|
Annalisa Ferruzzi Il funerale di Missy P.
Foto di copertina: Giliola Chisté |
![]() |
Un ricco e famoso avvocato giace, morto, dentro la propria bara, in attesa dello splendido funerale che è stato organizzato in suo onore. Accanto, sua moglie, nuda, lo veglia continuando ininterrottamente a parlargli.
Se qualcuno potesse udirla, nella casa deserta, scoprirebbe che, finalmente, dopo anni di totale devozione alla recita della dimessa moglie perfetta, Missy P. sta dando sfogo alla sua anima più nera, e a tutto l’odio che ha coltivato nel corso della vita. Ma nessuno l’ascolta, eppure tutti pensano a lei e la giudicano, il giorno dopo, durante la funzione.
Un avvincente spaccato di crudeltà femminile, spietato e straziante, dove tutto viene narrato in diverse prime persone e su due piani temporali separati da meno di ventiquattr’ore.
Annalisa Ferruzzi
Le donne sanno essere spietate, a volte molto di più degli uomini.
Ogni donna possiede un lato cinico, feroce, a tratti crudele al quale non sempre viene dato modo di esprimersi.
Per non deludere le aspettative degli altri o per semplice pudore a volte si tende a reprimere quella vocina malvagia che si insinua lentamente nel cuore. Solo nella propria intimità, senza essere ascoltate, da sole con se stesse si riesce a tirare fuori tutto il meglio del peggio, a sputare fuori quei bocconi amari che per tanto tempo sono stati tacitamente ingoiati.
Tutto questo lo sa bene Missy P.
veronica di marcantonio · 16 settembre 07
Le pagine ti catturano, ti rinchiudono dentro la stanza piena dell’odore pesante dei fiori, dove Missy P. veglia il cadavere del marito. Un viaggio da brivido nel mistero della femminilità, capace della più forte abnegazione e delle più sottile e perversa vendetta. Davvero bello.
Germana · 19 novembre 09