Libri da scoprire

Bruno Magnolfi

Bionda, naturalmente


pagine 144
euro 14,00
genere: Narrativa italiana
pubblicato: 2010
ISBN 978-88-7371-588-7


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Il libro

Giulia è una donna sull’orlo della separazione dal marito ma, mentre è convinta di avere più interrogativi che certezze, la sua vacanza prende una piega inaspettata, svelandole elementi della propria vita che le faranno capire molte cose insospettabili. Il suo percorso interiore, costellato di varie figure di contorno che qualche volta avvertono il disagio della sua personalità poco comune, si snoda attraverso tante piccole percezioni, e una serie variegata di ricordi dei vari periodi della sua vita, fino a giungere a una comprensione più completa e risolutiva dei tanti punti interrogativi di cui è sempre stata disseminata la sua esistenza.

Bruno Magnolfi

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Bionda, naturalmente trovo che sia un bellissimo viaggio all’interno del mondo femminile, alla ricerca della propria identità. Delicata e sensibile narrazione.

Liliana · 13 giugno 10

Trama estremamente avvincente e intrigante, si legge in un soffio!
Giulia rappresenta un pò tutte le donne, sempre desiderose di piacere e compiacere che spesso dimenticano se stesse, i propri desideri e “oscurano” la propria personalità.
Il suo viaggio è travagliato ma ne valeva la pena, la nuova Giulia si riappropria con forza ed entusiasmo della sua vita e del suo futuro.
Complimenti!
Margherita

MARGHERITA · 16 giugno 10

Un racconto breve, ma intenso, che colpisce sin dalle prime pagine. Interessante lavoro sull’universo femminile da parte di un autore uomo!
Un’ottimo inizio per un’opera prima, con la speranza che il futuro generi altri racconti dello stesso livello!!

Lorenzo · 30 giugno 10

Il disegno per la copertina di un libro.

La lampada illumina il piano dello scrittorio in modo implacabile, con la sua luce decisa, definita. Osservo i pochi oggetti là sopra, le carte disordinate, le matite, i piccoli abbozzi di disegno che ho già tentato più volte. Non so, non riesco a capire: è come se le idee per questo soggetto che vorrei disegnare fossero tutte fuggite, e niente di me fosse in grado di richiamarle, di renderle presenti davanti ai miei occhi. Poi prendo tempo, mi muovo, spengo la lampada, torno a riaccenderla. Ecco che dietro al mio sguardo nasce qualcosa, come una nostalgia verso un evento che non ho mai vissuto, ma infine anche questo barlume si attenua e sparisce del tutto. Suona alla porta il ragazzo del bar sotto casa: mi ha portato due sandwich, una birra, le solite cose, prendo il sacchetto di carta, cerco i soldi che lui attende di avere. Prima di lasciarlo andar via gli rivolgo una domanda, così, senza avvisarlo. Lui risponde con un semplice sorriso, lo sa che sono uno strano, c’è da aspettarsele da uno come me delle uscite un po’ insolite. Ma prima di andarsene giù per le scale, si ferma un momento, si volta, mi guarda, dice soltanto: “Il mare; si, il mare è la cosa più difficile da disegnare”, e poi se ne va. Ha ragione, penso, è questa la risposta più giusta. Il senso del mare è impossibile da cogliere in un solo disegno; si può fermarne un aspetto, un’onda, la riva, l’orizzonte, ma non l’idea complessiva del mare. Torno alla mia lampada e al piano dello scrittoio: adesso lo so quale sarà il tema da disegnare stasera, qualcosa che non sarò mai capace di completare, e siccome non riuscirò ad esaurirlo, il mio disegno rimarrà aperto, da concludere, soggetto a variazioni infinite.

Bruno Magnolfi

bruno · 18 agosto 10


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