della fauna montana e in quello dell’immobilità della flora.
... se ogni parola di questo romanzo avesse poi un suo perchè... e in una breve ed elegante composizione si potesse leggere della più antica battaglia dell’Umanità, quella che tutti intimamente continuiamo a combattere giorno per giorno… in quel caso, neanche la mancanza del sempre atteso lieto fine potrebbe rovinarne l’essenza… questo, anzi, potrebbe sembrare un invito a guardare oltre il punto finale.
Lettrice · 10 aprile 07