Luoghi del Delitto: Roma

Mario Quattrucci

È novembre, commissario Marè


pagine 288
euro 9,00
genere: Giallo
pubblicato: 2006
ISBN 88-7371-250-9


Foto di copertina: Giliola Chisté

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Il libro

A Roma, nel novembre del 1992, un delitto e un suicidio. Alla ricerca della verità sul delitto, di cui è vittima l’economista Nicola Cusano, scoprendo e via via dipanando il groviglio di un sudicio intrigo, il commissario Marè compie un viaggio nella realtà di un tempo drammatico della storia recente, trovandosi a fare i conti con alcuni terribili misteri italiani, ma anche con se stesso. E col suo tormentato rapporto con lo Stato e con la storia da cui si sente abbandonato e tradito. Narrato in forma insieme arguta e toccante, colta e popolare, che gira intorno al linguaggio in una specie di giostra fatta di specchi, È novembre, commissario Marè è dunque un giallo ma è anche una riflessione sopra la storia italiana dei nostri anni, e sopra la crisi di generazioni, di idee e di valori che l’ha attraversata.

Mario Quattrucci

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Rassegna stampa

“...proposte di livello nei tascabili con Mario Quattrucci alle prese con alcuni «terribili misteri italiani» in È novembre commissario Marè.”
Mauro Castelli, Domenica – Il Sole 24 Ore

“Un bel regalo sotto l’albero da parte della Robin Edizioni, infatti, da poche settimane è uscito È novembre commissario Marè, l’ultimo attesissimo romanzo di Mario Quattrucci.”
Igor De Amicis, Thriller Magazine

“L’idea è curiosa, brillante: mischiare narrativa gialla e viaggio. Città e territori teatro di delitti e misfatti sono i protagonisti della collana “I luoghi del delitto” della Robin Edizioni [...]
Mario Quattrucci descrive Roma in È novembre, commissario Marè. Siamo nel 1992, si parte da un delitto e un suicidio. E affondiamo in alcuni grandi misteri italiani. La vittima è un economista, il commissario si sente abbandonato dallo Stato, ma deve girare sulla giostra fatta di specchi. Una Roma verace è cornice fatalista di questo giallo intriso di storia, di situazioni di cui conosciamo alcuni particolari ma che restranno misteri che forse gli storici dipaneranno.”
Alessandro Rosa, Torino Sette


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