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“Delusione del fantasma” è il nome della sindrome che ci porta, spiazzati, ad assistere all’incarnazione cinematografica di celebri romanzi i cui personaggi avevano acquisito nella nostra mente fisionomie ben precise, ma che lì sullo schermo sono affidati a volti che non riconosciamo, o che ci sembrano barbaramente inappropriati. Quello che offriamo è un piccolo itinerario nelle trasposizioni cinematografiche di grandi opere letterarie, affinché ognuno possa riconfrontarsi con i visi che hanno voluto sovrapporsi alla nostra, infallibile, immaginazione.


I promessi sposi

di Mauricio Dupuis

Alessandro Manzoni è nato a Milano il 7 marzo 1785; morto ivi il 22 maggio 1873.

Queste sono le versioni cinematografiche e televisive delle sue opere:

I promessi sposi

1a versione: “Fermo e Lucia” (1821); 2a versione (1827) ; 3a versione definitiva (1840)

Breve plot del romanzo
Tralasciando le numerose digressioni, si traccerà un riassunto della trama principale. Nel romanzo si narrano, fingendole riprese da un anonimo manoscritto del Seicento, le vicende di due umili protagonisti, i “promessi sposi” Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, il cui amore contrastato, ma a lieto fine, va a inserirsi nel più vasto quadro della situazione politica e sociale dell’Italia del nord all’inizio del secolo XVII, ai tempi del predominio spagnolo, con riflessi della guerra, della calata dei Lanzichenecchi e della disastrosa peste milanese del 1630. L’azione prende avvio, il 7 novembre 1628, dall’incontro di don Abbondio, che l’indomani avrebbe dovuto celebrare il matrimonio fra Renzo e Lucia, con i bravi di don Rodrigo, che gli intimano sotto minaccia di morte di non dar luogo alla cerimonia. Il pauroso prete, quando Renzo si presenta per definire gli ultimi particolari delle nozze, gli ingarbuglia le carte gettandolo nell’angoscia; avventurosamente, attraverso le chiacchiere di Perpetua, serva del curato, Renzo viene a conoscenza del nome di don Rodrigo, prepotente signorotto locale che si è invaghito di Lucia ed è responsabile della persecuzione. Su consiglio di Agnese, madre di Lucia, Renzo si reca a consulto dal dottor Azzeccagarbugli, ma ne viene bruscamente allontanato non appena il leguleio apprende che la controparte è il temuto don Rodrigo. I due sventurati ricorrono allora all’aiuto di fra’ Cristoforo, che coraggiosamente affronta don Rodrigo, ma non riesce a ottenere nulla. Resta un estremo espediente: sposarsi clandestinamente in presenza di due testimoni cogliendo di sorpresa il curato e pronunciando rapidamente le formule rituali. Anche questo tentativo fallisce, per la furiosa reazione di don Abbondio che, con l’aiuto del sacrestano, impedisce la pronuncia della formula e fa suonare a stormo le campane. Il trambusto scombussola peraltro anche i piani dei bravi comandati dal Griso, recatisi a casa di Lucia per rapirla: ai rintocchi della campana sono costretti a fuggire scornati. Frattanto Lucia, Agnese e Renzo si rifugiano a Pescarenico, presso fra’ Cristoforo, che li indirizza in luoghi sicuri: Renzo a Milano, dal padre Bonaventura; le due donne a Monza, nel monastero della Signora (Monaca). Ma le cose vanno ben diversamente dal previsto:Renzo, giunto a Milano la mattina dell’11 novembre, trova la città in subbuglio per la carestia, si fa ingenuamente coinvolgere in una sommossa popolare e corre il rischio di essere arrestato e condannato a morte, scampando solo grazie alla fuga nel territorio di Bergamo, presso il cugino Bortolo. Lucia, dal canto suo, cade in un macchinoso tranello: tradita dalla Signora di Monza, che permette a Egidio, col quale aveva avuto una peccaminosa relazione, di rapirla, la giovane viene chiusa nell’inaccessibile castello dell’Innominato, potente e misterioso signore del luogo, cui don Rodrigo si è rivolto per aver soddisfazione alle proprie brame. A questo appunto accade l’imprevedibile: colpito dalle lacrime e dalle implorazioni di Lucia, che affida la propria salvezza alla Vergine pronunciando voto di castità e rinuncia a Renzo, l’Innominato si converte e, dopo un colloquio col cardinale Borromeo, si trasforma da aguzzino in difensore del bene, liberando Lucia. Quando tutto sembra appianarsi, nuovi ostacoli sorgono improvvisi: Lucia, Agnese e don Abbondio ritornano al loro paese, ma lo trovano distrutto e saccheggiato dai Lanzichenecchi, che hanno devastato tutto il territorio di Lecco. A Milano intanto è scoppiata la peste dalla quale è colpito anche don Rodrigo, che finisce nel lazzaretto e vi morirà (dopo aver ottenuto il perdono da Renzo). Il giovane, che aveva contratto la malattia ma ne era già guarito, torna in paese in cerca delle donne, ma apprende che Lucia si trova a Milano, in casa di don Ferrante. Si reca subito in città, dove rischia di essere scambiato per un “untore”, ma riesce poi a ritrovare Lucia nel lazzaretto, dove è presente anche fra’ Cristoforo che, pur mortalmente malato, adempie con fervore il suo ministero. I due “promessi” si incontrano e il buon frate rimuove l’ultimo ostacolo che si frappone alla loro felice unione, sciogliendo il voto di castità e rinuncia, al quale Lucia riteneva di restare fedele. Il matrimonio non ha più impedimenti e verrà celebrato dallo stesso don Abbondio.

I promessi sposi
1909 ITALIA – Regia: Luca Comerio – Sceneggiatura: non rilevata – Interpreti: non rilevati – Musica: non rilevata – Produzione: non rilevata – Durata: non rilevata; b/n (muto)

I promessi sposi
1913 ITALIA – Regia: Eleuterio Rodolfi – Sceneggiatura: non rilevata – Interpreti: Mario Voller-Buzzi; Gigetta Morano; Antonio Grisanti; Umberto Scalpellini – Musica: non rilevata – Produzione: Film Ambrosio – Durata: non rilevata; b/n (muto)

I promessi sposi
1923 ITALIA – Regia: Mario Bonnard – Sceneggiatura: – Interpreti: Rodolfo Badaloni; Enzo Biliotti; Olga Capri ; Ida Carloni Talli; Nini Dinelli; Bonaventura Ibáñez – Musica: non rilevata – Produzione: non rilevata – Durata: non rilevata; b/n (muto)

I promessi sposi
1941 ITALIA – Regia: Mario Camerini – Sceneggiatura: Ivo Perilli, Gabriele Baldini, Enrico Cecchi, Riccardo Bacchelli – Interpreti: Gino Cervi (Renzo); Dina Sassoli (Lucia); Armando Falconi; Ruggero Ruggeri ; Enrico Glori (don Rodrigo); Carlo Ninchi; Luis Hurtado; Evi Maltagliati – Musica: Ildebrando Pizzetti – Produzione: Lux – Durata: 115’; b/n

Prima versione filmica parlata del romanzo manzoniano. Prodotto ad alti costi, compresa la ricostruzione a Cinecittà del Duomo di Milano com’era nella prima metà del Seicento. “Riduzione illustrativa” (Morandini).

I promessi sposi
1964 ITALIA/SPAGNA – Regia: Mario Maffei – Sceneggiatura: Emo Bistolfi, Maria Luisa Garoppo, Mario Guerra, José Mallorqui, Vittorio Vighi – Interpreti: Gil Vidal (Renzo); Maria Silva (Lucia); Manuel Manolo Monroy (don Rodrigo); Carlo Campanini (don Abbondio); Ivo Garrani; Ilaria Occhini; Lilla Brignone; Paolo Carlini; Amalia Rodriguez; Gastone Moschin (narratore) – Musica: Carlo Rustichelli – Produzione: Emo Bistolfi – Durata: 100’; col.

Opera prima di Maffei, che poi diresse alcuni “spaghetti-western”. Versione “inetta, filodrammatica, sciatta” (Morandini). “Adattamento molto approssimativo con tagli arbitrari e squilibri. Regia e interpretazioni piatte e superficiali” (Mereghetti).

I promessi sposi [per la televisione]
1967 ITALIA – Regia: Sandro Bolchi – Sceneggiatura: Riccardo Bacchelli, Sandro Bolchi – Interpreti: Nino Castelnuovo (Renzo); Paola Pitagora (Lucia); Luigi Vannucchi (don Rodrigo); Tino Carraro (don Abbondio); Massimo Girotti (Fra Cristoforo); Glauco Onorato (il Griso); Lea Massari (la monaca di Monza); Salvo Randone (L’Innominato); Giancarlo Sbragia (narratore) – Musica: Fiorenzo Carpi – Produzione: Rai – Durata: 8 puntate.

Frutto di tre anni di lavorazione, costo elevato e notevole battage pubblicitario. La sceneggiatura firmata dal regista Bolchi e dallo scrittore Riccardo Bacchelli, ripercorre con rigore filologico l’intreccio del romanzo, forse a scapito, a tratti, dell’ironia manzoniana. Ognuna delle otto puntate rappresenta una sequenza autonoma e indipendente e costituisce una sorta di atto teatrale incentrato su un personaggio o su un motivo dominante. Questa versione inaugura una nuova fase delle produzioni Rai, prediligendo uno stile di piu’ ampio respiro rispetto al passato, favorita dalle tecnologie usate per il cinema (Le Garzantine – enciclopedia della televisione, a cura di Aldo Grasso).

Come parli frate? [versione parodica]
1974 ITALIA – Regia e sceneggiatura: Nanni Moretti – Interpreti: Nanni Moretti (don Rodrigo); Giorgio Viterbo (Renzo); Lorenza Codignola (Lucia); Vincenzo Vitobello (fra Cristoforo); Beniamino Placido (conte zio); Igor Skofic (bravo) – Musica: – Produzione – Durata: 52’

Il film è una versione comica ed un po’ demenziale del romanzo. Don Rodrigo è timido e pauroso e deve essere spinto dai Bravi ad avvicinare Lucia ; Fra Cristoforo si esibisce in un brano rock ; i bravi picchiano don Abbondio e così via. Nel finale vediamo Agnese, Renzo, Lucia e Fra Cristoforo su di una barca traballante allontanarsi e salutare il pubblico.

I promessi sposi [per la televisione]
1989 ITALIA – Regia: Salvatore Nocita – Sceneggiatura: Roberta Mazzoni, Enrico Medioli – Interpreti: Danny Quinn (Renzo); Delphine Forest (Lucia); Gary Cady (don Rodrigo); Alberto Sordi (don Abbondio); Burt Lancaster (cardinale Federigo Borromeo); F.Murray Abraham (L’Innominato); Franco Nero (fra Cristoforo); Dario Fo (Azzeccagarbugli) ; Jenny Seagrove (la monaca di Monza); Helmut Berger (Egidio) – Musica: Ennio Morricone – Produzione: Rai – Durata: 5 puntate per un totale di 450’.

Coproduzione internazionale, il romanzo è reso in formato kolossal: venti miliardi di lire di costo, 248 attori, diecimila comparse, duemila costumi realizzati ispirandosi a quadri fiamminghi, lombardi e spagnoli del secolo XVII, interni in ambienti che hanno mantenuto inalterata l’originale architettura seicentesca (come il palazzo ducale di Mantova), esterni girati in luoghi vergini in grado di riprodurre la campagna lombarda del periodo (come le pianure della Slovenia). La produzione, destinata al mercato televisivo internazionale, è stata accusata di tradire il testo, soffocando la natura intima riflessiva del romanzo a favore dell’enfasi spettacolare (al tempo della trasmissione qualcuno, ironicamente, la definì “un buon western”). Nelle interpretazioni vi sono molte differenze qualitative: se i personaggi principali, Renzo e Lucia, sono illustrativi piuttosto anonimamente, sono invece notevoli Sordi nel ritrarre don Abbondio come il suo ennesimo italiano mediocre e Dario Fo nel ruolo dell’Azzeccagarbugli; vivono di rendita Burt Lancaster e F.Murray Abraham.
Elegiache e, nei momenti giusti, spettacolari le musiche di Morricone.

I promessi sposi [versione parodica, per la televisione]
1990 ITALIA – Regia: Anna Marchesini, Massimo Lopez, Tullio Solenghi, Massimo Scaglione – Sceneggiatura e interpretazioni principali: Anna Marchesini, Massimo Lopez, Tullio Solenghi – Altri interpreti: Pippo Baudo, Giuliano Gemma, Daniele Piombi, Wanna Marchi, Piero Badaloni – Musica: Stefano Marcucci – Produzione: Rai – Durata: alcune puntate.

Renzo e Lucia [per la televisione]
2004 ITALIA – Regia: Francesca Archibugi – Sceneggiatura: Nicola Lusuardi, Francesco Scardamaglia, Francesca Archibugi – Interpreti: Stefano Scandaletti (Renzo Tramaglino); Michela Macalli (Lucia Mondella); Stefano Dionisi (don Rodrigo Acevedo y Fuentes); Gottfried John (Don Bernardino Visconti, ossia l’Innominato); Laura Morante (Suor Virginia de Leyda, la Signora di Monza); Paolo Villaggio (don Abbondio); Carlo Cecchi (cardinale Federigo Borromeo); Toni Bertorelli (fra Cristoforo); Stefania Sandrelli (Agnese); Gigio Alberti (il Griso); Andrea Renzi (Egidio Osio); Laura Betti (Madre Superiora del convento S.Margherita di Monza); Eros Pagni (conte zio); Chiara De Luca (Cecilia); Claudia Coli (Rosa, la madre di Cecilia); Raffaele Vanoli (Gervaso); Concetta Chiara Mileti (Marta) – Musica: Battista Lena – Produzione: Mediaset, Victory Group – Durata: 186’

Versione televisiva che basa la sua originale ragion d’essere nei primi 75 minuti, che servono a ricostruire un convincente antefatto della vicenda del romanzo. Le successive due ore servono ad una sintesi della storia, tralasciando diversi episodi (uno dei quali la visita di Renzo all’Azzeccagarbugli) ed effettuando cambiamenti, seppure marginali (Perpetua non muore). Molti attori noti nei ruoli secondari: si segnalano la sempre efficace Laura Morante come Monaca di Monza (nello stesso anno il ruolo e’ stato ricoperto dall’ottima Giovanna Mezzogiorno in una fiction Rai, “Virginia- La monaca di Monza”), la compianta Laura Betti come sua antagonista nel convento come Madre Superiora; Toni Bertorelli come padre Cristoforo (la cui parte e’ sensibilmente ridotta) e Stefania Sandrelli come Agnese (certamente piu’ avvenente rispetto all’immaginario collettivo del romanzo) danno il loro pertinente contributo. I giovani protagonisti, quasi debuttanti, si segnalano positivamente: rispettivamente Stefano Scandaletti crea un Renzo meno ingenuo del solito e Michela Macalli dona a Lucia una insospettata fierezza e una buona personalità. Menzione particolare alla piccola Chiara De Luca nella parte di Cecilia, il cui personaggio viene portato a Pescarenico assieme a Lucia, per morire poi di peste a Milano. Cameo per i due sceneggiatori Scardamaglia e Lusuardi.

 

Opere minori

 

Storia della colonna infame

La colonna infame
1972 ITALIA – Regia: Nelo Rosi – Sceneggiatura: Nelo Risi e Vasco Pratolini – Interpreti: Pierluigi Aprò, Martin Balsam, Helmut Berger, Lucia Bosé, Vittorio Caprioli – Musica: Giorgio Gaslini – Produzione: Filmes – Durata: 97’

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Nella versione del 1967 va menzionato il personaggio del Griso interpretato magistralmente dal grandissimo Glauco Onorato.
valentina

Valentina · 10 giugno 07

Grazie a Valentina per la segnalazione, provvederemo
all’inserimento dell’informazione.

Mauricio Dupuis · 12 giugno 07

nella VERSIONE de ” archibugi” perchè non citare anche i nomi di alcuni attori secondari? come Marta o la madre di cecilia.. sono interessata a questi due personaggi. grazie

maria · 15 giugno 07

io sui promessi sposi ho letto 230 pagine e devo dire che sono state molto interessanti e spero che le altre uguali.

Gabriele · 18 febbraio 09

Non va dimenticata la bellissima versione audio, purtroppo difficilmente rintracciabile, de “I promessi sposi”, con la voce narrante di Gino Cervi.

rossano · 21 gennaio 10


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