
“Delusione del fantasma” è il nome della sindrome che ci porta, spiazzati, ad assistere all’incarnazione cinematografica di celebri romanzi i cui personaggi avevano acquisito nella nostra mente fisionomie ben precise, ma che lì sullo schermo sono affidati a volti che non riconosciamo, o che ci sembrano barbaramente inappropriati. Quello che offriamo è un piccolo itinerario nelle trasposizioni cinematografiche di grandi opere letterarie, affinché ognuno possa riconfrontarsi con i visi che hanno voluto sovrapporsi alla nostra, infallibile, immaginazione.
di Mauricio Dupuis
“Les Misérables” (1862) di Victor Hugo (1802-1885)
Versioni cinematografiche e televisive
I “miserabili” sono le vittime di ordinamento sociale ingiusto. Jean Valjean, vecchio forzato, trova asilo, dopo l’evasione, presso dil vescovo di Digne, Myriel, ma lo deruba di due candelabri d’argento e fugge. Quando viene ripreso dai gendarmi il vecchio testimonia in suo favore. Valjean è profondamente colpito da tanta generosità, e cambia vita. Passa del tempo: Valjean ormai è avviato definitivamente sulla retta via, sotto il falso nome di Madeleine. Fantine, una povera donna sedotta e abbandonata con la figlia Cosette, è arrestata e maltrattata dal commissario Javert; interviene Valjean che, diventato nel frattempo sindaco, la fa rilasciare. Questa clemenza conferma Javert nel sospetto che Valjean e Madeleine siano la stessa persona. Tempo dopo un disgraziato, un certo Champmathieu, viene scambiato per il forzato, ancora ricercato. Dopo una dolorosa lotta interiore, Valjean, in pieno tribunale, rivela la propria identità. Lasciato momentaneamente libero, assiste Fantine moribonda e le giura che veglierà su Cosette; poi si rifugia a Parigi. Cosette va a servizio dal bieco Thénardier. Valjean, ripreso da Javert, evade ancora una volta; ma tutti lo credono annegato. Egli salva Cosette, strappandola a Thénardier, e le trova un rifugio sicuro. Adesso si fa chiamare Fauchelevent: diventa amico di un giovane repubblicano, Marius, che ama Cosette. Durante i moti del 1832, Valjean si batte sulle barricate con Marius e il monello Gavroche. Gli viene affidato in custodia Javert, preso prigioniero: generosamente lo mette in libertà, poi salva Marius ferito. Guarito, Marius sposerà Cosette. Valjean ha tenuto fede alla promessa fatta a Fantine. Quando muore, al suo capezzale i ceri ardono nei candelabri del vescovo.
Romanzo che, nonostante la lunghezza, ha riscosso molto successo presso sceneggiatori e produttori, che l’hanno realizzato (in modo variabilmente più esteso o più contenuto) più di trenta volte, tra cinema e televisione. Vi sono anche una versione musicale (l’operetta-musical che ha riscosso molto successo in Europa e negli Usa) e alcuni film animati (perlopiù cortometraggi). Dividendo per Paese, gli anni di realizzazione sono:
Stati Uniti – Versioni mute: 1909-1917; Versioni sonore: 1929 (cortometraggio)-1935-1952-1998
Francia – Versioni mute: 1913-1925; Versioni sonore: 1933-1958-1962 (per la tv)-1972-1982-1995 (ispirato dal romanzo)-2000 (sceneaggiato televisivo in coproduzione con Italia,Germania,Spagna,Usa)
Italia – 1947-1964 (sceneggiato televisivo)
Giappone – Versioni mute: 1923 -1929-1931; Versioni sonore: 1938-1950
Gran Bretagna – 1967 (sceneggiato televisivo)-1978 (per la tv)
Messico – 1943-1973 (sceneggiato televisivo)
India – 1950-1955 (ispirato dal romanzo)
Brasile – 1958 (sceneggiato televisivo)-1967
Egitto – 1944-1978
Turchia – 1967
Urss – 1937
Corea del Sud – 1961
Come si vede, il romanzo di Hugo ha attratto non solo europei e nordamericani, ma anche paesi asiatici (Giappone, ben cinque versioni tra mute e sonore, Corea del Sud e India), l’America di lingua spagnola con Brasile e Messico (la versione messicana del 1973 è la più lunga e forse la migliore per completezza e cura dei personaggi), l’Africa settentrionale con l’Egitto (due versioni, di cui si hanno poche notizie). Com’era comprensibile l’Europa vede la Francia primeggiare (due versioni mute e sette sonore), seguita da Italia e Gran Bretagna (due ciascuna, di cui tre televisive). Unione Sovietica e Turchia, con una versione ciascuno, si segnalano solo per completare il quadro, tantopiù che la versione sovietica è molto breve e non racchiude che una minima parte del racconto (mentre della versione turca le notizie sono insufficienti a farsi un’idea del risultato). Il cinema americano ha adottato presto Les Misérables, fornendo due versioni mute, ma una volta introdotto il sonoro Hollywood ha fornito tre versioni non molto azzeccate: si pensi che dei tre film si può ricordare solamente, e di gran lunga, l’interpretazione di Charles Laughton nei panni di Javert nella versione del 1935.
Le versioni vengono elencate in ordine cronologico e, quando possibile, vengono forniti i cast tecnici e artistici (si è tenuto conto dei personaggi principali) e un commento sull’aderenza al romanzo, sulle eventuali differenze e omissioni, e uno stringato giudizio sulle interpretazioni e la regia. Le fonti da cui sono attinte le informazioni sono, per i film usciti in Italia, i dizionari di cinema più noti (Mereghetti, Morandini) e per gli altri i siti www.hugo-online.org e www.imdb.com.
1909 STATI UNITI; muto. Regia di J.Stuart Blackton. Interpreti: Maurice Costello (Jean Valjean); William V.Ranous (Javert). Sceneggiatura di Eugène Mullin.
Prodotto dalla Vitagraph Company of America. Diviso in quattro parti: “The Galley Slave” (proiettato per la prima volta il 4 settembre 1909), vita giovanile di Valjean, l’arresto, la prigionia, l’incontro col Vescovo di Digne; “Fantine” (25 settembre 1909), Jean come sindaco di Montreuil-sur-Mer; “Cosette” (23 ottobre 1909), il riscatto di Cosette e l’episodio della bara; e “Jean Valjean” (rel. Nov. 27, ‘09), il resto della storia fino alla morte di Valjean.
1913 FRANCIA; muto. Regia di Albert Capellani. Interpreti: Henri Krauss (Jean Valjean); Henri Étiévant (Javert); Maria Fromet (Cosette); Emile Mylo (Thénardier). Sceneggiatura di Paul Capellani; durata: 300’.
Prodotto da Pathé (Francia). Girato a episodi, fu il film più lungo della sua epoca ed ebbe successo sia in Francia che in altri paesi. Capellani dimostrò la sua maestria nell’adattare capolavori della letteratura per lo schermo. Per questo adattamento offrì alla celebre danzatrice Mistinguett un ruolo di primo piano, il suo primo, che confermò il suo talento anche come attrice. L’anno di produzione è variamente indicato come 1912 o 1913.
1917 STATI UNITI; muto. Regia di Frank Lloyd. Interpreti: William Farnum (Jean Valjean); Hardee Kirkland (Javert); Jewel Carmen (Cosette); Gretchen Hartman (Fantine); Harry Spingler (Marius); Edward Elkas (Thénardier). Sceneggiatura di Frank Lloyd e Marc Robbins.
Prodotto dalla Fox Film Corporation.
1923 GIAPPONE; muto. Regia di Kiyohiko Ushihara e Yoshinobu Ikeda. Interpreti: Masao Inoue (Jean Valjean); Hiroshi Masakuni (Javert); Yukichi Iwata (Thénardier). Sceneggiatura di Daisuke Itô.
Titoli originali delle due parti: “Aa mujô – Dai ippen: Hôrô no maki” [Nessuna pietà – Prima parte: Girovagare] , diretto da Ushihara e “Aa mujô – Dai nihen: Shichô no maki “ [Nessuna pietà – Seconda parte: Il sindaco], diretto da Ikeda. Prodotto da Shochiku Kinema. La produzione era programmata in quattro parti, ma sono state girate solo le prime due.
1925 FRANCIA; muto. Regia di Henri Frescourt. Interpreti: Gabriel Gabrio (Jean Valjean); Jean Toulout (Javert); Sandra Milovanoff (Cosette e Fantine); François Rozet (Marius); Georges Saillard (Thénardier). Durata: 322’
Prodotto da Les Films de France. Questo adattamento francese è considerato uno dei più aderenti alla vicenda romanzesca. Diviso in quattro parti (1h34’; 1h19’; 1h20’; 1h09’), la durata è di quasi cinque ore: per gli standard dell’epoca, elevato budget e buon successo commerciale.
1929 STATI UNITI, sonoro. Regia di George Abbott. Interpreti: Walter Huston (Jean Valjean), Charles S.Abbe (il Vescovo). Durata: 22’.
Cortometraggio dal titolo “The Bishop’s Candlesticks”. Prodotto dalla Paramount, uno dei due corti diretti da Abbott con Walter Huston girati in quel periodo. La vicenda è quella esposta nei primi capitoli del romanzo, quando Valjean è aiutato dal vescovo di Digne che lo salva dall’arresto. Questo episodio cambierà la vita all’ex-detenuto.
1929 GIAPPONE; muto. Regia e sceneggiatura di Seika Shiba. Interpreti: Shinpachiro Asaka, Haruko Sawamura, Minoru Takase, Yônosuke Toba, Yôko Umemura.
Titolo originale: “Aa mujô” [Nessuna pietà]; diviso in due parti: “Zempen”, “Kohen”.
1931 GIAPPONE; muto. Regia di Tomu Uchida. Interprete: Nobuo Asaoka (Jean Valjean).
Titolo originale: “Jean Valjean”; Film giapponese in due parti ambientato durante il periodo Meija (alla fine del XIX secolo). E’ l’ultimo adattamento muto del grande romanzo.
1933 FRANCIA; sonoro. Regia di Raymond Bernard. Interpreti: Harry Baur (Jean Valjean); Claude Vanel (Javert); Josseline Gaël (Cosette); Florelle (Fantine); Jean Servais (Marius); Charles Dullin (Thénardier). Sceneggiatura di Raymond Bernard e André Lang. Musica di Arthur Honegger. Durata (tre parti): 280’.
Il miglior adattamento del romanzo di Hugo: per portare sullo schermo la fluviale epopea dei “miserabili, vittime di un ordinamento sociale ingiusto”, Bernard orchestra un melodramma umanista d’ampio respiro, sorprendentemente sobrio ed emozionante, dimostrandosi eclettico e puntuale nei vari cambi di registro, da quelli più intimisti dell’inizio a quelli epici della terza parte (peraltro risolti non facendo appello agli stilemi astratti dell’avanguardia, come sarebbe stato naturale, bensì affidandosi alle tecniche del reportage, panoramiche e camera a mano, con effetti di grande vigore realistico) senza mai cedere alla ridondanza retorica; non da meno è il contributo degli attori, in particolare dello straordinario trio Baur-Vanel-Dullin, che apportano ciascuno al suo personaggio una specificità morale ed emotiva di altissimo livello. A tutt’oggi è l’unico film francese diviso in tre parti corrispondenti ad altrettanti lungometraggi: all’epoca vennero fatti uscire nelle sale contemporaneamente e con orari tali da permetterne la visione completa in una sola giornata. In seguito Bernard ne fece una versione più breve.
1935 STATI UNITI, sonoro. Regia di Richard Boleslawsky. Interpreti: Fredric March (Jean Valjean); Charles Laughton (Javert); Rochelle Hudson (Cosette); Florence Eldridge (Fantine). Sceneggiatura di William P.Lipscomb. Musica di Alfred Newman. Durata: 108’.
Prodotto dalla 20th Century-Fox. Prima versione sonora hollywoodiana del romanzo di Hugo, dopo le quattro mute. Abilmente condensato per esigenze spettacolari, sono da sottolineare il taglio espressionista dell’impostazione figurativa (direttore della fotografia il grande Gregg Toland) e l’inquietante presenza di Charles Laughton come Javert che ruba regolarmente la scena all’accademico Valjean di March. Fantine non è presentata come prostituta. Ha ricevuto quattro nominations agli Oscar, tra cui quella per il miglior film e per la fotografia di Toland; Laughton venne candidato quell’anno, ma per un altro film. Il titolo italiano (“Il sergente di ferro”) è dovuto ad una forzatura della censura fascista.
1937 URSS, sonoro. Regia di Tatyana Lukashevich. Sceneggiatura di G.Shakhovsky. Durata: 75’.
Titolo originale: “Gavrosh” [Gavroche].
1938 GIAPPONE, sonoro. Regia e sceneggiatura di Mansaku Itami. Durata: 127’.
Titolo originale: “Kyojin-den” [Vita di un grande uomo].
1943 MESSICO. Regia di Fernando A. Rivero. Interpreti: Domingo Soler (Jean Valjean); Antonio Bravo (Javert); Manolita Saval (Cosette); David Silva (Marius); Andrés Soler (Thénardier).
Titolo originale: “Los miserables”. Questo film messicano prende le mosse dal momento in cui Jean Valjean e Cosette lasciano il convento. Il resto della pellicola è molto simile a quanto narrato da Hugo: il tentativo di Thénardier di rapinare Valjean; la relazione di Cosette con Marius; le barricate; etc. La storia di Fantina e come Valjean ha adottato Cosette è narrato dal protagonista a Marius tramite flashbacks.
1944 EGITTO. Regia di Kamal Seilm. Interprete: Abbas Fares (Jean Valjean).
Titolo originale: “El Boassa”. Versione egiziana del romanzo, volgendo l’ambientazione all’Egitto del XX secolo. Il critico Georges Sadoul la considerava una delle migliori versioni del capolavoro hughiano.
1947 ITALIA. Regia di Riccardo Freda. Interpreti: Gino Cervi (Jean Valjean); Hans (Giovanni) Hinrich (Javert); Valentina Cortese (Cosette e Fantine); Aldo Nicodemi (Marius); Luigi Pavese (Thénardier). Sceneggiatura di Riccardo Freda, Steno [Stefano Vanzina], Mario Monicelli e Vittorio Nino Novarese. Durata: 187’ (segnalate versione tagliate di 140’ e 118’).
Prodotto da Carlo Ponti per la Lux Film (Italia); Due parti: “Caccia all’uomo” (95’) e “Tempesta su Parigi” (92’). Freda sopperisce alle carenze di budget con un talento visivo non banale, e tende ad asciugare il tema della redenzione del forzato che diventa un uomo libero in lotta contro una società ipocrita. Nonostante la vicenda narrata abbia poco in comune con l’originale, e che Valjean sia presentato poco simpaticamente, è piaciuto molto alla critica francese, che ha lodato lo stile epico di Freda. Particina per Mastroianni, nel ruolo di un giovane rivoluzionario. Tra i ruoli secondari una parte per Cosetta Greco, citata nei titoli ancora col vero nome Cesarina Rossi. Gavroche è interpretato da Rinaldo Smordoni, uno dei due “sciuscià”.
1950 INDIA. Regia di K.Ramnoth. Interpreti: V.Nagiah (Jean Valjean); Jawar Seetaraman (Javert). Durata: 197’
Titolo originale: “Ezai Padum Pado”; girato in lingua tamil e prodotto dalla Pakshiraja Studios a Coimbatore. L’attore interprete di Javert, Seetaraman, divenne molto noto nel suo Paese grazie a questo ruolo tanto da essere chiamato comunemente Javert Seetaraman.
1950 GIAPPONE. Regia di Daisuke Itô (prima parte) e di Masahiro Makino (seconda parte). Interprete: Sessue Hayakawa (Jean Valjean). Sceneggiatura di Goro Tanada. Musica di Akira Ifukube. Durata (due parti): 234’.
Titolo originale: Re mizeraburu (1a parte: kami to akuma [Demoni e dei]; 2a parte: kami to jiyu no hata [Simbolo di dio e libertà], di durate rispettivamente 112’ e 122’). In questo adattamento giapponese la vicenda è ambientata nel periodo Meiji. Hayakawa ha poi fatto carriera a Hollywood, interpretando tra gli altri The Bridge on the river Kwai.
1952 STATI UNITI. Regia di Lewis Milestone. Interpreti: Michael Rennie (Jean Valjean); Robert Newton (Javert); Debra Paget (Cosette); Sylvia Sidney (Fantine); Cameron Mitchell (Marius). Sceneggiatura di Richard Murphy. Musica di Alex North. Durata: 105’.
Prodotto da 20th Century-Fox; Questo “remake” della versione con March e Laughton del 1935 mostra una certa disinvoltura nei tagli, togliendo del tutto le figure dei Thénardier. Un manipolo di attori di secondo piano per una versione diligente, spettacolare e anonima.
1955 INDIA. Regia di Sohrab Modi. Interpreti: Sohrab Modi (Kundan/Jean Valjean); Ulhas (Sehr Singh/Javert).
Titolo originale: “Kundan”. Produzione indiana in lingua hindi. Incapace di trovare un impiego e di trovare qualche soldo con l’elemosina, il giovane Kundan ruba un pezzo di pane e corre alla sua casa nei quartieri poveri dove abita in ristrettezze con la madre e la nipote Radha. La polizia lo prende e rimane in prigione, con condanne aggiuntive a causa di ripetuti tentativi d’evasione, per 14 anni. Quando esce, la sua condizione di galeotto lo perseguita, finchè non trova un buon samaritano nella figura di Gurudev. L’inizio della trama e il successivo evolversi richiama fortemente il romanzo di Hugo, ambientandolo nell’India colonizzata dagli inglesi. Kundan è Valjean; Sher Singh, Javert; Radha (nel film la nipote di Kundan/Valjean), Fantine; Uma è Cosette; Amrit, Marius; Gurudev è l’analogo del vescovo di Digne; i moti del 1832 sono sostituiti dalla lotta per la cacciata degli inglesi dall’India, in cui Amrit/Marius è coinvolto.
1958 BRASILE. Regia e sceneggiatura di Dionisio Azevedo. Interpreti: Fernando Baleroni (Jean Valjean); Débora Duarte (Cosette); Laura Cardoso (Fantine): Turibio Ruiz (Thénardier).
Titolo originale: “Os Miseráveis”. Prodotto da TV Tupi (Brasile).
1958 FRANCIA. Regia di Jean-Paul Le Chanois. Interpreti: Jean Gabin (Jean Valjean); Bernard Blier (Javert); Béatrice Altariba (Cosette); Danièle Delorme (Fantine); Giani Esposito (Marius); Bourvil [André Raimbourg] (Thénardier). Sceneggiatura di Michel Audiard, René Barjavel e Jean-Paul Le Chanois. Musica di Georges Van Parys. Durata (due parti): 217’ (ridotto a 171’).
Coproduzione Francia-Germania Est. Due parti: “Prèmiere époque” (97’) [dal bagno penale alla fuga con Cosette bambina]; “Deuxième époque” (120’) [dall’arrivo a Parigi fino al matrimonio di Cosette con Marius e alla morte di Valjean]. Mega produzione nazional-popolare per un film campione d’incassi. Ma nonostante il cast all-star, nel quale spiccano la tranquilla ironia di Jean Gabin e l’infida doppiezza di Bourvil nei panni di Thénardier, la regia è solo accademica e le scene dell’insurrezione parigina sono fredde e scolastiche malgrado il dispendio di comparse. Versione comunque fedele nella narrazione, inserendo Eponine, ponendo Gavroche figlio dei Thénardier (come non capita quasi mai), facendo apparire il padre di Marius, il colonnello Pontmercy (capiterà solo nella versione messicana del 1973 e in quella del 1982 di Robert Hossein); manca Fauchelevent (Valjean salva un uomo qualunque sollevando il carretto).
1961 COREA DEL SUD. Regia di Seung-ha Jo. Sceneggiatura di Keung-ha Jo.
Titolo originale: “Jean Valjean”; prodotto da Kwang-seong Films (Sud Corea); pellicola in B/N
1962 FRANCIA. Regia di Alain Boudet. Interpreti: Jean Chevrier (Jean Valjean); Marcel Bozzuffi (Javert); Sylvianne Margollé (Cosette); Clotilde Joano (Fantine); Bernard Verley (Marius); Jean Marie Amato e François Darbon (Thénardier).
Prodotto per la televisione. Titolo originale: “Théâtre de la Jeunesse”; tre parti: “Cosette” (1961), “Gavroche” (1962); “Jean Valjean”, insieme ad adattamenti da Pushkin.
1964 ITALIA. Regia di Sandro Bolchi. Interpreti: Gastone Moschin (Jean Valjean); Tino Carraro (Javert); Giulia Lazzarini (Cosette e Fantine); Roberto Bisacco (Marius); Antonio Battistella (Thénardier). Sceneggiatura di Dante Guardamagna. Durata: 596’.
Serie per la televisione in dieci puntate prodotta dalla Radiotelevisione Italiana, programmato dal 5 aprile 1964. Solida e decorosa versione che disegna un fedele affresco storico che coglie anche la quotidiana disperazione di gesti e volti. La recitazione degli attori è volutamente scarna, priva di indugi melodrammatici e di commento musicale. Professionalmente austero, il regista Bolchi rifugge da ogni sentimentalismo e dagli eccessi teatrali, svuotando l’azione di qualunque enfasi oleografica. Realizzato interamente in studio, confezionato con cura e rigore, lo sceneggiato ha riscosso un notevole successo di pubblico.
1967 TURCHIA. Regia di Zafer Davutoglu. Interpreti: Kartal Tibet, Izzet Günay, Filiz Akin, Sevda Ferdag, Kadir Savun, Senih Orkan, Hüseyin Peyda. Sceneggiatura di Osman F. Seden.
Titolo originale: “Sefiller”. Prodotto da Kemal Film.
1967 GRAN BRETAGNA. Regia di Alan Bridges. Interpreti: Frank Finlay (Jean Valjean); Anthony Bate (Javert); Michele Dotrice (Cosette); Vivian Mackerall (Marius). Sceneggiatura di Gilles Cooper e Harry Green. Durata: 500’.
Serie per la televisione prodotta dalla BBC in dieci puntate da 50’ cad.. Titoli delle puntate: 1-“Release”; 2-”Fantine”; 3-”Cold weather”; 4-”Buried treasure”; 5-”Cosette”; 6-”Sanctuary”; 7-”Marius”; 8-”The Trap”; 9-”Insurrection”; 10-”Redemption”.
1967 BRASILE. Regia di Walter Negrao. Interpreti: Otávio Augusto; Esmeralda Barros; Sadi Cabral; Laura Cardoso; Rubens Correia; Raul Cortez; Geraldo Del Rey; Serafim Gonzales.
Serie prodotta in Brasile divisa in episodi di 45’ cad.
1972 FRANCIA. Regia e sceneggiatura di Marcel Bluwal. Interpreti: Georges Géret (Jean Valjean); Bernard Fresson (Javert); Nicole Jamet (Cosette); Anne-Marie Coffinet (Fantine); François Marthouret (Marius); Alain Mottet (Thénardier). Durata: 245’.
Questo adattamento del romanzo concentra molto del suo tempo nelle sezioni finali, cominciando con Marius a casa del nonno; è molto fedele nelle parti terza, quarta e quinta, mentre le scene concernenti il Vescovo di Digne, Fantine e la piccola Cosette sono dati brevemente con sequenze in flashback. E’ una delle poche versioni in cui compare il cugino di Marius, Theodule, così come la scena in cui Gavroche incontra i due piccoli che poi “adotterà”. La sensazione generale è che l’impostazione data al film presenti Marius come protagonista, dando a Valjean un’importanza minore di quella che in realtà ha; si spiega così l’omissione di varii personaggi vicini all’ex-forzato, come Fauchelevent.
1973 MESSICO. Regia di Antulio Jiménez Pons. Interpreti: Sergio Bustamante (Jean Valjean); Antonio Passy (Javert); Diana Bracho (Cosette); Blanca Sanchez (Fantine); Luis Torner (Marius); Carlos Ancira (Thénardier). Sceneggiatura di Edmundo Baez. Durata (15 parti di 1h30’ cad.): 1350’.
Titolo originale: “Los miserables”. Adattamento televisivo messicano molto fedele al romanzo. L’attore messicano Sergio Bustamante è un ruvido, forte e sereno Jean Valjean, determinando forse una delle migliori interpretazioni del personaggio. Antonio Passy, attore spagnolo nativo di Barcellona, recita uno Javert molto vicino alla descrizione di Hugo: “la faccia umana di Javert consisteva in un naso camuso, con due profonde narici, verso le quali salivano dalle sue guance due enormi baffi”. Una descrizione esatta del volto di Passy. I Thénardier sono notevolmente resi da Magda Guzmán e Carlos Ancira, uno dei migliori attori teatrali messicani. La Madame Thérnardier della Guzmán è una vecchia strega dai capelli rossi, una creatura mostruosa che terrorizza la piccola Cosette. Il Thénardier di Ancira è debole e miserabile come Hugo l’aveva immaginato, con un volto allo stesso tempo di furbante e filosofo. Blanca Sánchez è una bella e tragica Fantine; Diana Bracho, una graziosa e angelica Cosette; e Maria Rojo, volto noto del cinema messicano, dà a Eponine il giusto tocco di tragedia e coraggio. Le 20 ore di programmazione permette una presentazione pressoché completa del romanzo, con dettagli spesso soppressi dagli adattamenti più brevi, per esempio l’episodio di Monsiuer Mebuef e l’uscita di Jean Valjean dal convento dentro una bara. La scena finale, con la morte di Valjean, è resa in modo commovente. Come è scontato in una versione così lunga e aderente, appaiono, oltre al citato Mabeuf, altri personaggi come la zia Gillenormand, Azelma Thérnardier, Soeur Simplice e Soeur Perpetue; Marguerite, vicina e amica di Fantine; i due bambini “adottati” da Gavroche, che in realtà sono suoi fratelli (questo non viene menzionato nella serie); Félix Tholomyes, il vero padre di Cosette; il colonnello Pontmercy, padre di Marius; il sergente Theodule, lontano cugino di Marius. Di negativo si può trovare, a livello narrativo, solo il cambio di nome dei compagni di studio e di rivoluzione di Marius: Enjorlas, Cambeferre e Courfeyrac si chiamano qui Gerard, Luis e Andres, rispettivamente (nomi in spagnolo, in linea con la produzione). Il personaggio di Luis assorbe anche eventi di un altro personaggio, Laigle de Meaux.
1978 GRAN BRETAGNA. Regia di Glenn Jordan. Interpreti: Richard Jordan (Jean Valjean); Anthony Perkins (Javert); Caroline Langrishe (Cosette); Angela Pleasence (Fantine); Christopher Guard (Marius); Ian Holm (Thénardier). Sceneggiatura di John Gay. Musica di Allyn Ferguson. Durata: 150’.
Prodotto dalla ITC inglese e distribuito negli Usa dalla CBS. Realizzato per la televisione con pochi esterni, ma con dispendio di mezzi scenografici negli interni, è una versione curiosa almeno per la chiave d’interpretazione dei due personaggi principali: un introverso Valjean (Richard Jordan) e un sorprendente Anthony Perkins nella parte di Javert. Ultimo film di Claude Dauphin, qui nel ruolo del vescovo Myriel. Presenza nutrita di ottimi attori britannici in parti di supporto, come Ian Holm (Thénardier), Cyril Cusack, John Gielgud. Inoltre vengono incluse le sequenze del finto funerale di Valjean ideato da Fauchelevent per far uscire e rientrare il protagonista dal convento e quella del furto di un pane da parte di Valjean per dare da mangiare alla sorella e ai figli di questa, sequenze di solito omessa da quasi tutte le versioni. Non buone invece le decisioni di tagliare del tutto la spiegazione della condizione di Fantine, presentata subito come una prostituta e di concludere il film con le nozze di Cosette e Marius e non con la morte di Valjean. Diversa dal romanzo anche la morte di Gavroche, che viene presentato non come figlio dei Thénardier ma indipendente da essi (cosa comunque comunissima nelle versioni cinematografiche), oltre alla totale assenza di Eponine.
1978 EGITTO. Dati tecnici e artistici non reperiti.
Titolo originale: “Al Bo’asa”.
1982 FRANCIA. Regia di Robert Hossein. Interpreti: Lino Ventura (Jean Valjean); Michel Bouquet (Javert); Christiane Jean (Cosette); Evelyne Bouix (Fantine); Frank David (Marius). Sceneggiatura di Alain Decaux. Musica di Michel Magne e André Hossein. Durata: 183’ (ridotta a 111’).
Trasmesso nella versione televisiva più lunga nel 1985. Non del tutto riuscito il tentativo di lettura modernizzata attraverso effetti speciali e coreografie perlopiù pretestuose, anche se di positivo ci sono la presenza di quasi tutti i personaggi senza visibili distorsioni e la fotografia scura che trasmette la giusta idea di miseria e tristezza. Purtroppo la volontà di completezza è ostacolata dalla durata non eccessiva del film, che rende troppo rapidi i cambiamenti di scena e non permette di addentrarsi bene nelle psicologie dei personaggi. Ventura e Bouquet si sentono tanto calati nei personaggi che pare quasi non recitino; gli altri sono poco più che bozzetti. La versione originale dura 183’.
1995 FRANCIA. Regia e sceneggiatura di Claude Lelouch. Interpreti: Jean-Paul Belmondo (Henri Fortin/Jean Valjean); Philippe Khorsand (Il poliziotto/Javert); Salome Lelouch (figlia degli Ziman/Cosette); Clémentine Célarie (Catherine/Fantine); Philippe Léotard (Thénardier); Rufus, Alessandra Martines, Annie Girardot. Musica di Francis Lai, Michel Legrand, Philippe Servain, Erik Berchot, Didier Barbelivien. Durata: 175’.
L’ex pugile analfabeta Henri Fortin (Belmondo), soprannominato Jean Valjean per la forza che ha dimostrato salvando un uomo finito sotto un pianoforte, durante l’occupazione nazista mette in salvo la famiglia ebrea Ziman e viene a conoscenza dei Miserabili di Hugo: scoprirà che moltissime sono le analogie tra il celebre romanzo e la sua vita. Come il precedessore indiano del 1955 per la regia di Sohrab Modi, nelle mani del francese Lelouch, più che un film “tratto da”, diventa un’opera “a proposito di”. Per Lelouch, sempre appassionato di corsi e ricorsi, trame incrociate, destini paralleli, casualità fatali, il romanzo di Hugo (trasposto nella prima metà del XX secolo) diventa l’occasione per un travolgente e originale esperimento narrativo che soddisfa pienamente sia i fan del regista che gli estimatori dello scrittore e soprattutto chi non si accontenta degli “adattamenti” cinematografici, ma sullo schermo ricerca in altra forma lo spirito e la modernità dell’opera letteraria. Fluviale, colossale, appasionante, il film di Lelouch sostituisce la lotta tra il Bene e il Male (al centro del romanzo) con lo scontro tra Buoni e Cattivi (comè nella personale mitologia del regista), ma strega comunque lo spettatore per eccellenza che un tempo spettava alla cultura orale (l’analfabeta Fortin si fa leggere il libro dal signor Ziman). Durante il film vengono proposti spezzoni dal film del 1933 di Raymond Bernard. Belmondo ritrae un insolito Valjean con dignitose sfumature.
1998 STATI UNITI. Regia di Bille August. Interpreti: Liam Neeson (Jean Valjean); Geoffrey Rush (Javert); Claire Danes (Cosette); Uma Thurman (Fantine); Hans Matheson (Marius); Jon Kenny (Thénardier). Sceneggiatura di Rafael Yglesias. Musica di Basil Poledouris. Durata: 134’.
Una trasposizione spenta e fredda sceneggiata da Rafael Yglesias del romanzo di Hugo, diretta dal danese Bille August. Versione che ha avuto molte critiche negative, anche perché illustra con sconfortante e soporifera piattezza l’epopea di Valjean e riduce molto la trama, cambiando a volte, inspiegabilmente, alcuni nomi (Fauchelevent appare col nome di Laffite, che nel romanzo è invece il custode del denaro di Valjean). Nonostante i molti inevitabili tagli, si trova il tempo per accennare a dettagli secondari, come i due bambini che Gavroche incontra e poi si uniranno a lui come “figli” (in realtà fratelli), e cassare invece un personaggio come Eponine. Inoltre il film non termina con la morte del protagonista, che il regista reputa libero solo con la morte di Javert, che inoltre muore di fronte a lui; Hugo, invece, “libera” Valjean solo con la morte (analogie con la versione del 1935 di Boleslawski con Fredric March. Omessi quasi totalmente i Thénardier (sono presenti solo quando Valjean va a recuperare Cosette); errore storico dare la parte di Enjorlas, amico di Marius, ad un attore nero, dal momento che nel 1832 non c’erano in Francia uomini neri liberi. Drammaturgicamente sbagliati due atteggiamenti di Valjean verso Cosette: il trasparente innamoramento e lo schiaffo datole: entrambe le cose non sono presenti nel romanzo. Difficile trovare il fermento romanzesco anche nelle interpretazioni ridotte a figure senz’anima (persino Valjean, dopo i primi minuti, diventa un santino monocorde e insopportabile). Versione pensata per il pubblico statunitense che, molto probabilmente, conosceva il romanzo attraverso la mediazione del musical di Claude Michel Schönberg. Parigi è stata riscostruita a Praga. Liam Neeson e Geoffrey Rush nelle parti dei due antagonisti sono molto aderenti alle descrizioni fisiche date da Hugo, così come quasi tutti gli altri interpreti, tranne forse Cosette; purtroppo però nel corso della vicenda gli attori non danno l’idea di invecchiare. Un ruolo centrale che oltrepassa la qualità del film è da assegnare alla musica di Basil Poledouris, la cui incisione presenta una suite sinfonica in quattro parti, molto aderente al racconto hughiano (“Il viaggio di Valjean”, “Vigau”, “Parigi”, “Le barricate”).
2000 FRANCIA-ITALIA-GERMANIA-STATI UNITI-SPAGNA (coproduzione). Regia di Josée Dayan. Interpreti: Gérard Depardieu (Jean Valjean); John Malkovich (Javert); Virginie Ledoyen (Cosette); Charlotte Gainsbourg (Fantine); Enrico Lo Verso (Marius); Christian Clavier (Thénardier). Sceneggiatura di Didier Decoin. Musica di Jean-Claude Petit. Durata: 350’
Coproduzione FR-IT (Mediaset)-GER-USA-ESP; Ultima versione televisiva in ordine di tempo in quattro puntate di circa un’ora e mezza cad. Presenta una quasi totale fedeltà all’originale, con Gérard Depardieu nella parte di Valjean e John Malkovich come Javert. Contrariamente al solito sono presenti, e molto attivi, molti personaggi secondari come Thénardier (Christian Clavier) e la moglie (Veronica Ferres: forse troppo attraente per il personaggio), la figlia Eponine (Asia Argento) e la quasi sempre trascurata Soeur Simplice (Giovanna Mezzogiorno), che ha invece un ruolo sostanzioso nel primo scorcio dell’opera, nonché una buona resa psicologica. Inoltre vi sono episodi come l’antefatto di Fantine, messa incinta e abbandonata da un giovane di buona famiglia, situazione che le cambierà la vita in peggio. Manca il finto funerale ordito da Fauchelevent per far uscire Valjean dal convento, il ché fa mancare un po’ di coerenza a quella parte del racconto. Poco felice la scelta di Lo Verso come Marius, come poco approfondita la vicenda dell’insurrezione. Inoltre Gavroche viene presentato, a distanza di anni, sempre come un bambino e non è figlio dei Thénardier (cosa normale, anche se errata). Girato in inglese e francese con un cast che risponde sostanzialmente alla coproduzione: ci sono francesi (Depardieu, Gainsbourg, Clavier, Ferres), italiani (Lo Verso, Argento, Mezzogiorno) e tedeschi (Otto Sander, nella parte del vescovo di Digne)il budget è stato di 20 milioni di dollari e la produzione è avvenuta a Parigi e nella Repubblica Ceca. Composta e moderatamente epica la colonna sonora di Jean-Claude Petit.
Opere/Musicals:
1980 – Les Misérables, musical (operette à grand spectacle); Musica di Claude Michel Schönberg (Francia, 1944); libretto di Alain Boublil; versione inglese (1985): parole di Herbert Kretzmer
Film animati:
1977 – Kozete; prod.Urss (Lituania); scritto e diretto da Arnolds Burrows; cortometraggio (10’)
1979 – Jean Valjean Monogatari (« L’Histoire de Jean Valjean »), telefilm animato di Takashi Hisaoka; prodotto giapponese (Toei Animation).
1988 – Les Misérables; prodotto dalla Emerald City (Stati Uniti); diretto da Al Guest e Jean Mathieson; sceneggiato da Al Guest ; durata: 60’.
1992 – Les Misérables, cartone animato in 26 episodi [non si hanno ulteriori notizie di questa versione, citata da Wikipedia]
2007 – Les Misérables – Shôjo Cosette (serie animata), 52 episodi della « Nippon animation ».
Molto ben fatto. Mi congratulo con l’estensore della nota che mi ha permesso di avere un quadro complessivo della filmografia inerente Les Misérables.
Eliseo · 24 marzo 07
Ottimo e utilissimo. Spero di leggerne altri, altrettanto informati
massimo · 2 luglio 08
Complimenti, raramente si trovano schede così circostanziate. Non concordo appieno con i commenti di alcune rappresentazioni – tra cui la cooproduzione del 2000 – ma sarebbe chiedere troppo…
Gianna · 15 aprile 09