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Daniele Vannini Da qualche parte in Grecia
Volevo essere Dostoevskij |
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Il romanzo di esordio di Daniele Vannini ci racconta le vite di un gruppo di amici, pure middle class italiana del terzo millennio. Lo Spaccone, Cristina, Il Largo sono alcuni di loro e come tutti gli altri si affannano in una esistenza che oscilla tra effimere serate-vetrina, in cui esporsi in tutta la propria vanità, e la bruciante sensazione di sentirsi incompiuti. Tutti si ritroveranno ad Agosto in Grecia ospiti di dello Spaccone che lì dovrà incontrare dei non meglio definiti titani dell’alta finanza mondiale. Il destino però è in agguato e ognuno a proprie spese capirà quanto costa scalare L’Olimpo, tanto più se lo si scopre vuoto.
Daniele Vannini
DA QUALCHE PARTE QUESTA GENTE L’HO GIÁ VISTA
Ho letto il romanzo “Da qualche parte in Grecia” del due volte collega Daniele Vannini. L’autore, oltre che scrittore, lavora, infatti, come legale, per la mia stessa banca, ma, essendo questa piuttosto grande, non l’ho mai incontrato personalmente.
Faccio quest’introduzione non solo per inquadrare i miei rapporti con l’autore (che potrebbero interessare poco) ma, soprattutto, perché sono rimasto molto colpito dalla capacità di Daniele Vannini di descrivere una tipologia di persone con cui anch’io ho a che fare. I protagonisti del libro sono, infatti, non solo fiorentini o senesi (come la maggior parte dei miei colleghi) ma non mancano la figura del bancario e, ovviamente, quella dell’avvocato. Per giunta anche l’età anagrafica dei personaggi corrisponde alla mia: sono tutti quarantenni!
Tutto ciò m’ha subito dato l’impressione di leggere una storia “vissuta”. In realtà, credo che anche un qualunque lettore, che conosca meno tali ambienti, avrebbe la stessa sensazione, perché Vannini scrive bene ed è assai abile a raffigurare i personaggi, a farli muovere ed interagire.
Qualcuno ha detto che per scrivere bene occorre scrivere di cose che si conoscono. Questa è una regola che molti autori disattendono. Vannini no: lui la segue e la forza del suo narrare sembra essere anche nell’aver saputo rispettare questa regola basilare.
La storia mi ricorda quella di alcuni grandi film corali, come “Il grande freddo”, “Compagni di scuola” e, anche per le ambientazioni, “Mediterraneo”. Racconta, infatti, di un gruppo d’amici che si ritrova dopo molti anni. L’argomento è, però, affrontato in modo nuovo ed originale rispetto a tali modelli. Innanzitutto è giocato di più sulla preparazione di questo incontro che sul medesimo. Inoltre, trovo importante il modo di raffrontarsi di questi personaggi con lo scorrere del tempo. Alcuni di loro vengono spesso chiamati, anche dal narratore, con i loro soprannomi giovanili. Lo scorrere degli anni li ha cambiati. Alcuni sono uomini di successo, altri meno. In ogni caso sono tutti diversi da come erano ai tempi della loro amicizia. Eppure il ritornare assieme li fa tornare indietro, li fa tornare “titolari” dei propri soprannomi di gioventù. A Creta, in cui si svolge parte della storia, il tempo per loro non si è fermato, è addirittura andato a ritroso!
Dall’Italia la scena si sposta, infatti, in quest’isola, dove uno di loro, lo Spaccone, li ha invitati in una bella villa per una vacanza che dovrebbe culminare con una cena con il gotha della finanza internazionale.
Tutti, compreso il lettore, si chiedono cosa mai possano avere a che fare una simile banda di “compagnoni”, con le loro stranezze e incomprensioni, con i VIP della finanza. Su questo mistero è costruito il racconto. La conclusione del romanzo, ovviamente, non la svelo, ma devo dire che è riuscita a sorprendermi, con quel suo doppio colpo di coda finale, che porta a credere di aver capito il senso dell’incontro e dopo poco ad offrire una diversa soluzione al mistero.
Dunque, nell’insieme un libro che ci offre dei bei personaggi, ognuno con la sua storia (che ti prende e ti porta avanti nella lettura) e con una trama generale ed un mistero che danno unitarietà al romanzo e accompagnano piacevolmente il lettore per le non poche pagine che compongono questo romanzo arioso e solare come la località in cui si svolge.
Da leggere.
Firenze, 24/04/08
Carlo Menzinger · 28 aprile 08