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Mario Quattrucci Fattacci brutti a via del Boschetto
L’ultima inchiesta di Marè |
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“Ho poco tempo libero, ma il tuo libro merita di dedicargli la parte più preziosa.”
Predrag Matvejević
“Con i miei familiari porteremo i tuoi libri in vacanza. Sono bellissimi, quietamente avvincenti.”
Franco Ferrarotti
Una serie di brutti fattacci sconvolge il Rione Monti di Roma: il più antico e popolare dei rioni dell’Urbe, ora elegante vivace quartiere a la page della Capitale postmoderna. Anche Peppe Dell’Arco, un artista di fama che è altresì un majorèngo del Rione, viene ucciso nella sua bottega-galleria di Via del Boschetto. L’intera popolazione ne è commossa e le feste di Natale e Capodanno dei bravi monticiani ne vengono turbate. Sono loro a chiamare il vecchio Marè, amico d’infanzia dell’artista assassinato, perché affianchi o piuttosto sostituisca la stanca e inconcludente indagine ufficiale del Magistrato e della Questura. Assistito dalla nipote giornalista Flavia Pasti e dal privato Marq Antoni, si calerà in una full immersion, che per lui è anche un ritorno in luoghi speciali della memoria, fra la gente antica e nuova di Madonna dei Monti. Narrato in una lingua colta e popolare, pura e meticcia, antica e vivissima, in una lingua che non occulta la realtà e le sue spaventose contraddizioni ma cerca invece di rendere possibile percepire la sostanza del mondo, questo romazo popolare – nono col commissario Marè – si presenta apertamente come una favola congetturale, o se si preferisce un groppo di favole realiste, che commuovono e appassionano, aprono alla conoscenza e divertono fino al pianto e al riso.
Mario Quattrucci
La trama sarebbe anche interessante, ma la rovinano i personaggi e la città descritti entrambi in maniera macchiettistica. Una Roma ottocentesca che dagli anni sessanta non esiste più neanche nel centro storico. Il protagonista (il morto) mi ha ricordato Franco Califano nel ruolo “der più dell’Urione” in alcuni film di serie B degli anni ‘70. Nel complesso un atmosfera finta e tirata per i capelli, alla ricerca a tutti i costo dell’oleografica “Vecchia Roma” di Lando Fiorini.
Ho trovato l’inserimento dei servizi segreti eccessivo e inutile al plot del romanzo. E poi che razza di nome è Saula? Pessimo anche il personaggio di Marco Antonio che non parla né francese, né Italiano e che ai fini della storia è inutile.
La tirata sul linguaggio romanesco completamente inutile e tediosa, per giunta presuntuosa vista l’opera che la precede.
Anche la revisione delle bozze ha lasciato a desiderare.
Peccato perché “Marè in luogo di Mare mi era piaciuto parecchio”.
Stefania Gorga · 6 luglio 11